Se Report decide che quello di David Rossi fu un omicidio

Ieri sera, alla fine della puntata di Report, la Gabanelli ha introdotto l’inchiesta che verrà trasmessa il 16 Novembre e che riguarda la vicenda del Monte dei Paschi di Siena.

Da quanto si capisce, pare che l’inchiesta cerchi di trovare un filo rosso tra il suicidio di David Rossi, capo ufficio stampa di MPS, e lo scandalo che ha coinvolto la banca.
Nella descrizione dell’inchiesta sul sito di Report si legge:

La complessa storia di Mps dal misterioso omicidio del capo ufficio stampa alla condanna per ostacolo alla vigilanza degli ex dirigenti […]

Metto lo screenshot a futura memoria, se dovessero modificare successivamente il testo.
report_david_rossi

Quindi Report ha deciso che la morte di Rossi è avvenuta per omicidio.

Mi pare una presa di posizione sciagurata, in mancanza di certezze probatorie, visto che se Rossi è stato ucciso, sarebbe bene capire chi lo avrebbe ucciso e perché.
Come mi sembra altrettanto sciagurato mostrare le immagini della morte di Rossi riprese da una telecamera di sorveglianza.

Mi auguro che l’inchiesta sia migliore delle premesse, perché si rischia soltanto di creare una di quelle reazioni automatiche che fanno sembrare scontate alcune deduzioni che sono invece basate sul nulla.

Aggiornamento 17 Novembre 2014
Come comunicato sui social, ma non in trasmissione, Report ha deciso di rimandare di una settimana la messa in onda dell’inchiesta su MPS.

Luca

La rovina profetizzata dalla scelta di un nome

Il nuovo piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi prevede il taglio del personale di 8000 unità.
Il Corriere spiega:

Altre 150 filiali verranno chiuse entro il 2017 oltre alle 400 di cui è prevista la chiusura entro la fine dell’anno – e già contenute nel precedente piano del 2012 – per risparmiare circa 440 milioni di euro, «grazie anche alla ristrutturazione dell’obbligazione “Chianti Classico”.

Obbligazione “Chianti Classico”.
Ecco.

Luca

Uno non vale uno. Non è il Movimento 5 stelle ad aver perso. Sono i suoi candidati

Vorrei dire un paio di cose sulle elezioni amministrative.
Non mi pare che nessuno possa ritenersi soddisfatto.
Il PD vince soltanto perché ha un elettorato talmente abituato a soffrire, che è riuscito a metabolizzare anche il governissimo, andando a votare più degli altri.
Ma il PD ha preso una frazione dei voti presi alle amministrative precedenti.
Non vedo motivi di soddisfazione.

Il Movimento 5 Stelle è andato male, è indubbio, ma nelle elezioni amministrative conta molto, moltissimo direi, il candidato sindaco.

A Parma Pizzarotti ha vinto non a caso. Un altro candidato non è detto che avrebbe ottenuto lo stesso risultato.
Tra tutte le cose che dice Grillo, il motto “uno vale uno” è forse quello che condivido meno.

Non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti la stessa capacità di suscitare interesse negli altri, non siamo tutti abili a fare le stesse cose.
Il tracollo del Movimento 5 Stelle a Siena, che prende meno della metà dei voti presi alle politiche, ne è una dimostrazione chiara.
Prescindendo un attimo dal conservatorismo dei senesi, è indubbio che un candidato sindaco carismatico, capace di mettersi in comunicazione con il malcontento della città avrebbe potuto fare molto meglio. Sarebbe soprattutto riuscito a portare a votare tutti quei senesi che se ne sono rimasti a casa.

Alle elezioni politiche i candidati del Movimento 5 Stelle hanno avuto pochissima influenza. La gente ha votato principalmente Grillo. Era lui il vero candidato ed è stato lui a vincere. Insieme alla voglia di cambiamento e di mandare affanculo tutti.

La reazione di Michele Pinassi, riportata in questa bella cronaca di Marco Imarisio, secondo me è molto esaustiva.

Siccome i miei concittadini rifiutano il concetto di legalità, trasparenza e onestà, il risultato non può essere che questo.
Che schifo. Speravamo in un minimo di riconoscenza, invece niente. Neppure un grazie. Invece del nostro riscatto morale preferiscono le loro misere rendite di posizione, garantite dal sistema di Monte dei Paschi. Dal pensionato allo studente che trova il locale in affitto, non si salva nessuno. Nessuno che senta la necessità di sgrovigliarsi dal groviglio armonioso.

Mi aspetto nelle prossime ore che Michele Pinassi prenda atto della sua sconfitta. Che è una sconfitta del M5S senese, ma che è indubbiamente anche sua. Il suo tweet di oggi pare scritto dalla rappresentazione ideale del politico nemico dei grillini, che vive al di fuori della realtà.


