La Siena che verrà

La Fondazione perde il controllo su MPS e Siena dovrà affrontare un cambiamento radicale

palazzo sansedoni

Ieri sera nel bus un tweet di David Allegranti mi fece sobbalzare dal mio torpore.

La Fondazione vende quote della sua partecipazione in MPS e di fatto non sarà più lei a controllare la Banca.

Stamattina pensavo di trovare gli zombie per le strade, i cassonetti incendiati, i palazzi in fiamme.
Invece niente.
Il bus dei bancari era triste come al solito.
Tutti facevano finta di niente.

Siena è così.
Niente ci scuote, convinti di averle già viste tutte, illusi di essere ancora il centro della civiltà.

Ieri, in realtà, è successa una cosa molto importante, che cambierà il destino della nostra città.
Ci saranno grandissime ricadute occupazionali, sarebbe sciocco non prevederle.

Certo che la banca resta e le filiali non chiuderanno.
Ma c’è tutta una rete di servizi che gira intorno alla banca il cui destino diventa molto incerto.
Per non pensare a tutte le realtà, specialmente quelle cooperative, che hanno potuto svilupparsi grazie ai contributi a fondo perduto della Fondazione.

Ecco, io oggi mi aspettavo di trovare del panico in città.
Invece, la civetta de La Nazione aveva un titolo con grandezza ben inferiore a quella usata per raccontare un successo della Mens Sana o della Robur.

Ma noi senesi siamo fatti così.
Niente ci spaventa.
Abbiamo vinto la battaglia di Monteaperti, cosa vuoi che ci possa fare un’operazione bancaria.

Ecco, stiamo pure sereni.
Ma le cose cambieranno.
E parecchio.

Luca

Quanto conta la massoneria a Siena?

Aldo Cazzullo chiede al Presidente del Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari quanto conta la massoneria a Siena

Oggi sul Corriere c’è una inchiesta di Aldo Cazzullo su Siena, sulla crisi del Monte e sul declino di una città intera.
Il passaggio più interessante dell’intervista che si vede nel video è quando il giornalista pone una domanda piuttosto secca al dimissionario Presidente del Monte dei Paschi:

Cazzullo: “E quanto conta la massoneria a Siena?”
Mussari: “Niente”

Ecco, tanto tanto ci avesse pensato tre secondi, magari gli avremmo anche potuto credere, ma se rispondi così d’istinto, allora sei in malafede.

Luca

La crisi del sistema Siena

La crisi del Monte dei Paschi di Siena è anche la crisi di una città. Ne hanno parlato a Piazza Pulita.

Ieri a Piazza Pulita è stato mandato in onda un servizio fatto da Sortino a Siena, per parlare della crisi del Monte dei Paschi, dell’Università, della città. Di tutto il sistema Siena, insomma.

Un sistema che sta implodendo su sé stesso, alla velocità della luce.

Niente di nuovo, niente che non sapessimo.
E nessuno si senta escluso.
Il sistema ha fatto comodo a tutti, dai grandi gruppi economici, alle contrade, alle famiglie con decine di appartamenti nel centro storico, dai partiti (tutti) fino all’ultimo sfigato circolino parrocchiale.
Eravamo tutti consci di vivere al di sopra delle possibilità di una città che non produce niente e che è capace soltanto di mantenere inalterato il suo amore per sé stessa. Che non è poco, ma non può bastare.

Chissà come ne usciremo.
Ci ritroveremo con una Università molto ridimensionata, magari chiusa fra qualche anno, con una Banca non più incentrata su Siena, con tutta una rete di società di servizi che dovranno reinventarsi una ragione di vita.

Dovranno essere bravi gli amministratori.
E dovrà essere bravo chi comprerà il Monte dei Paschi, spezzando il sistema di nomine fatto dalla politica e facendo piazza pulita dei cialtroni che l’hanno portato alla rovina attuale.

Luca

Si diceva ieri di Mussari

La crisi del Monte dei Paschi e l’attività di avvocato di Mussari

L'andamento del titolo MPS negli ultimi 3 anni

Il Cittadino riporta un commento al vetriolo sulla situazione del Monte dei Paschi e sulle attività extra del suo Presidente.

Ieri, mentre il presidente di Banca MPS secondo la stampa locale giocava a fare il principe del foro nel processo Acampa (una importante storiella locale che riguarda la Curia senese, ndr) il titolo dell’istituto da lui diretto perdeva un sostanzioso 3,41% cioè 0,7365 euro, ultimo di una serie impressionante di record negativi ininterrotti dall’acquisizione di banca Antonveneta. In serata la Consob aveva dato l’ok all’aumento di capitale da 2,45 miliardi di euro.
Oggi (16 giugno), che il presidente è andato nel pomeriggio in Rocca Salimbeni a presiedere il Cda, il titolo continua a sprofondare, chiudendo a Piazza Affari con un altro 3,94 %, a euro 0,7075, in una giornata convulsa per le notizie provenienti dalla Grecia. E benché sia stato più volte dichiarato che l’esposizione della banca senese verso lo stato ellenico sia pressoché insignificante, il risultato del MPS è il peggior bancario anche per il 16 giugno 2011.

Il futuro della Banca, della Fondazione e del Sistema Sienina rischia di collassare entro l’autunno.

Nella mattinata si erano diffuse indiscrezioni che ipotizzavano che al board del gruppo senese potrebbe essere stata presentata una proposta di aumento di capitale piu’ limitata, intorno ai 2,15 mld euro, rispetto alla delega ottenuta dall’assemblea a una ricapitalizzazione fino a un massimo di 2,47 mld euro. Ma in sostanza questo aumento di capitale non sarà sufficiente altro che alla restituzione dei Tremonti Bond (l’unica grande banca ad averli utilizzati è MPS e il guadagno di pottino è stato solo, probabilmente, il posto di presidente dell’Abi, sennò quella di Tremonti si sarebbe rivelata in maniera lapalissiana una idea fallimentare: i bond del governo non li aveva presi quasi nessuno! ndr), quindi a fine agosto alla presentazione della semestrale si dovrà procedere a un ulteriore aumento, da cui la Fondazione MPS uscirà fuori talmente ridimensionata (per l’indebitamento basta e avanza l’aumento odierno) da diventare sicura preda del mercato.

Insomma, Mussari farebbe bene a pensare alla sua Banca.

Luca

Il lungo, il corto e il pacioccone

Il processo contro Don Acampa, accusato di aver incendiato gli uffici dell’economato dell’Arcivescovado di Siena, sta arrivando alla conclusione.
Ci sarà poi modo di riflettere su tutto questo.
E sul perché Mussari, che già di beghe ne avrebbe a sufficienza, abbia deciso di mettere la faccia in questa vicenda.

I giornali senesi online non dicono niente, ma ne parla l’edizione fiorentina di Repubblica.

Il processo contro Don Acampa, accusato di aver incendiato gli uffici dell’economato dell’Arcivescovado di Siena, sta arrivando alla conclusione.
Ieri il PM ha chiesto due anni e mezzo di reclusione per Acampa.
In Luglio ci dovrebbe essere la prossima udienza, poi la sentenza di primo grado.

Uno dei difensori di Don Acampa è Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena, nonché dell’ABI, ma evidentemente ancora avvocato di professione.

Ci sarà poi modo di riflettere su tutto questo.
E sul perché Mussari, che già di beghe ne avrebbe a sufficienza, abbia deciso di mettere la faccia in questa vicenda.

Luca

Il Lungo è Mussari, il Corto è Acampa ed il Pacioccone è il Vescovo.