L’ipocrisia del PD sui matrimoni gay

Il PD deve trovare una mediazione interna sulla questione dei matrimoni gay ed individuare una proposta da poter presentare agli elettori

La polemica innescata dalle parole di Rosy Bindi hanno nuovamente riattizzato un fuoco che cova ormai da troppo tempo:

Il matrimonio però è solo eterosessuale, è un punto molto fermo.

La questione è molto complessa, mi dà fastidio chi la banalizza o la riduce soltanto ad uno scontro tra credenti ed atei.
Le resistenze ad un’accettazione dei matrimoni gay non vengono solo dalla parte cattolica della società, ammesso che esista (la parte cattolica, non la società).
Entrate nei bar, provate a chiedere in giro, troverete resistenze ovunque.

Detto questo, il Partito Democratico, se vuole davvero essere un grande partito riformista, deve fare chiarezza sulla questione.
Non si può continuare ad avere mille posizioni su questo tema.
Credo sia inutile pretendere che i notabili del partito si astengano dal pronunciare frasi in libertà, quindi sarebbe bene che il partito stesso individuasse una sua posizione chiara, che sarà poi quella che porterà di fronte agli elettori.
Perché la destra su questo ha già iniziato la sua campagna elettorale e continueranno a martellare. Se il PD non riuscirà a sintetizzare una sua proposta, i nodi verranno al pettine.

Non è possibile accontentare tutti, non serve a niente cercare di ingraziarsi i favori dei vescovi, che in ogni caso non sosterranno mai il PD, quindi avanti senza paura.
Che non significa dire che i matrimoni gay sono un obiettivo del PD.
Magari troviamo un’altra forma giuridica, che combattere per battaglie perse in partenza forse è sciocchino.
Ma facciamola finita con il notabile di turno che se ne esce dicendo che i matrimoni sono solo eterosessuali e questo è un punto molto fermo.

Molto fermo una cippa.

Luca

La lucidità del leader

Durante l’intervista fatta da Zoro a D’alema e di cui vi ho parlato qualche giorno fa, c’è stato un passaggio sui diritti civili degli omosessuali.
L’altro giorno, mentre mi ascoltavo il podcast, per poco non cado dalla bicicletta.
Perché D’Alema ha risposto in modo molto confuso ed impreciso.
E questa cosa non è da lui.

Ha mischiato il matrimonio civile con il sacaramento, ha parlato di cose che sarebbero scritte nella costituzione e non ci sono (tipo che il matrimonio è finalizzato alla procreazione). Ha detto poi che nessuna associazione gay si sogna di chiedere il matrimonio omosessuale.
Anche Zoro ci ha messo del suo, inserendo nel dibattito la richiesta dei cattolici gay di sposarsi in chiesa, e questa è una cosa che non spetta alla politica decidere.

Insomma, comunque la si pensi, D’Alema ha detto delle imprecisioni.
In alcuni momenti è apparso perfino confuso.

La rettifica di D’Alema è significativa, perché non è facile che lui ammetta di sbagliare.

Chiedo scusa se ci sono stati riferimenti rozzi al dettato costituzionale e se ho creato un equivoco: non ho mai inteso dire che la Carta proibisce il matrimonio gay, cosa che per altro non urta in nulla la mia sensibilità. Il Pd sta elaborando una proposta per allargare i loro diritti e non è corretto che io dall’esterno li bombardi mentre discutono. Siamo l’unico partito italiano che lo fa. E siamo un partito complesso.

Se la vecchia classe politica al potere perde anche la lucidità, allora stiamo freschi.
Se la buona politica è un auspicio ed un desiderio, la lucidità deve essere obbligatoria.

Luca

Ricordo che una volta ha definito l’omosessualità un abominio

Mi sto guardando la seconda stagione di West Wing, che è fenomenale (almeno per chi ancora si appassioni di politica).
Nel terzo episodio c’è questa scena nella quale il Presidente Bartlet interloquisce con una commentatrice radiofonica conservatrice.
Il testo è ispirato ad una mail inviata allo sceneggiatore Aaron Sorkin nella quale venivano poste alcune domande a Laura Schlessinger.

Bartlet è cattolico.

Secondo me è una scena splendida.

Luca

È complicato, si, signor ministro

Brokeback Mountain

L’intervento del Ministro Romano ad uno sciagurato convegno dei Responsabili, o di chi per loro, ha fatto discutere ed ha fatto gridare allo scandalo.
Si parla dell’introduzione del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso nello Stato di New York.

… la famiglia naturale! … la famiglia fatta con un uomo e una donna che si sposano per avere figli, non quelle famiglie che abbiamo visto sposato ieri a Madattan in quelle scene che realmente fanno rabbrividire … io avevo la mia bambina accanto e ho dovuto cambiare il canale della televisione … è logico che sia così, la bambina a 6 anni mi chiederà ma perché quei due uomini si baciano, perché si sposano, ed è complicato poterglielo spiegare … quando ancora le nostre televisioni danno anche questi messaggi negativi.

A me, più che scandalizzare, fa tenerezza.
La sua incapacità di spiegare a sua figlia come mai due persone dello stesso sesso si amino spiega tutto.

La vita, non solo quella degli omosessuali, come dice Romano, è complicata.
Cambiare canale non ci aiuterà a comprenderla.

Luca

Via | Non leggere questo Blog!


Te guarda ‘sti svedesi

Dopo incredibili peripezie ha aperto il negozio Ikea di Catania.
Si sa che da sempre l’Ikea è gay-friendly, è sufficiente essere stati una volta in un loro negozio per notarlo.
La campagna di Ikea fa pensare, quindi.
Lo fa a maggior ragione perché ideata per promuovere l’apertura di un negozio nel profondo sud, non a Stoccolma.

ikea catania

Dopo incredibili peripezie ha aperto il negozio Ikea di Catania.
Uno dei manifesti è quello che vedete qui sopra.

Si sa che da sempre l’Ikea è gay-friendly, è sufficiente essere stati una volta in un loro negozio per notarlo.
Ikea è anche una delle aziende che supportano Parks, e questa campagna pubblicitaria evidentemente risponde proprio all’esigenza di favorire la valorizzazione delle diversità nel mondo del lavoro.

La campagna di Ikea fa pensare, quindi.
Lo fa a maggior ragione perché ideata per promuovere l’apertura di un negozio nel profondo sud, non a Stoccolma.

Anche se fonti verificate dicono che a Catania questi cartelli nessuno li abbia visti.
E anche questo fa pensare.

O magari, se non vogliamo pensare male, potremmo ipotizzare che fosse una campagna destinata soltanto al web.
E pure questo fa pensare.

Luca