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Posts Tagged ‘napolitano’

Naufragare

March 8th, 2010 3 comments

Il bieco comportamento dei partiti di governo in occasione dello scandalo delle firme per le elezioni regionali è l’ennesima mazzata data alle persone che auspicano una politica alta per il nostro paese.

Il PDL ha messo Napolitano all’angolo e lo ha di fatto obbligato a sottoscrivere la porcata interpretativa.

Berlusconi è il primo ed il principale responsabile di questa nuova crisi della politica.
Insieme al suo compare Fini, capace di fare grande battaglie ideologiche quando queste non servono a niente, ma altrettanto pronto a rientrare nei ranghi quando la poltrona potrebbe essere messa in discussione.

Anche se i responsabili maggiori di questo pietoso stato del nostro paese sono ancora i tantissimi italiani che continueranno a votare la combriccola di incapaci e sconsiderati che compongono i partiti al governo.

La crisi attuale non farà perdere un solo voto al PDL, ma finirà soltanto per aumentare il numero delle persone che decideranno di fare qualsiasi altra cosa piuttosto che andare a votare.

Berlusconi è una iattura per questo paese.
Vedere che la gente ancora non lo capisce è sconsolante.

Luca

Fascisti e cretini

March 1st, 2010 3 comments

Il PDL non potrà partecipare alle elezioni regionali nel Lazio.
C’è una scadenza nella consegna delle firme raccolte per poter presentare la lista.
Quelli del PDL non l’hanno rispettata.

Ora la Polverini, in nome di chissà quale alta motivazione, pretende che Napolitano intervenga, non si sa come né perché.

Se ti accompagni a dei fascisti cretini degli sprovveduti di estrema destra, non è che poi tu possa pretendere che per te le regole non valgano.

Luca

Non sparate sul pianista

January 3rd, 2010 3 comments

Credo che il Presidente della Repubblica italiana possa più o meno essere assimilato al pianista di un piano bar.
E’ lui che rende più gradevole l’atmosfera e che crea il sottofondo, ma quel che succede nel bar non dipende da lui.

Il discorso di fine anno non è altro che un assolo di 10 minuti in cui gli avventori del bar smettono di parlare e fanno finta di ascoltare l’esecuzione del pianista.

Ha quindi poco senso dare troppa importanza alle parole pronunciate il 31 Dicembre da Napolitano.
Non hanno nessuna importanza per lo sviluppo della vita politica del nostro paese.

Non capisco quindi il perché dell’accanimento contro Napolitano, ad esempio da parte di Alessandro Gilioli (ormai trasformatosi in Beppe Grillo) che lo accusa sarcasticamente di essersi fatto scrivere il discorso da Ghedini (avvocato di Berlusconi).

Sparare su Napolitano è come sparare sul pianista di piano bar.
Si colpisce il bersaglio più facile pretenendo da lui cose che non può fare.

E poi Napolitano ha pure avuto un pensiero per quelli come me.
Senza trovare soluzioni, ma non è lui a doverlo fare.

Si è fatto non poco per salvaguardare il capitale umano, per mantenere al lavoro forze preziose anche nelle aziende in difficoltà, e si è allargata la rete delle misure di protezione e di sostegno; ma hanno pagato, in centinaia di migliaia, i lavoratori a tempo determinato i cui contratti non sono stati rinnovati e le cui tutele sono rimaste deboli o inesistenti; e indubbia è oggi la tendenza a un aumento della disoccupazione, soprattutto di quella giovanile.

Luca

Il Presidente travagliato

November 24th, 2009 2 comments

Ieri in un’intervista a Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha bacchettato Napolitano per il suo scarso coraggio nel resistere all’ondata di leggi ad personam del governo Berlusconi.
Ciampi dice che Napolitano (pur non citandolo) deve rifiutarsi di firmare le leggi anche se queste poi verranno comunque approvate in seconda battuta.
Il fatto che lui il Lodo Schifani lo abbia firmato e che abbia firmato 13 delle 18 leggi ad personam dei governi berlusconi è evidentemente un dettaglio.
La coerenza non è più una virtù, si sa.

