Suonare alla faccia della crisi

transatlantic2009

Nonostante la drammatica crisi delle case discografiche, ci sono progetti che tornano a vivere.
E’ di ieri la notizia che i Transatlantic sono tornati in studio per registrare un nuovo album.

I Transatlantic sono un super gruppo formato da membri provenienti da altre band e coordinati dalla sapiente mano di Neal Morse.
Mettete alla batteria Mike Portnoy dei Dream Theater, alla chitarra Roine Stolt dei Flower Kings, al basso Pete Trewavas dei Marillion.
Aggiungete Neal Morse e viene fuori un mix fantastico.

I due album registrati dai Transatlantic nel 2000 e nel 2001 sono veramente molto belli.

Il nuovo album dovrebbe uscire prima della fine dell’anno.
E sarà sicuramente molto bello.

Luca

The Road Home di Jordan Rudess

The Road Home

Qualche giorno fa mi sono ascoltato The Road Home, il nuovo disco solista di Jordan Rudess.
JR è da ormai 10 anni il tastierista dei Dream Theater, ma è un artista molto eclettico che suona anche in molti altri progetti.

In “The Road Home” il nostro Jordan Rudess arrangia a modo suo alcuni dei più epici pezzi della storia del rock progressive, tra cui Tarkus degli ELP, Sound Chaser degli Yes, Dance on a Volcano dei Genesis e Just the Same dei Gentle Giant.

Jordan Rudess

Il risultato secondo me è ottimo in quanto viene riproposta una rilettura contemporanea di pezzi che sono ritenuti intoccabili; l’arrangiamento è azzeccato soprattutto grazie ad una scelta di suoni piuttosto coraggiosa, se si considera che i brani sono stati scritti e suonati più di 30 anni fa con strumenti analogici.
Insomma il disco è una gradevole rilettura moderna di pezzi del prog degli anni d’oro, il tutto suonato ottimamente.

Nel disco appaiono nomi importanti dell’ambiente progressive come Neal Morse, Steven Wilson e Nick D’Virgilio.
Alla chitarra l’ottimo e italianissimo Marco Sfogli.

Se non avete mai conosciuto prima Jordan Rudess, ve lo propongo in versione melensa durante un concerto di Steven Wilson (il pezzo è Lazarus dei Porcupine Tree).

Luca

Neal Morse

Quando tre anni fa lessi la recensione di un disco su “Musica”, il compianto allegato di Repubblica sostituito dall’inutile XL, non pensavo di stare per essere proiettato in un mondo musicale sconfinato del quale non conoscevo nemmeno l’esistenza.
La recensione in questione riguardava “One” di Neal Morse ed il mondo che non conoscevo era quello del Symphonic Prog” o comunque del prog contemporaneo.
Non credevo che anche oggi ci fossero così tanti artisti che ricalcano le orme di Genesis, Yes, ELP,…

NealMorse
Quando tre anni fa lessi la recensione di un disco su “Musica”, il compianto allegato di Repubblica sostituito dall’inutile XL, non pensavo di stare per essere proiettato in un mondo musicale sconfinato del quale non conoscevo nemmeno l’esistenza.
La recensione in questione riguardava “One” di Neal Morse ed il mondo che non conoscevo era quello del Symphonic Prog” o comunque del prog contemporaneo.

Non credevo che anche oggi ci fossero così tanti artisti che ricalcano le orme di Genesis, Yes, ELP,…

One mi piacque così tanto che iniziai a fare un percorso di ricerca all’indietro, scoprendo così tutta una serie di gruppi formidabili, tra cui: Transatlantic, Dream Theater, The Flower Kings, Glass Hammer, Arena e tanti altri.

A Febbraio è uscito il nuovo album di Neal Morse intitolato “Sola Scriptura“, che ricalca lo stile dei precedenti, ma si avvicina ancora di più ai Dream Theater.
Se il prog contemporaneo vi interessa, Neal Morse può essere un ottimo punto da cui iniziare.

Vi propongo un video girato durante la registrazione di Sola Scriptura in cui appaiono Neal Morse e Mike Portnoy.

Luca

Il miglior prog del 2006

Sono un appassionato di rock progressive.
Per me il tempo si è fermato nel 1974.
Tra il 1969 e 1974 sono stati prodotti i migliori album rock che si ricordino.
Finiti quegli anni, nessuno dei gruppi storici del prog (Yes, Genesis, ELP, King Crimson, PFM) è riuscito a pubblicare lavori che fossero all’altezza dei precedenti.

Nella vita però bisogna accontentarsi.
Quindi c’è qualcuno che anche oggi riesce a fare dei buoni dischi prog.
ProgArchives.com ha stilato la classifica dei migliori album del 2006, sulla base delle valutazioni dei collaboratori del sito.
Mi sembra una buona lista della spesa per i momenti in cui non si sa che cosa ascoltare.

Per gli appassionati vorrei consolarvi dicendovi che nel 2007 usciranno i nuovi album di: Dream Theater, Marillion, Porcupine Tree, Neal Morse e Threshold. Ci sarà qualcosa da ascoltare anche quest’anno.

Ecco la classifica di ProgArchives, con il link a Play.com dove potete comprare a prezzi bassi e senza spese di spedizione. Vincitori assoluti gli sconosciuti (almeno per me) Kayo Dot.

  1. Kayo Dot– Dowsing Anenome with Copper Tongue –> Compra
  2. PFM – Stati di Immaginazione
  3. Steve Hackett – Wild Orchids –> Compra
  4. Pure Reason Revolution – The Dark Third –> Compra
  5. Tool – 10.000 Days –> Compra
  6. Agalloch – Ashes Against the Grain –> Compra
  7. Frost – -Milliontown –> Compra
  8. The Mars Volta – Amputechture –> Compra
  9. Peter Hammill – Veracious (With Stuart Gordon) –> Compra
  10. The Tangent – A Place in the Queue –> Compra

Luca