A proposito di impresentabili. Giuseppe Mussari

Gad Lerner nel suo blog si fa una domanda, che a Siena se la stanno facendo in molti.
Com’è possibile che Giuseppe Mussari possa continuare ad essere il presidente dell’ABI?

Cosa aspetta l’Abi, cioè l’Associazione bancaria italiana, a rimuovere dalla sua presidenza Giuseppe Mussari? “Il Fatto” di stamane riferisce dei conti truccati al Monte dei Paschi di Siena nel 2009, sotto la sua gestione, per coprire d’intesa con la banca giapponese Nomura una perdita di 220 milioni. Pochi giorni fa si era saputo di un derivato farlocco (Santorini) venuto alla luce anni dopo. Senza contare l’inchiesta sul maxi-pagamento di Antonveneta per cui si parla di aggiotaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza. E ancora le indagini senesi su bilanci a dir poco opachi che stanno costando al Mps una nazionalizzazione di fatto, a carico dei contribuenti.
Ce n’è abbastanza per chiederci come possano i banchieri italiani aver nominato loro presidente questo signor Mussari, e quale possa essere oggi la reputazione dell’organismo in cui sono associati. In fatto di impresentabili, i banchieri non hanno nulla da invidiare ai politici.

Certamente la massoneria non c’entra niente, visto che Mussari sostenne, in una celebre intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo, che a Siena non contava niente.

Luca

Matteo Renzi chiude a Siena la campagna elettorale

Il Comitato senese che sostiene la candidatura di Matteo Renzi non ha niente di nuovo, visto che ci sono alcuni tra gli attuali sindaci della nostra provincia e molti volti poco nuovi della politica senese.

In ogni caso, a Siena Matteo Renzi chiuderà la sua campagna elettorale per le primarie del centro-sinistra.
Lo farà Sabato 24 alle 21 al Palazzetto dello sport.

Dal Corriere Fiorentino dicono:

Renzi ha scelto di chiudere la sua campagna, la sera di sabato 24, a Siena: dal PalaMensSana lancerà l’assalto finale cavalcando la crisi del Monte dei Paschi, simbolo del fallimento di un vecchio modello di gestione tra politica e finanza.

Varrà la pena capire in che modo il PD senese che appoggia Renzi riuscirà a mettere insieme la sua vecchia militanza politica con il nuovo ardore verso la candidatura del sindaco di Firenze.

E bisognerà capire se Renzi rinnoverà il suo endorsement a Ceccuzzi ed in che modo riuscirà a coniugarlo con la critica alla gestione della banca.

In politica tutto è possibile.
Se ci riesco mi intrufolo e faccio un reportage.

Luca

Ma di quale cambiamento parliamo a Siena?

La caduta del sindaco Ceccuzzi è un passo indietro più che un segnale di rinnovamento

Lo vado ribadendo da tempo, da prima che venisse eletto.
Ceccuzzi è probabilmente il personaggio politico che ha meno demeritato a Siena.
Oggi ha pronunciato un discorso piuttosto interessante, nel quale ha spiegato la sua posizione sulla crisi politica della sua amministrazione.

La si può pensare come si vuole, ma Ceccuzzi ha provato a mettere gente capace là dove invece il sistema avrebbe voluto mettere le persone che erano in fila per il loro giro sulla poltrona della Banca.

Le nomine di incapaci hanno ucciso l’Università, hanno declassato l’Ospedale, hanno messo in gravissima crisi il Monte dei Paschi.
Ceccuzzi si era tirato fuori da questa logica ed è stato fatto fuori dai fratelli Monaci, dall’ex sindaco Piccini e dall’ex sindaco Cenni.

Ora tutti a dire che finalmente qualcosa è cambiato, che ora Siena si sveglierà e tante altre belle cose.
Magari mi sbaglio ed il prossimo sindaco sarà una persona capacissima e avrà sale in abbondanza da spargere sulle strade durante la prossima nevicata, ma la realtà è che persone che non hanno avuto la poltrona a cui ambivano hanno fatto cadere questa amministrazione.
Mi pare un passo indietro.
Altro che rinnovamento.

Luca

Non sono populisti, sono soltanto un po’ strampalati

Le strampalate proposte del Movimento 5 Stelle di Siena per il salvataggio del Monte dei Paschi

Il Movimento 5 Stelle di Siena scalda i motori in vista delle possibili elezioni anticipate ed elabora le sue proposte per il salvataggio del Monte dei Paschi e del suo rapporto con la città.
Tenetevi forte.

1) che la Deputazione Generale della Fondazione MPS sia interamente nominata dai cittadini (di Siena e provincia) con regolari elezioni;

2) un taglio – nella Banca e nella Fondazione – di tutti gli stipendi manageriali di modo che nessuno di essi superi di 10 volte lo stipendio più basso corrisposto in Banca o in Fondazione;

3) l’inseririmento nello Statuto della Fondazione di una clausola per cui quest’ultima debba possedere (appena possibile e per non disfarsene mai più) la maggioranza assoluta (50% + 1) delle azioni MPS.

Possibile che nessuno ci abbia pensato prima?

I soldi che serviranno alla Fondazione per ricomprarsi le azioni MPS verranno generosamente offerti da Beppe Grillo, grazie alle vendite del Kindle sul suo blog.

Luca