Ridategli il controller della wii

Ieri sera, ascoltando i titoli del TG di La7 ho sentito Mentana leggere i dati del suo consueto sondaggio settimanale secondo il quale il consenso del premier e le intenzioni di voto sembrerebbero essere assolutamente impermeabili agli sdegni di noialtri.
E pensare che c’è ancora chi è convinto che i ritrovi al PalaSharp, come fu ieri il Palavobis (con un Saviano in meno), rappresentino una parte consistente del paese.

Ieri sera, ascoltando i titoli del TG di La7 ho sentito Mentana leggere i dati del suo consueto sondaggio settimanale secondo il quale il consenso del premier e le intenzioni di voto sembrerebbero essere assolutamente impermeabili agli sdegni di noialtri.

E pensare che c’è ancora chi è convinto che i ritrovi al PalaSharp, come fu ieri il Palavobis (con un Saviano in meno), rappresentino una parte consistente del paese.
I PalaMinchia rappresentano lo 0,1% del paese che, in questi venti anni, nonostante tutti i “vergogna!” con cui ha sommerso i berlusconiani, non è riuscito ad esprimere una persona, dico una non cento, capace di far cambiare idea ad uno, non dico 1 milione, di elettori del centro-destra.

E’ avvilente vedere come non si riesca ad uscire da questo circolo vizioso di amore e sdegno per berlusconi.

A completare il quadro ci mancava il bambino che non esiste.
Perché bambini così non esistono nel mondo reale.
Come non esiste il PalaMinchia e tutti i raduni radical-chic di quelli che parlano male di Berlusconi mentre sorseggiano il loro mohito sulla terrazza della loro villa al mare.

Se un bambino sul palco ce lo avesse portato Berlusconi, oggi Repubblica avrebbe già raccolto 100.000 firme di sdegno.
Lasciatelo giocare con la Wii.
Avrete anche la Wii nella villa al mare, no?

Luca

Non state lì a strapparvi i capelli

Viene fuori che i giornalisti di Mediaset sono tutti berlusconiani.
Lo rivela Mentana.
Mi immagino la gente che leggerà il suo libro e si strapperà i capelli dicendo che non se lo sarebbe mai immaginato.

Sono cose che tutti sappiamo e constatiamo ogni volta che guardiamo un telegiornale di Mediaset, ma vederlo scritto dal più autorevole tra quelli che ci hanno lavorato ha forse un sapore diverso.
Anche se sputare nel piatto nel quale abbiamo mangiato non è mai molto bello.

La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C’era tutta la prima linea dell’informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving… Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine… Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo…

Luca

Via | Alessandro Gilioli

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura

Dietro 5 centimetri di trucco, Brunetta nasconde la sua vera natura.
Quella di un prepotente, borioso ed incapace di accettare critiche.

Mentana ovviamente non ha provato nemmeno a tenere la schiena dritta.

Luca

La statura è quella morale. Prendo in giro Brunetta per la sua altezza, ma il bersaglio è il suo modo di rapportarsi con gli altri. E non è colpa mia se sembra il giudice cantato da De Andrè.

E’ pur sempre il segretario

Sabato pomeriggio.
Sono intento ad imbiancare.
La temperatura è furente, l’umidità ancora di più.
Per passare il tempo, accendo la radio.
All’inizio credo di essere finito su Radio Radicale, in realtà sono sintonizzato su GR Parlamento (o qualcosa del genere).
Mi metto ad ascoltare una barbosissima seduta di una qualsiasi commissione parlamentare.

La trasmissione finisce ed inizia un collegamento con la Festa del PD di Firenze.
C’è Mentana che intervista Veltroni.
In realtà non è un’intervista, ma un comizio di Waltere.

Sarà stato il caldo, saranno stati i vapori della vernice, sarà stato quelle che volete voi, ma a me Waltere è piaciuto.
Ha detto cose populiste, ha fatto promesse che non potrà mai mantenere, ma ha anche offerto una lettura della politica di un livello un po’ più alto di quello a cui ci hanno abituato il nano di arcore ed il suo clan.

In alcuni momenti mi sono quasi entusiasmato.
Ho persino pensato che ci potesse essere speranza per il PD e per l’Italia.
Sicuramente mi sbagliavo.
A volte però è necessario credere nell’illusione.

Luca

Su Radio Radicale trovate la registrazione.