Oggi Marco Travaglio incorona Ciampi come Grillino e lo perdona per le sue piccole incoerenze.

A Napolitano, ormai il suo nemico numero 2, il giornalista de Il Fatto ricorda che nel caso in cui una legge da lui non firmata gli venga sottoposta per la seconda volta potrebbe comunque dimettersi.
La considerazione che poi il parlamento eleggerebbe un Presidente della Repubblica di centro-destra ovviamente a Travaglio non interessa.

Luca

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Ve lo dico prima, almeno non ci restate male

October 9th, 2009 8 comments

Beppe Grillo chiede che Berlusconi e Napolitano si dimettano.
Non si capisce perché.
Berlusconi è lo stesso che era un mese fa e Napolitano ha firmato una legge che non poteva giudicare lui se fosse costituzionale o meno.
In tanti non lo sanno, ma sono decine le leggi che ogni Presidente della Repubblica ha firmato e poi la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali.
D’altra parte lo capisce anche un bambino che se fosse il Presidente della Repubblica a giudicare, la Corte sarebbe inutile.

Il problema è che Grillo continua ad esistere soltanto se continua a spararle grosse.
E quindi continua.

Nel frattempo ha lanciato, un po’ in sordina a dire la verità, il suo partito.
I sondaggi accreditano al Movimento Nazionale Grillo circa il 3% dei voti.
Praticamente tutti tolti all’Italia dei Valori che passerebbe dal 9% al 6%.

Tutto ’sto casino per non prendere un voto in più di quelli che già ci sono.
Forse la strategia andrebbe un po’ rivista.

Luca

A telecamere spente

October 5th, 2009 2 comments

Alessandro Gilioli, autore del blog premiato come miglior blog giornalistico dell’anno, racconta cosa succeda a telecamere spente in un talk show politico ad esempio di La7.

Stamattina sono stato (immagino per l’ultima volta) tra gli ospiti di Omnibus, il bla bla di politica in onda all’alba su La7. Qualche backstage e qualche nota a caldo.

1. Fuori onda, Pierluigi Battista ha scommesso con gli astanti «la sua reputazione» sul fatto che il Lodo Alfano verrà approvato dalla Consulta. Non ho idea di quali fonti abbia Battista, ma curiosamente non ha ripetuto la scommessa in onda. Mi limito ad aggiungere, per chi non lo sapesse, che Battista è uomo piuttosto potente a Roma e con ottime conoscenze nei giri «giusti», diciamo.

2. Sempre fuori onda, Battista ha sostenuto che se il risarcimento di 750 milioni stabilito dal tribunale civile diventasse esecutivo, «Mediaset chiuderebbe». SIngolare tesi, anch’essa stranamente non ripetuta in onda. Intanto perché si parla di Finivest – non di Mediaset – che peraltro ha in cassa liquidità per oltre un miliardo di euro, e poi perché Mondadori in 18 anni di proprietà abusiva del Cavaliere ha fruttato 1,2 miliardi di utili netti, quindi mezzo miliardo in più del risarcimento stabilito. E comunque per non pagare il risarcimento in questione bastava non corrompere il giudice, mi pare.

3. Per aver fatto notare a Battista queste cose in diretta (senza alcun attacco personale nei suoi confronti) l’editorialista del Corriere mi ha detto che io sono «l’Emilio Fede di De Benedetti». E’ la consueta arma dei manganellatori: in assenza di argomentazioni, vai con l’attacco personale, umiliante, all’olio di ricino – sei un servo del tuo padrone. L’idea che uno abbia idea proprie, non insufflate da padroni, neppure li sfiora, forse perché loro non ne hanno mai avute. Comunque, ho chiesto in diretta a Battista di non insultarmi, lui mi ha risposto che “Emilio Fede” non è insulto, io gli ho risposto che invece sì, poi il conduttore ci ha fermati. Mi piacerebbe fare querela (ovviamente non la farò) solo perché un tribunale della Repubblica possa stabilire che “Emilio Fede” è un insulto.

