Dal vostro inviato a Sanremo

Stasera su tutti Irene Grandi con la canzone scritta da Francesco Bianconi (credo canti per prima).
Bel pezzo, parte a mille e si allarga in un bel ritornello arioso.

Eppure un tempo ridevi
E mostrandomi il cielo
Mi disegnavi illusioni e possibilità
E la Cometa di Halley ferì il velo nero
Che immaginiamo nasconda la felicità

Poi Malika Ayane con una canzone tutta archi.
Poi Ruggeri che all’inizio pare ostica, invece poi entra in testa.

Poteva vincere Valerio Scanu, ma la canzone è molto piatta e non possono far vincere per due anni di fila Maria De Filippi senza una canzone decente.
Forse Noemi, che viene da X Factor.
O Malika Ayane.

Il resto è roba brutta o molto brutta.
Povia molto sotto tono con un pezzo scialbo e, questa volta, nemmeno orecchiabile e poco adatto alla sua voce; il testo l’avrebbe potuto scrivere un bambino di sei anni.
La canzone di Pupo con il Principe del Menga non è soltanto brutta, ma mi sono vergognato per loro mentre la ascoltavo.
Dio, Patria e Famiglia cantati da due depravati.

La canzone di Morgan è assolutamente fuori dalle righe, roba da Avion Travel, ma ancora più ricercata.
Sarebbe stato sicuramente il premio della critica.
A me mette l’ansia come quasi tutte le cose di Morgan.

Dada offre download e streaming di tutte le canzoni in gara.

Luca

Si tranquillizzi, signor Presidente

Contro chi ha pensato che si trattasse soltanto di gossip, anch’io mi unisco a quelli che hanno visto nell’affaire Noemi un caso anche politico.
Non per il fatto che la ragazza coinvolta fosse minorenne, ma perché abbiamo conosciuto il lato debole e ricattabile del nostro Presidente del Consiglio.

Un premio lo merita Repubblica, quotidiano che non leggo quasi più, ma che devo dire che sulla questione delle dieci domande al Premier ne ha fatto una questione di interesse nazionale e non ha mollato la presa.
Quando pensi di avere ragione è giusto insistere finanche a sembrare ossessivi.

Oggi, alla vigilia delle elezioni, un editoriale non firmato (quindi ascrivibile al direttore Ezio Mauro) conclude la questione.
E lo fa con una rabbia giusta e condivisibile:

Poi la denuncia di un complotto internazionale, con la stampa straniera impegnata in una campagna “anti-italiana”: a Berlusconi non viene in mente che sono i suoi comportamenti il vero danno per l’Italia. Infine la minaccia a Repubblica: “perderà molti lettori”. Si tranquillizzi, signor Presidente. La sua ira e il suo silenzio, da soli, spiegano la nostra funzione e le nostre domande.

Luca