Qualcuno lo chiede

Sembra che Matteo Renzi abbia chiesto quello che ogni politico di buon senso dovrebbe chiedere: le dimissioni di Carlo Giovanardi:

Giovanardi ha detto una cosa molto grave, come fece anni fa Scajola da ministro riguardo all’omicidio di Marco Biagi. Allora Scajola si dimise e oggi mi aspetterei che qualcuno chiedesse le dimissioni di Giovanardi. Se nessuno lo fa lo faccio io.

Bene.

Luca

La rivoluzione dell’ovvietà

Chiunque sia stato una volta a Firenze non si può non essere stupito nel vedere che il Duomo è praticamente una grande rotonda spartitraffico.
Auto, motorini ed autobus passano a pochi metri da una delle opere architettoniche più importanti della storia dell’arte.

Sembrerebbe ovvio che certe zone dovrebbero essere inibite al traffico.
Non è così, evidentemente.

Le cose, però potrebbero cambiare.
Il buon Matteo Renzi, nuovo sindaco di Firenze, ha presentato il suo progetto di pedonalizzazione di Piazza Duomo.
Questo significa non soltanto che la famigerata linea 1 della tramvia cambierà il suo percorso, ma anche che autobus, automobili e taxi non potranno più attraversare la piazza.

Non passeranno né taxi né auto dei diversamente abili, a cui comunque verranno garantiti spazi per la sosta. Ma nella piazza non circolerà più nessun veicolo 24 ore su 24, ad eccezione delle ambulanze che dovessero soccorrere un ferito.

Vedremo se Renzi manterrà la parola.
Sembra che l’operazione parta alla fine del mese di Ottobre.

Luca

Giovanni, ma chi te l’ha fatto fare?

A me Giovanni Galli sta pure simpatico.
Lo ho sempre rispettato per essere riuscito a trasformare il dolore per la perdita di un figlio in una fondazione che riesce ad aiutare tanti ragazzi.
Ho visto la sua intervista l’altra sera dalla Bignardi e devo dire che a me è parso inadeguato per il ruolo.
Non puoi fare il calciatore, poi il commentatore televisivo e di punto in bianco andare ad amministrare una città complicata come Firenze.
Non sono la stessa cosa.
Prova a mettere Matteo Renzi in porta e vedi quel che sarà capace di fare.

Ad ognuno il suo ruolo.
A me Giovanni Galli piace molto così com’è.
Per questo è bene, per lui e per Firenze, che alle prossime elezioni vinca Matteo Renzi.

Luca

Giro la voce

Leggo, sottoscrivo e metto in giro l’appello di una delle parti buone del PD che chiede scelte serie ed intelligenti nella scelta dei candidati alle europee:

Nell’imminenza delle elezioni europee riteniamo importantissimo che la scelta delle candidature del Partito Democratico avvenga sulla base di criteri nuovi che privilegino la costruzione di una classe politica motivata e le competenze internazionali e aggiornate dei candidati rispetto ai longevi curriculum istituzionali di rappresentanti già carichi di responsabilità.

Le ragioni sono molte ed essenziali per la crescita del PD, dell’Italia e della sua rappresentanza europea.

– Il Parlamento Europeo ha bisogno di persone attente alla modernità e ai cambiamenti internazionali, per le quali il futuro e non il passato sia un elemento decisivo della propria prospettiva politica. E di persone desiderose di impegnarsi e mettersi in gioco piuttosto che di trovare un sereno e confortevole ambito di rappresentanza. E ne hanno bisogno l’Europa, l’Italia e i suoi interessi europei.

– Il centrosinistra italiano possiede molte nuove competenze e disponibilità che non hanno finora trovato spazio nell’esercizio della politica nazionale e per le quali la concretezza dell’attività europea sarebbe il migliore terreno di formazione e valorizzazione.

– Il futuro del PD ha bisogno di una nuova classe dirigente, e la sua crescita politica è da molti anni assente dagli impegni dei partiti di cui è erede. E ne ha bisogno il futuro dell’Italia.

– In tempi di delusione e insoddisfazione per le recenti vicende politiche nazionali non darebbe una buona impressione agli elettori la riproposizione come candidati al Parlamento Europeo di persone che già occupano seggi al parlamento nazionale o incarichi istituzionali di altro tipo, salvo che se ne dimettessero prima. È importante che chiunque si candidi al Parlamento Europeo assuma l’impegno di dedicarsi pienamente ed esclusivamente al suo mandato per l’intera legislatura: chi viene eletto rimanga in Europa.

– Le elezioni europee attraggono per la natura dell’istituzione un voto di opinione e appartenenza, più che un’adesione a politiche definite o personalità specifiche. L’investimento su nomi meno noti e rodati non comporta quindi rischi di comunicazione, anzi andrebbe esattamente verso una richiesta di rinnovamento ormai molto insistente, oltre che legittima.

Avere caro il futuro dell’Europa, come si dice sempre, significa affidarne le istituzioni al futuro stesso, e non zavorrarle del passato. Noi chiediamo che queste indiscutibili ragioni orientino le scelte nella selezione delle candidature, e che guidino il Partito Democratico nella fedeltà al suo progetto.

Giovanni Bachelet, deputato del PD
Francesco Boccia, deputato del PD
Gianrico Carofiglio, senatore del PD
Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD
Cristina Comencini, Direzione Nazionale del PD
Paola Concia, deputata del PD
Gianni Cuperlo, deputato del PD
Roberto Giachetti, deputato del PD
Sandro Gozi, deputato del PD
Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD Comune di Milano
Teresa Marzocchi, Direzione Nazionale del PD
Matteo Renzi, Presidente della provincia di Firenze, del PD
Luca Sofri, Direzione Nazionale del PD
Salvatore Vassallo, deputato del PD

Luca