4. Il medesimo Battista, che fuori onda mi dava del tu, in onda mi ha chiesto di dargli del lei. Boh.

5. Tra i presenti, si è discusso venti minuti su quanto era stato sgarbato Di Pietro con Napolitano, e nessuno che avesse un’idea del fatto che lo scudo fiscale estingue reati che prevedevano fino a sei anni di carcere, quindi ha effetti di amnistia, e per fare una legge di amnistia ci vuole una maggioranza qualificata di due terzi del Parlamento, che invece non c’è stata, quindi Napolitano avrebbe avuto ottimi motivi per rinviare la legge alle Camere per un secondo esame. Non mi sembrava un concetto difficile né da capire né da comunicare in tivù, dove invece il centro della discussione è stato il mancato bon ton di Di Pietro.

6. A un certo punto ho fatto capire che a mio avviso, anche per raggiunti limiti d’eta, Napolitano non è più lucidissimo. Mi riferivo peraltro a un video appena mandato in onda, durante il quale era piuttosto evidente un certo obnubilamento. Il conduttore mi ha tirato le orecchie nella pausa, credo che abbia paura del reato di “vilipendio del capo dello Stato”. Non ho vilipeso nessuno, ma in ogni caso vorrei sollevare se possibile La7 da ogni responsabilità prendendomela per intero (io ormai mi sa che me la sono giocata, ma non vorrei che per causa mia non invitassero più a parlare – nemmeno loro – nessun altro di questo giornale).

Luca

Chi decide cosa

June 30th, 2009 No comments

Non sto nemmeno a spiegare perché non debba essere il Presidente della Repubblica a dire ai giornalisti di cosa devono o non devono parlare.

Luca

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Napolitano risponde a Grillo

May 22nd, 2009 No comments

Il Presidente della Repubblica risponde alle cinque domande poste da Beppe Grillo sul Lodo Alfano.
Lui, non contento, lo prende per il culo.

Luca

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Che sia memoria per tutti

May 7th, 2009 No comments

Il Presidente Napolitano, in occasione della Giornata della memoria dedicato alle vittime del terrorismo ha invitato al Quirinale anche la vedova di Pinelli, l’anarchico morto in circostanze misteriose nella questura di Milano durante le indagini per la strage di Piazza Fontana.

Saranno presenti la moglie di Pinelli e la moglie di Calabresi, entrambe vittime dell’odio di quegli anni.
Su La Stampa di oggi c’è una conversazione di Mario Calabresi con Napolitano ed un’intervista a Licia Pinelli.

Luca

Se il buongiorno si vede dal mattino

January 31st, 2008 5 comments

Condivido la scelta di Napolitano di affidare a Marini un mandato esplorativo.
Credo fosse un passo necessario prima di sciogliere le camere.
Se c’è una possibilità di fare una legge elettorale in tempi rapidi, vale la pena provare.

Il tentativo di Marini è però destinato ad un fallimento certo.
Basta leggere le dichiarazioni dei vari politici.

Se poi due personaggi come Baccini e Tabacci, in un momento come questo, con tutti i rischi di ingovernabilità che ci sono, decidono di fondare l’ennesimo partitucolo, allora siamo alla frutta.
Nel gesto dei due transughi dell’UDC risiede la risposta a perché non ci sarà nessuna legge elettorale.
Nessuno è disposto a lasciare il suo orticello.

La frammentazione non sarà l’unico problema del nostro sistema politico, ma è sicuramente uno dei più gravi.

Non importa che il paese sia allo sfascio.
Ciò che conta è difendere sé stessi e la propria ristretta cerchia di amici e benefattori.

Avanti così.
Fino al disastro.

Luca

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