De Mattei, Radio Maria, la fede e la paura

La gente non può continuare ad essere cresciuta con pane e paura.
Il cristianesimo non è nato a Medjugorje e non si risolve nei messaggi dei suoi veggenti o nei farneticanti commenti di Don Livio.
Ci hanno chiesto di non avere paura.
Aiutateci a non averne.

Se uno legge l’intervista fatta da Repubblica a Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR, la prima cosa che fa è maledire Letizia Moratti per averlo nominato, sulla base di non si sa quali meriti, a tale carica.

Se poi si mettono insieme altre sue affermazioni se ne deduce che l’uomo ha semplicemente delle idee aberranti, antistoriche e antiscientifiche, ma non è l’unico ad averle e non possiamo picchiarlo per questo.
Possiamo nuovamente maledire la Moratti per avergli dato l’incarico che ricopre, ma di più non possiamo fare, se non augurarci che venga sostituito nella sua carica al CNR.

Un altro discorso andrebbe fatto per lo spazio che Radio Maria offre in modo acritico ad opinioni di questo tipo ad un pubblico particolarmente ingenuo e che ascolta la radio come ascolterebbe una predica del Papa.
De Mattei è soltanto uno degli integralisti a cui la Radio ha offerto i suoi microfoni.
Il direttore Don Livio Fanzaga è il più integralista di tutti.
L’ho sentito io paragonare Prodi e la sinistra alla Bestia con gli zoccoli o robe del genere.

Direte che è un cretino e che non è il primo prete a dire cretinate.
Solo che questo lo ascoltano in centinaia di migliaia di persone ogni giorno.
Lo so che voi pensate che Radio Maria la ascoltino dieci vecchiette rincoglionite, ma non è affatto così.
La rassegna stampa di Don Livio è un cult in certi ambienti, così come i suoi commenti ai messaggi di Medjugorje.

E allora verrebbe da chiedersi se la Chiesa non sia fin troppo democratica.
Perché se è vero che molti tradizionalisti sono delusi da Benedetto XVI che, alla luce dei fatti, risulta essere forse meno tradizionalista del suo predecessore, forse varrebbe la pena che gente come Don Livo continuasse pure a dire cretinate, ma che lo facesse dal pulpito di una chiesetta sull’Aspromonte.

La gente non può continuare ad essere cresciuta con pane e paura.
Il cristianesimo non è nato a Medjugorje e non si risolve nei messaggi dei suoi veggenti o nei farneticanti commenti di Don Livio.
Ci hanno chiesto di non avere paura.
Aiutateci a non averne.

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!
(fonte Wikipedia)

Luca

Le ore del dolore e la lucidità

Non datemi dello sciacallo, perché non lo merito.
Antonio Socci sta vivendo un momento drammatico.
Sua figlia, di 24 anni, è in coma all’ospedale.

Ne parlo perché lui ne scrive quotidianamente nel suo blog e quindi mi sento autorizzato a commentare quello che scrive:

In breve: in mattinata mi telefona Marija Pavlovic (una dei sei veggenti di Medjugorje), nostra grande amica che già da giorni prega per Caterina, e mi dice che – per una serie di circostanze – può venire a Firenze e vorrebbe far visita a Cate proprio nell’ora della quotidiana apparizione.

E’ arrivata, abbiamo partecipato alla messa e poi è andata da mia figlia con mia moglie, mentre noi, con gli amici di Cate, recitavamo il rosario fuori. La Madonna è venuta, stava in cima al letto, dietro la testa di Caterina. L’ha benedetta e ha benedetto Alessandra e Marija che ha chiesto il miracolo della guarigione per Caterina.

La Madonna ha ascoltato e ha iniziato a pregare. Ci ha fatto capire col suo gesto che bisogna affidarsi totalmente a Lei e pregare ancora. E noi instancabilmente continuiamo…

Io alla Madonna che si mette in cima al letto come Eta Beta proprio non riesco a crederci.
Prima o poi bisognerà che la Chiesa faccia chiarezza su questa bufala chiamata Medjugorje.

Ecco. L’ho detto.
Senza cattiveria, ma queste sono cose che ci riportano alla superstizione.
La Madonna che manda dispacci quotidiani da pubblicare e da leggere in radio è una cosa che ci offende.
La religione cattolica è un’altra cosa.
Bisogna avere il coraggio di dircelo.

Vero?

Luca