Dare la colpa all’informazione di regime mi pare che sia un modo per evitare il problema e comunque non spiega perché alle politiche, quando il M5S è stato demonizzato molto più di ora, le cose siano andate molto diversamente.

Ha ragione Imarisio quando dice che la prospettiva di nazionalizzazione del Monte dei Paschi, cavalcata da Grillo, è stata un autogoal. E’ stato un errore di comunicazione evidente, fatto da chi probabilmente conosce poco i senesi.

Dopo tutto quel che è successo, la protesta doveva dare una spinta alle forze antisistema. Era anche logico immaginare che andasse così. Ovunque, ma non qui. Pinassi continua a ripetere di non avere nulla da rimproverarsi, che la colpa è degli altri che non hanno capito. Forse è vero l’opposto. La proposta di nazionalizzare Mps ha prodotto ottimi dividendi a livello nazionale, ma rappresenta esattamente lo spauracchio dei senesi, che vivono nel terrore di perdere banca e identità. I tempi dei soldi a pioggia sul territorio sono finiti.

La crisi si sente, ma non al punto da cancellare la speranza di un futuro dignitoso, meno penitenziale della decrescita teorizzata da Grillo come unica risposta ai molti problemi della città. I senesi sono conservatori benestanti di sinistra, con la tendenza a respingere ciò che non riescono a inglobare nel loro ormai ex groviglio armonioso. E così, dopo il caos, si apprestano a eleggere sindaco uno che al Monte dei Paschi ci lavora da oltre trent’anni.

Detto questo, penso quasi tutto il male possibile della coalizione che probabilmente andrà a guidare la città.
L’unica notizia positiva è che avranno meno modo di fare danni al Monte dei Paschi, che prenderà la sua strada.

Prendere atto che la festa è finita, sarebbe il regalo più grande che la classe dirigente senese potrebbe fare alla città che dice di amare.

Luca

MPS caso unico o prassi del sistema bancario italiano?

Gad Lerner mi sembra faccia un’ottima analisi del caso MPS.

Metti insieme interessi municipali, faide di corrente e di partito (Pci-Pds-Ds-Pd con addentellati Margherita), e poi le litigiose massonerie toscane, le incursioni da Roma di notabili e ministri. Condisci il tutto col provincialismo italiota di avvocati e ragionieri convinti di poter manovrare la finanza speculativa dei derivati per “abbellire” i bilanci e indebitarsi all’infinito, pur di espandere il proprio potere. Ne viene fuorui il quadro di un sistema intrecciato tra banca e politica, nel quale la Fondazione ha svolto a lungo una funzione perversa mentre la città di Siena contava di mungere in eterno le mammelle del suo antico banco.
Inutile fare demagogia sul governo che stanzia 3,9 miliardi per evitare il fallimento della terza banca del paese: pensate forse che compagini di segno diverso avrebbero potuto fare diversamente? Semmai va posta con la dovuta severità la questione di una vigilanza fallimentare. Oggi la credibilità dell’intera categoria dei banchieri precipita in Italia. E’ lecito chiedersi se coloro che stimavano Giuseppe Mussari fino a eleggerlo a loro presidente, non ne abbiano condiviso i comportamenti anche in altri istituti di credito. Fa piacere sapere che i nuovi amministratori del Monte dei Paschi di Siena stanno collaborando alle indagini, dopo aver scoperto che i conti erano truccati e i bilanci “abbelliti”. Ma si disse così anche ai tempi della Parmalat. In troppi cascano dal pero sostenendo che una tale disonestà era imprevedibile. E se invece fosse la prassi?

Luca

Caro Segretario, qualche risposta su MPS dovrai darcela prima o poi

Bersani ha risposto così a chi gli chiedeva se ci fossero responsabilità del PD nella mala gestione del Monte dei Paschi:

Nessuna responsabilità del Pd, per l’amor di Dio… il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche.

Questa è ovviamente una bugia, perché le nomine della Fondazione e quindi della Banca sono fatte dagli enti locali senesi che sono da sempre in mano al centro-sinistra.

Capiamo tutto. Siamo in campagna elettorale, non è forse il momento giusto per fare chiarezza.
Ma prima o poi il PD dovrà prendere atto delle proprie azioni ed iniziare a fare mea culpa.

Il non essere riusciti a presentare un volto nuovo come candidato sindaco è indicativo di come i dirigenti nazionali abbiano deciso di abbandonare MPS e Siena al loro destino.
Ciò non toglie nulla alle responsabilità dei politici locali e dei dirigenti della banca, ma nessuno, tra i dirigenti nazionali del PD, si può sentire esente da colpe.

Consideriamo la dichiarazione di Bersani, come un auspicio per il futuro.
Il PD farà il PD e le banche faranno le banche.

Di sicuro, a Siena è tutto finito.

Luca