I 10 punti

ricordati_che_devi_rispondere

Amnesty International ha chiesto ai candidati premier nelle prossime elezioni politiche di esprimere la loro posizione su 10 punti inerenti tematiche sul rispetto dei diritti umani nel nostro paese.

  1. Garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di tortura
  2. Fermare il femminicidio e la violenza contro le donne
  3. Proteggere i rifugiati, fermare lo sfruttamento e la criminalizzazione dei migranti e sospendere gli accordi con la Libia sul controllo dell’immigrazione
  4. Assicurare condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri
  5. Combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle
  6. persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate)
  7. Fermare la discriminazione, gli sgomberi forzati e la segregazione etnica dei rom
  8. Creare un’istituzione nazionale indipendente per la protezione dei diritti umani
  9. Imporre alle multinazionali italiane il rispetto dei diritti umani
  10. Lottare contro la pena di morte nel mondo e promuovere i diritti umani nei rapporti con gli altri stati
  11. Garantire il controllo sul commercio delle armi favorendo l’adozione di un trattato internazionale

Amnesty pubblicherà le eventuali risposte fornite dai candidati.
Mi pare un’iniziativa interessante.

Luca

Sentire il peso di quella morte

Paola Concia ha scritto una bellissima riflessione sulla storia del ragazzo di quindici anni che si è ucciso qualche giorno fa.

E’ stato molto facile fare schieramenti contrapposti e dare ognuno la propria illuminata versione.
Cercare di capire, invece è sempre molto più complicato.

Ho risposto con durezza in questi giorni: perché sì, lotto contro l’omofobia e la transfobia, ma so che non si contrasta accusando dei bambini adolescenti di essere degli assassini. Non mi auto-assolvo, è troppo facile e comodo. Per questo chiedo a tutti in modo accorato di sentire il peso di quella morte, sia che sia stata causata dal disprezzo della sua diversità vera o presunta o per altre ragioni. So che quel peso fa male, e per questo viene rifiutato e ribaltato sugli altri. No, io lo tengo con me, facendo in modo che quella morte, come tante altre simili, illumini le mie azioni e parole quotidiane: che io sia un’insegnante, che io sia un membro delle istituzioni, che io sia un giornalista, che io sia un genitore: i giovani ci guardano e imparano a stare al mondo.

Luca

Sei gay? Pensa che io ho un amico che è juventino

Anche a questo giro la legge contro l’omofobia (che vorrebbe considerare la motivazione omofoba come aggravante in caso di aggressioni o altri reati) è stata affossata in commissione.

Anche a questo giro la legge contro l’omofobia (che vorrebbe considerare la motivazione omofoba come aggravante in caso di aggressioni o altri reati) è stata affossata in commissione.

Tra tutte le motivazioni, quella della capogruppo leghista in Commissione è la più bella.

Il tema va affrontato, ma perché applicare aggravanti in caso di reati commessi per omofobia e non nei confronti di chi è disabile o la pensa politicamente o calcisticamente in modo diverso?

Quando non si fanno cose perché se ne potrebbero fare tante altre, allora siamo sicuri che i motivi del diniego sono altri.
Il motivo è uno solo.
Si chiama ignoranza.

Luca


Certo che bisogna essere cretini

roma manifestazione gay lesbiche palazzo chigi

Gli scemi del giorno sono i tipi che ieri sera sono andati a manifestare contro le dichiarazioni omofobe di Berlusconi davanti a Palazzo Chigi mostrando scritte omofobe.

Pippo Civati sul Post:

Se B dice una cosa, c’è sempre gente pronta con un cartello che si precipita in piazza, alla disperata ricerca di un fotografo che immortali l’indimenticabile replica. Ieri B ha detto: «meglio donnaioli che gay». E allora tutti a rispondere: «meglio gay che B». Ora, va bene tutto, ma vorrei che fosse chiaro che dire «meglio gay che B» è altrettanto stronzo (come lo sarebbero altre declinazioni, del tipo «meglio neri che B», «meglio ebrei che B», ecc.). Spero che Quelli Dei Cartelli se ne rendano conto. E che prima di cercare il flash e l’inquadratura migliore pensino a che cosa scrivere, sul loro inseparabile cartello.

Luca

Foto | Corriere.it