Voglia di montagna

Calano le temperature, comincia il maltempo (quello vero) ed io ho già una voglia matta di montagna.
La mia è voglia di nord, di freddo e di bianco. Voglia di sentire l’odore della neve.

Guardando una webcam posizionata al Passo dello Stelvio, mi è aumentata la voglia di neve.
Questa è la situazione oggi alle 16:03.

PassoStelvio3

Mica male per essere il 4 di Ottobre…

Luca

L’esagerazione della laicità

Il dibattito sulla laicità raggiunge a volte vette impreviste.
E’ il caso del gruppo di guide alpine valtellinesi, che hanno portato in cima al Pizzo Badile (3308 metri) una statua di Budda, dicendo che la toglieranno soltanto quando spariranno tutti i simboli religiosi dalle montagne.

Chi è stato almeno una volta a fare un’escursione in montagna sa che i sentieri e soprattutto le vette sono piene di tabernacoli, croci, lapidi, ecc… A volte questi simboli sono effettivamente di dubbio gusto, come le emormi croci di ferro che si stagliano sulla cima di molte montagne nostrane.

E’ anche vero che l’alpinismo ha una componente mistica legata all’ascesa, alla ricerca del “deserto” e dell’essenzialità.
Quindi mi sembra assurda questa guerra ai simboli religiosi in montagna.
Va benissimo la statuetta di Budda su Pizzo Badile, così come le croci o i tabernacoli lungo i sentieri.
Lasciamo un po’ di libertà di culto a tutti.

Finché, chiaramente, questi simboli non violino il paesaggio; in questo caso è bene impedirne il posizionamento.

Per le croci di ferro che si stagliano sulle vette, credo sia molto più intelligente lasciarle dove sono.
In fondo sono una testimonianza storica della fede dei nostri padri.
E poi pensate un po’ l’impatto ambientale che avrebbe un eventuale recupero di tonnellate di ferro dalla cima di un monte. Se il danno (ambientale e paesaggistico) è fatto, meglio non farne un secondo.

Per una montagna laica!

Che palle questa laicità. A volte si sfiora il ridicolo…

Luca

Il bagno dell’Orso

Il 18 Agosto una guardia forestale ha ripreso un orso che stava facendo il bagno nel Lago di Tovel, all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta.

OrsoTovel

Da alcuni anni sono stati reintrodotti nella zona alcuni orsi bruni prelevati dalla Slovenia.
Sembra che il progetto funzioni, tanto che ci sono probabilmente circa 20 esemplari che girellano nel Trentino.
E a volte, la notte, vanno a fare il bagno nel lago. Come dicevano i detti popolari della zona.

Il filmato dell’avvistamento lo potete vedere qui.
Che spettacolo!

Luca

Foto La Repubblica

La montagna ha restituito ciò che aveva nascosto

Ieri è stato ritrovato il corpo di Guenther Messner, fratello di Reinhold, morto nel 1970 durante la discesa dal Nanga Parbat, il nono ottomila dell’Himalaya.

Ci sono voluti 35 anni per scagionare Messner dall’accusa di aver abbandonato il fratello durante la salita a quella che viene considerata una delle cime più pericolose del mondo.
Si perché il capo della spedizione dichiarò che il fratello più piccolo di Messner era morto durante l’ascesa e non durante la discesa e che Reinhold, pur di non rinunciare alla conquista della vetta, lo aveva abbandonato, ormai stremato.

Due anni e mezzo fa fu trovato, nella zona indicata da Messner, un frammento osseo che è risultato essere appartenente al fratello. Questo confermò la versione dell’altoatesino: Guenther era morto durante la discesa lungo il versante Damir, strada mai percorsa da nessuno prima di allora e quindi sconosciuta.

Ieri la conferma definitiva, arrivata grazie al ritrovamento del corpo di Guenther.

35 anni per dimostrare di non aver abbandonato il proprio fratello. Non sono pochi.

Messner in quella spedizione perse alcune dita dei piedi e, al ritorno in Italia, si fece 3 mesi di clinica per riprendersi dallo shock.
Prima di diventare forse il più famoso alpinista del mondo.
Se volete, leggetevi la storia qui.

Luca