L’ossessione dell’identità

Proseguono su Repubblica le interviste di Curzio Maltese ai “giovani” del PD.
Oggi tocca a Maurizio Martina.
Dice cose interessanti e ragionevoli.
Strano che sia del PD.

Bisogna ricominciare dai capannoni.
Quali capannoni?
Quelli costruiti con la legge Tremonti nel Nord Est, una marea di capannoni che va da Novara a Mestre. Tutti vuoti, o quasi. Hanno devastato l’ambiente senza creare ricchezza. E’ un monumento all’incapacità del berlusconismo di governare l’economia.

Qual è secondo lei l’errore più grave del centrosinistra nel Nord?
L’ossessione dell’identità. Questo parlarsi addosso e contro, ex democristiani ed ex comunisti. Ma come, Berlusconi è stato tanto bravo a far dimenticare di essere stato ex qualsiasi cosa, dai socialisti alla P2, e noi qui a menarcela con le eredità del passato, invece di studiare il futuro.

E i possibili punti di forza?
Non c’è dubbio che abbiamo amministrato meglio. Bergamo, Brescia sono diventati modelli di autentico riformismo. Per trovare il riformismo non è che bisogna andare in pellegrinaggio da Blair o da Obama o su Marte, basta considerare quello che i sindaci di centrosinistra hanno saputo realizzare. E magari confrontarlo con il disastro della Moratti a Milano.

Qual è la prima proposta che farà al nuovo segretario?

Un esperimento. Proviamo per due mesi a non rispondere a nessuna delle provocazioni di Berlusconi e a parlare di un solo tema, uno solo, la crisi economica.

Martina è uno dei sette che faranno parte della Segreteria di Franceschini.

Luca

E questa è fantastica

Non ho vogli di dire niente su Licio Gelli e la sua avventura tv.
E poi ci ha già pensato a farlo, benissimo, Spinoza:

Tra roventi polemiche torna sulle scene televisive, a quasi novant’anni, un protagonista della recente storia italiana: in molti si chiedono se riuscirà ancora a ballare il Tuca tuca.

Licio Gelli diventa presentatore per Odeon Tv. Finalmente. Ora potrà spiegare a un pubblico più ampio le ragioni del successo del suo Piano di Rinascita Democratica.

Il suo portavoce, attuale Presidente del Consiglio, ha annunciato che, per una miglior visione dell’emittente, saranno assegnate a Odeon le frequenze di Rai 3.

Al programma, che si chiamerà Venerabile Italia, collaboreranno Andreotti, Veneziani e Dell’Utri. Priebke ha rifiutato: temeva per la sua reputazione.

La trasmissione si propone di ricostruire gli avvenimenti chiave del novecento. Ospite della prima puntata, il tecnico che montò la caldaia difettosa alla stazione di Bologna.

Sorridete pure amaramente.
Era già tutto scritto…

Luca

Selva batte Buttiglione 2 a 1

Credevo che perdere tempo per richiedere l’inserimento dei gelati nella buvette del Senato fosse il classico esempio di quanto in basso fosse giunta la nostra politica; la buvette nemmeno ci dovrebbe essere in un’aula parlamentare!

La risibile proposta di Buttiglione è però stata battuta dall’indecente comportamento di Gustavo Selva che, per poter arrivare in tempo ad un dibattito televisivo, ha finto un malore in modo da essere trasportato in ambulanza.

Ricordo che Gustavo Selva è quello che è stato iscritto alla P2 ed è lo stesso che dichiarò che la missione italiana in Iraq era stata mascherata come intervento umanitario per poter ottenere il via libera dal quirinale.

Se Gianfranco Fini ha ancora un minimo di dignità politica deve espellere Selva dal partito.
E’ uno scandalo che un rappresentante del popolo si comporti così.
Non ci può essere nessuna giustificazione.

Gustavo Selva ha 81 anni.
Credo sia arrivato il momento per un pensionamento forzato.

Che non si faccia più rivedere in un’aula parlamentare!

Luca

Visco? La P2? Belpietro? Aiuto!

Mi sembrava strano che un’inchiesta de Il Giornale potesse avere anche un benché minimo fondo di verità.
Devo dire che questa volta l’attacco nei confronti di Visco mi sembrava credibile.
Ieri però Carlo Bonini su Repubblica mi aveva messo la pulce nell’orecchio.
Oggi D’Avanzo rende la storia ancora più complicata, mettendo dentro la P2, Tremonti, e chissà quanti altri.

Mi sembrava strano che un’inchiesta de Il Giornale potesse avere anche un benché minimo fondo di verità.
Devo dire che questa volta l’attacco nei confronti di Visco mi sembrava credibile.
Ieri però Carlo Bonini su Repubblica mi aveva messo la pulce nell’orecchio.
Oggi D’Avanzo rende la storia ancora più complicata, mettendo dentro la P2, Tremonti, e chissà quanti altri.

Ora, non sono del tutto ingenuo.
So benissimo che la controffensiva di Repubblica non è disinteressata.
Il quotidiano romano è “molto vicino” ai DS ed al futuro Partito Democratico.
Forse l’inchiesta di D’Avanzo è stata suggerita da un tipetto che se la sta spassando a Valencia.

Però il discorso si complica.

Ed è molto probabile che, come al solito, la verità non stia nel mezzo, ma tutta da un’altra parte.

Luca