Abbiamo bisogno di un governo così?

Il Post scrive un commento molto duro sul governo Letta per come ha gestito la questione kazaka.

E’ una vicenda che avrebbe richiesto le dimissioni di due ministri, quello dell’Interno e quello degli Esteri.
Sono state dette molte bugie, sono stati violati i diritti delle persone, è mancata la comunicazione dentro gli apparati, i ministri sono forse stati scavalcati nella catena decisionale.
Un disastro vero.

Ora sappiamo che probabilmente non succederà niente, perché Alfano è il garante per il PDL del governo delle larghe intese e, se cade lui, cade tutto.
Ma viene da chiedersi se abbiamo davvero bisogno di un governo così deludente.

La conclusione è che se il governo Letta supera questo disastro – con implicazioni gravissime per le sorti di alcune persone innocenti e per la credibilità o quel che ne resta dell’Italia – questa sarà una dimostrazione della solidità di questa alleanza di governo, e del fatto che solo diverse dinamiche interne ai due partiti che la sostengono potrà metterla in discussione: non fatti, non errori, non risultati, non fallimenti, non “il fare”. Se invece Alfano dovesse accettare quel che è giusto e dimettersi, sarebbe la fine del governo Letta e dei suoi zoppicanti presupposti: e c’è da chiedersi se non sarebbe cosa buona e giusta, se questi sono i suoi risultati.

Luca

I consigli al governo Monti caduti nel vuoto

Le strade sono due.
O si è capaci a comunicare, a rilasciare interviste, a dosare le parole nei talk show, oppure meglio lasciar perdere e non cedere alle lusinghe dei giornalisti.
La Fornero in questo momento è come il difensore scarso di una squadra che gli attaccanti avversari cercano di isolare e di mettere in difficoltà con la speranza di fargli perdere palla.
Non si può rilasciare un’intervista al Corriere titolata Fornero: “Sull’articolo 18 non ci sono totem. E dico sì al contratto unico” e, a distanza di giorni, senza averla mai smentita, dire che si è caduti in una trappola.

Il ministri del governo Monti farebbero bene a rileggersi i consigli che Filippo Sensi scrisse su Europa.
Due in particolare:

5) Bene i tg, centellinare i talk show. Senza avere la pretesa di dettare l’agenda – chimera inarrivabile dentro cui si perde ogni esecutivo – pensare più a comunicare i provvedimenti presi che non ad aprire il dibattito. Farsi rosolare per un paio d’ore sotto i riflettori delle trasmissioni di approfondimento è utile, ma bisogna andarci preparati e a fuoco. Altrimenti meglio i telegiornali, anche retrocedendo dietro a dati che si capiscono, piuttosto che pensare solo a metterci la faccia.
6) Attenzione ai retroscena. La variante a stampa del politichese: il giornalista ti ingolosisce con la polpetta da inserire nella sua pietanza quotidiana, prende l’ansia di esserci, di curvare la linea a proprio vantaggio. È una pia illusione. Leggere tutto, ascoltare, ma non farsi prendere dalla smania di influenzare a mezzo stampa.

C’è poi un’altra possibilità ed è quella che la Fornero abbia voluto tastare il terreno per capire fin dove poteva spingersi, ma onestamente la ministro non mi pare così scafata.

Non vi vogliamo più vedere in TV per almeno un mese.
Fate approvare questa benedetta manovra e poi sparite, please.

Luca

Playlist /3

Frost* – Experiments in Mass Appeal
Supergruppo con elementi provenienti da alcune delle più acclamate prog band attuali. Buon disco, ma veramente niente di entusiasmante.
Voto:5,5
Sito | Wikipedia

Ministri – Tempi Bui
Rispetto all’EP “La Piazza” uscito qualche mese fa, deludono un poco. Quasi niente di rimarchevole da ricordare. Il disco si ascolta, ma si dimentica piuttosto in fretta.
MVT: Il bel canto
Voto: 5,5

Dente – L’Amore non è Bello
Tredici canzoni d’amore che neanche Battisti negli anni settanta ce l’avrebbe fatta. Il tutto è gradevole e annoia meno di quanto sembrerebbe possibile.
MVT: La presunta santità di Irene
Voto: 6
MySpace

Luca

*MVT= Most Valuable Track