Steve Jobs non ha bisogno di vasellina

Apple ed EMI si accordano per fornire musica priva di DRM.
Ciò significa che una volta che avrete acquistato un brano della EMI su iTunes, potrete fare con esso quello che vorrete.
Bene.
Se approfondiamo la notizia si capisce però che chi avrà la peggio saranno ancora gli utenti.
I brani acquistati su iTunes costano 0,99 € ciascuno ed hanno 192 kbps di bitrate.
I brani senza DRM verranno venduti a 1,29 €, quindi al 30 % in più anche se pare che avranno un bitrate doppio, quindi maggiore qualità.
Indovina un po’ chi ci guadagna?
Il magico Steve.

Personalmente provo sempre più antipatia nei confronti di Steve Jobs, il fondatore e CEO di Apple.
Non per quello che fa, che a volte è geniale, a volte un po’ meno.
Non per i fantastiliardi che ha accumulato in vita sua.

Steve Jobs mi è antipatico perché fa i suoi interessi facendo credere di fare quelli dei suoi affezionati clienti.

E’ il caso della notizia di oggi.
Apple ed EMI si accordano per fornire musica priva di DRM.
Ciò significa che una volta che avrete acquistato un brano della EMI su iTunes, potrete fare con esso quello che vorrete.
Bene.
Se approfondiamo la notizia si capisce però che chi avrà la peggio saranno ancora gli utenti.
I brani acquistati su iTunes costano 0,99 € ciascuno ed hanno 192 kbps di bitrate.
I brani senza DRM verranno venduti a 1,29 €, quindi al 30 % in più anche se pare che avranno un bitrate doppio, quindi maggiore qualità.

Indovina un po’ chi ci guadagna?
Il magico Steve.

Il bello è che nei prossimi giorni tutti i mac-maniaci si perderanno nel dichiarare amore e stima al loro Steve, che ancora una volta ha salvato il mondo.

Steve Jobs è talmente furbo e viscido che non ha nemmeno bisogno di usare al vasellina per…
Si, insomma. Avete capito.

Luca

Io sto con Matteo Bordone

Le Invasioni Barbariche sono una delle poche trasmissioni decenti che si possano guardate in TV. Va in onda il Venerdì sull’unica televisione decente che ci sia in Italia, La7.
Nella scorsa puntata è andato in onda un video di Matteo Bordone alle prese con un sabato pomeriggio da italiano medio, composto da visita al centro commerciale, corso di ballo e visione di “Manuale d’amore 2”. Bordone si è tirato dietro le ire della Parietti (?!) e di tanti altri difensori della dignità delle masse.

Per poter giudicare bene Matteo Bordone, bisogna conoscerlo. Chi è Matteo Bordone?
Qualcuno lo conosce come conduttore di Dispenser, la trasmissione di Radio Due. Altri lo conoscono come amico di Gianluca Neri e ospite quasi fisso delle serate di Radio Nation. Altri lo conoscono per il suo blog, Freddy Nietzsche.

Matteo Bordone è un personaggio che rischia di sembrare antipatico, perché è snob. Ma il suo è uno snobismo di classe, che a me piace.
Piace molto meno lo snobismo celato della moglie di Mantellini.

Bordone ha risposto alle polemiche da par suo.
Sono d’accordissimo con lui.
Se una cosa ti fa schifo, ti fa schifo e basta.
Non ti devi per questo sentire uno snob.
E permettete, ma il sabato pomeriggio al centro commerciale fa abbastanza schifo.

Queste cose le potrei aver dette io:

Si ragiona per macrocategorie: enormi scatoloni in cui abitano persone e cose tutte identiche in qualche modo. Il centro commerciale è popolare, quindi è come il supermercato, che è come avere una FIAT, che è come andare a fare lo struscio il sabato, mangiare la nutella e tifare la nazionale. Una vale l’altra. Se non te ne piace una, sei diversodall’italiano tipo (perché in queste valutazioni la massa è tutta identica e playmobil), quindi stai facendo lo snob. Sei uno stronzo.

Anche queste:

Perché il centro commerciale, nel senso del mall all’americana, quello in periferia, gigante, coi vetroni e i corridoi, mi fa schifo. Non perché mi sembri basso, plebeo o ignorante, ma perché dopo un po’ ci sto male e mi viene la malinconia. Anche l’Hollywood, che è per ricchi ed è in centro, mi fa schifo perché ci sto male e mi viene la malinconia. Se dico una e l’altra cosa però mi prendo dello snob intellettuale. Sono uno sbanfone elitario nel primo caso; sono un poverista con le toppe ai gomiti e il manifesto in tasca nell’altro. Voilà.

E queste:

[…]il centro commerciale immenso, con quella sua natura di finto paesino, coi negozi di gadget, i bambini sepolti nelle palline, la gente che ci passa il pomeriggio e poi esce spompa e confusa, tutto questo mi devasta l’umore.

Luca

APPROFONDIMENTI

Ecco l’iPhone, il gadget che non sfonderà

iPhone

Le mie previsioni di ieri sono state confermate.
Le grandi novità presentate da Steve Jobs durante il keynote di San Francisco si riducono ad una e mezza.

La mezza è Apple TV, gingillo interessante, ma che non cambierà molto nell’abitudine delle persone di usufruire della TV.

La vera novità è iPhone, l’iPod che diventa telefono con touch screen.
iPhone è anche fotocamera da 2 MP e client internet Wi-fi.
L’oggetto è splendido, come quasi tutti gli oggetti provenienti da Cupertino.
I macmaniaci sono esplosi nei soliti gridolini di piacere.

I dubbi, però, sono tanti.
Sarà importante capire quanto sia robusto l’iPhone. Lo possiamo tenere in tasca o deve essere trasportato in una bacheca di vetro?
Perché il cellulare deve essere un oggetto da battaglia. Temo che l’iPhone non lo sia, almeno a giudicare dal touch screen.
Il prezzo, che per Apple è sempre un dettaglio poco interessante, è piuttosto importante anche se pari a quello dei telefonini di fascia alta. Si parla infatti di 499 $, che per uno strano cambio dollaro-euro, si trasformeranno in 499 €.
A questi andranno aggiunti i soldi per la custodia, gli auricolari, ecc…

Secondo me l’iPhone rimarrà un gadget fantastico per pochi fanatici appassionati.
Nokia, Motorola e Sony-Ericsson possono continuare a dormire sonni tranquilli.
L’iPhone diventerà sicuramente un oggetto di culto, ma in pochi lo acquisteranno al posto del loro telefonino.

Luca

LE REAZIONI NELLA BLOGOSFERA

Foto Apple.com

links for 2006-12-22

La mappa della blogosfera italiana

Sul numero di Nova24 uscito Giovedì scorso, era allegata la mappa della blogosfera italiana.
La mappa è stata redatta dal team di blogbabel, sulla base delle loro classifiche.
Lo blogosfera si presenta come una rete, nella quale le linee sono i richiami tra i vari blog.
I blog più influenti sono al centro delle galassie.

blogosfera_1

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