La differenza sta tutta qui

La vera notizia di oggi è che Mario Monti sa parlare a braccio piuttosto bene.
La chiusura della sua replica alla Camera è stata allo stesso tempo un impegno, una bocciatura al governo precedente ed un segnale ai mercati.

La settimana prossima incontrerò Sarkozy e Merkel […] per avere permanentemente il contributo dell’Italia nella soluzione dei problemi dell’euro.

Sarkozy e Merkel smetteranno di fare risatine alle nostre spalle.

Luca

Due o tre cose sul governo Monti. E sui poteri forti

i poteri forti

Ieri si è insediato il governo di Mario Monti.
Non sto qua a ripetere quanto siano competenti e preparate le persone che lo compongono.
Vi consiglio, per iniziare, di leggere il profilo che fa Ivan Scalfarotto di Corrado Passera, figura centrale in questo governo.

Non mi pare nemmeno utile rimarcare quanto questo governo sia ben voluto ai poteri forti.
I poteri forti sono forti.
La politica non è forse mai stata così debole.
Lo è stata la maggioranza di centro-destra, ma lo è stata anche l’opposizione che non ha saputo proporre un’alternativa credibile al ridicolo governo Berlusconi.
Ve lo immaginate in questo momento un governo con PD, Di Pietro e Vendola?
I poteri forti sono forti, si diceva, ed hanno deciso, stimolati dal Presidente della Repubblica, che forse era il caso di provare a sistemare questo paese.

Ora siamo qui.
Tutti, o quasi tutti, con delle alte aspettative su questo nuovo governo.
Siamo fiduciosi che Monti riesca a rimettere in carreggiata l’Italia.

Questa deve essere una fase, però.
I partiti si lecchino le ferite e si preparino a rilanciare la loro iniziativa.
Hanno un anno abbondante di tempo.

Perché se nel 2013 il governo Monti avrà fatto bene il suo lavoro ed i partiti si presenteranno nello stesso modo in cui si presentano oggi, sarà complicato convincere gli Italiani che la democrazia è meglio del governo degli illuminati.

E la colpa sarà della politica, non dei poteri forti.
Che quelli si sa che sono forti.

Luca

Il PD decida se sostenere davvero Mario Monti

Ieri sera, con il figlio 2.0 febbricitante sdraiato di fianco sul divano, ho ascoltato la prima conferenza stampa di Mario Monti. Ero così tranquillizzato dal suo intercalare lento e dalla sua educata compostezza che mi sono addormentato.
Ci eravamo dimenticati di quanto possa essere finalmente noiosa una conferenza stampa di un primo ministro.

Il messaggio di Monti mi è sembrato molto chiaro (quando mi sono svegliato l’ho riascoltato).
Ci saranno sacrifici si, ma senza esagerare.
Niente macellerie sociali tanto care a Di Pietro.
Il governo durerà fino alla fine della legislatura.
Sarebbe bene che PD e PDL dessero un loro sostegno diretto al governo, con dei loro uomini in alcuni ministeri, ma se non lo faranno ci proveremo lo stesso.

Il PD, se davvero vuol bene all’Italia e davvero crede che Mario Monti possa invertire la crisi della nostra economia, ci metta la faccia ed accetti di mettere un suo uomo al governo.
Renderà più forte il governo e metterà nell’angolo il PDL che a quel punto dovrà probabilmente fare la stessa cosa.
Le elezioni sono fra un anno e mezzo e chi avrà dato il suo contributo fattivo all’uscita dalla crisi potrebbe incassare anche il bonus elettorale.

Non è un momento per pavidi.

Luca

Monti si. Dini no

Il tenutario sposa in toto la mozione Luca Sofri presentata dal Post.

Non è invece possibile accettare come nuovo corso dell’Italia liberata da Berlusconi un governo che includa politici anacronistici, sconfitti, alieni dalla modernità e dal mondo contemporaneo come Giuliano Amato (coetaneo di Berlusconi, ministro già con De Mita, per dire) o Lamberto Dini (ottant’anni, passato dal PD al PdL, titolare di un inesistente consenso popolare), o responsabili del presente disastro come quelli uscenti dal governo Berlusconi, Gianni Letta compreso. Se il prezzo da pagare per avere un capo di governo affidabile dev’essere il mercanteggiamento su questi nomi, allora quel capo di governo deve essere come minimo Gesù Cristo.
Dini per Monti no, il pacchetto non interessa.

Monti si, ma non ad ogni costo.

Luca