La sinistra snob e i diritti umani

Stamani leggevo Luca Ricolfi su La Stampa parlare, come gli succede spesso, dello snobismo della sinistra (qui l’articolo).
Il tema è quello dei respingimenti degli immigrati.
Ricolfi sostiene che la sinistra come al solito non riesce ad essere realista e a capire che rimandare indietro i barconi di clandestini è non soltanto giusto, ma è anche quanto vuole la stragrande maggioranza degli italiani.
Secondo Ricolfi il PD non riesce ad ammettere che il Ministro Maroni in questo caso, come in altri, avrebbe ragione.

Non voglio negare l’incapacità della sinistra di affrontare in modo efficace le problematiche riguardanti la sicurezza e l’immigrazione.
Anche perché è un’incapacità che condivide con praticamente tutti i governi del mondo.

Rimandare indietro un barcone di immigrati ha però poco a che fare con lo snobismo o con il buonismo (altra accusa rivolta quotidianamente alla sinistra), ma ha molto a che fare con il rispetto dei diritti umani e del diritto di asilo.

Ho l’impressione che Ricolfi a volte si intestardisca nel sostenere la parte di quello di sinistra che ha capito soltanto lui quali sono i mali e le incapacità dell’area politica alla quale appartiene.
Ritengo che in questo caso che lo snobismo non c’entri niente.
Forse si confonde semplicemente la destra con la sinsitra.
Qualche esile differenza ancora c’è.
Ricolfi ne dovrebbe prendere atto.

Luca

A futura memoria

Il nostro Ministro degli Interni si è reso responsabile di un gesto orrendo, inumano e pure illegale.
Rimandare indietro le navi di clandestini è un qualche cosa difficile da giustificare e da comprendere.

I militari che hanno soccorso e riportato in Libia i migranti hanno dovuto obbedire a denti stretti:

Molti stavano male, alcuni avevano delle gravi ustioni, le donne incinte erano quelle che ci preoccupavano di più, ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli e li abbiamo eseguiti. Quando li abbiamo presi a bordo dai tre barconi ci hanno ringraziato per averli salvati. In quel momento, sapendo che dovevamo respingerli, il cuore mi è diventato piccolo piccolo. Non potevo dirgli che li stavamo portando di nuovo nell’inferno dal quale erano scappatati a rischio della vita”.

Per papi invece non ci sono problemi. L’importante è non fare come la sinistra

Non apriremo le porte a tutti come la sinistra, la loro è un’idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico.

Vorrei capire come si fa a concedere asilo politico a persone alle quali non si permette di sbarcare e che non possono essere identificate.

Povera Italia. Nemmeno più l’ospitalità.

Luca

Leggi razziste più che razziali

Tutta la mia contrarietà va al decreto sicurezza del governo.
Fa male però Franceschini ad evocare lo spettro delle leggi razziali.
Qui siamo di fronte soltanto a leggi razziste che ci insegnano ad odiare il diverso da noi.

Vivere in un paese in cui un bambino straniero non può avere gli stessi diritti dei miei figli mi fa inorridire.

Le leggi razziali, però, sono state qualcosa di diverso e di più grave.
Per fortuna non ci siamo ancora arrivati.

Luca

Quando sui bambini rom Famiglia Cristiana scavalcò l’Unità a sinistra

Io sono un cattolico brontolone.
Sto lì sempre ad criticare la mancanza di coraggio della nostra gerarchia.
Non di rado mi scaglio contro il silente berlusconismo della CEI.

Oggi, però vinco io.

Quanto scritto sul prossimo numero di Famiglia Cristiana, appare talmente di sinistra da non sembrare vero.

Alla prima prova d’esame i ministri cattolici del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell’uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla.
Non stupisce, invece il silenzio della nuova presidente della Commissione per l’infanzia, Alessandra Mussolini perché le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?.
Oggi, con le impronte digitali uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c’è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (firmata anche dall’Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana”.

Ora, tanto per non contraddirmi, aspetto la ritrattazione di Famiglia Cristiana…
O magari la sostituzione del direttore.

Luca

Via | PolisBLog