E’ un incidente. Punto e basta

piazza del campo

Non credo si possano trovare sempre cause certe e motivazioni tecniche negli avvenimenti.
Soprattutto nelle tragedie.

I ragazzi che sono morti in Germania sono morti perché le cose sono andate storte e una scelta logistica sbagliata, che in condizioni normali avrebbe potuto causare magari soltanto qualche malore, ha generato una situazione nella quale la gente è finita calpestata ed è morta.

Non c’entra la musica techno, non c’entra la droga e non c’entra nient’altro.
C’è semplicemente un momento in cui tutti gli ingranaggi si sincronizzano per far andare le cose nel peggiore dei modi possibile.

Potremmo discutere di quanto in certi momenti la morte ci sembri ingiusta, ma questo lo potremmo fare sempre e non è di questo che stiamo parlando.

Lo sprovveduto di Bertolaso, a cui i frequenti massaggi hanno sciolto troppo la lingua, perde l’ennesima occasione per stare zitto dicendo che in Italia non sarebbe potuto succedere perché:

Nel nostro Paese “c’e’ un comitato per la sicurezza presieduto dal prefetto” che “vaglia piani di accoglienza, di ingresso e verifica le vie d’uscita”

Se vuole, a sua eccellenza Guido Bertolaso posso iniziare a fare l’elenco delle occasioni in cui sarebbe potuto succedere.
A Siena potrebbe succedere almeno due volte l’anno, quando si corre il Palio in una Piazza sigillata ed in cui per due ore l’unica via di fuga è larga 10 metri e in cui basterebbe un momento di panico collettivo per scatenare l’inferno.
E di situazioni come questa ce ne sono a centinaia ogni anno nel nostro paese.

Oggi è troppo facile osservare quel tunnel di Duisburg e notare quanto sia stretto.
Sono sicuro che qualche giorno fa ci sarebbe sembrato larghissimo.

A volte basterebbe star zitti.
Non è poi così difficile.

Luca

Foto | Wikipedia

Novanta secondi di orgoglio civico

Su Internazionale di questa settimana c’è un articolo di Henry Porter pubblicato su The Observer.
Si intitola “Novanta secondi di orgoglio civico” e spiega, nonostante qualche inesattezza, come mai sia impossibile pensare Siena senza il Palio.

Porter dice anche che il rispetto collettivo che i senesi hanno per sé stessi è un modello che andrebbe preso ad esempio.

L’articolo originale in inglese lo trovate sul sito dell’Observer.
Tra i commentatori molti criticano lui e la crudeltà del Palio, a dimostrazione di quanto sia difficile riuscire a raccontare Siena e la sua festa.

Luca

Ed un’altra estate è andata

Lo so che state morendo di caldo, ma a Siena le stagioni hanno un andamento diverso.
La sera del Palio dell’Assunta inizia ufficialmente l’inverno.

E’ stato un palio bello.

Tre ore di mossa per due palii forse però ci dicono un paio di cose:

  • Il mossiere, per altro simpatico e bravo, sarebbe bene cambiarlo, perché quando nessuno ti dà più retta allora è il caso di tentare nuove strade.
  • Il palio si corre in senso orario. Inutile tentare di correre al contrario. Se non si capisce questo, forse è meglio tornare a correre negli ippodromi.

Chi ha orecchie, intenda.

Luca

Il Palio del 2009

Non sono un esperto, ma credo sia la prima volta che il mondo paliesco si apre così decisamente all’esterno.
In questi giorni su Facebook è tutto un fiorire di discussioni contradaiole.
Non inserisco i link dei gruppi per amore di Siena, visto che ci si trovano commenti di giovani contradaioli che si sono forse fatti un po’ troppo prendere dal loro amore per la contrada.

Il 2009 è anche l’anno in cui una contrada ha addirittura scelto di pubblicare sul suo sito un comunicato stampa nel quale accusava in modo piuttosto diretto l’amministrazione comunale ed il protocollo che regola la scelta dei cavalli che vengono assegnati alle contrade.

Chi non è di Siena o non ha vissuto a Siena non può rendersi conto di quanto chiuso sia il mondo del palio verso il resto del mondo.
Con il palio di luglio del 2009 si è aperta un finestra che potrebbe essere non facile controllare.
Anche perché se ci si apre al mondo esterno, si devono rispettare le regole del mondo esterno.
E si devono poi anche accettare le critiche.

Luca