La bellezza per Virna Lisi

Oggi, che Virna Lisi se ne è andata, vi consiglio di rileggere l’intervista che le fece la Fallaci nel 1964.

È un’intervista molto bella, come quasi tutte le interviste della Fallaci, e fa capire chiaramente che tipo fosse Virna Lisi.
Quando la Fallaci la intervistò, Virna Lisi era considerata da molti la donna più bella del mondo, tanto che pensarono di usarla come erede di Marilyn.

E sulla sua bellezza, dà una interpretazione che è bellissima ed è molto femminile.

La bellezza è quella cosa che fa fermare la gente ad aiutarti quando la tua automobile è in panne: per quanto incredibile possa sembrare, spesso io preferirei restar sola con la mia automobile in panne.

Luca

Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza

Vi consiglio di rileggere la spettacolare intervista che la Fallaci fece ad Andreotti nel 1974.
Questo è l’incipit.

Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam, e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome. Poi, d’un tratto, compresi che non era disagio. Era paura. Quest’uomo mi faceva paura. Ma perché? Mi aveva ricevuto con gentilezza squisita: cordiale. Mi aveva fatto ridere a gola spiegata: arguto, e il suo aspetto non era certo minaccioso. Quelle spalle strette quanto le spalle di un bimbo, e curve. Quella mancanza quasi commovente di collo. Quel volto liscio su cui non riesci a immaginare la barba. Quelle mani delicate, dalle dita lunghe e bianche come candele. Quell’atteggiamento di perpetua difesa. Se ne stava tutto inghiottito in se stesso, con la testa affogata dentro la camicia, e sembrava un malatino che si protegge da uno scroscio di pioggia rannicchiandosi sotto l’ombrello, o una tartaruga che si affaccia timidamente dal guscio. A chi fa paura un malatino, a chi fa paura una tartaruga? A chi fanno male? Solo più tardi, molto tardi, realizzai che la paura mi veniva proprio da queste cose: dalla forza che si nascondeva dietro queste cose. Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza.

L’intervista è stata pubblicata in Intervista con la storia.

Luca

10 anni

Qualunque cosa se ne pensi, oggi si chiude un cerchio.

A me, a vederlo morto ammazzato, fa pena anche Bin Laden, ma sono fatto così.

Speriamo soltanto che oggi possa iniziare una nuova fase nel nostro rapporto con il mondo islamico.
Auguriamoci di non perdere nuovamente l’occasione che perdemmo 10 anni fa dopo le Twin Towers.

Luca

Il mio portacipria è più grande del suo libretto verde

Lavorare in un’azienda controllata da RCS ha soprattutto un merito.
Ci danno il Corriere della Sera gratis.
Io non lo prendo mai.

Oggi si.
A pagina 13 c’è un estratto di una spettacolare intervista del 1979 fatta da Oriana Fallaci a Gheddafi.

Aldilà di ogni considerazione su di lei e sulle sue idee, non se ne può non riconoscere la classe cristallina.

Colonnello, visto che non si considera un dittatore, nemmeno un presidente, nemmeno un ministro, mi spieghi: ma lei che incarico ha? Che cos’è?
«Sono il leader della rivoluzione. Ah, come si vede che non ha letto il mio Libro Verde!».

Sì che l’ho letto, invece! Non ci vuole mica tanto. Un quarto d’ora al massimo: è così piccino. Il mio portacipria è più grande del suo libretto verde.
«Lei parla come Sadat. Lui dice che sta sul palmo di una mano».

Ci sta. Dica: e quanto ci ha messo a scriverlo?
«Molti anni. Prima di trovare la soluzione definitiva ho dovuto meditare molto sulla storia dell’umanità, sui conflitti del passato e del presente».

Davvero? E com’è giunto alla conclusione che la democrazia è un sistema dittatoriale, il Parlamento è un’impostura, le elezioni un imbroglio? Vi sono cose che non mi tornano in quel libriccino.
«Perché non lo ha studiato bene, non ha cercato di capire cos’è la Jamahiriya. Lei deve sistemarsi qui in Libia e studiare come funziona un Paese dove non c’è governo né Parlamento né rappresentanza né scioperi e tutto è Jamahiriya».

Che vuol dire?
«Comando del popolo, congresso del popolo. Lei è proprio ignorante».

E l’opposizione dov’è?
«Che opposizione? Che c’entra l’opposizione? Quando tutti fanno parte del congresso del popolo, che bisogno c’è dell’opposizione? Opposizione a cosa? L’opposizione si fa al governo! Se il governo scompare e il popolo si governa da solo, a chi deve opporsi: a quello che non c’è?».

Luca