La politica e l’editto Uno Mattina di Mario Monti

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Ho trovato del tutto sgradevole l’iniziativa di Mario Monti di snocciolare la lista di quelli che dovrebbero essere silenziati da Bersani.
Lo avesse fatto Berlusconi, parleremmo di “Editto Uno Mattina”.

Per questo, la foto di Renzi e Bersani al ristorante mi è sembrata la risposta migliore che la politica potesse dare.

Mario Monti ci ha salvato, io non lo dimentico, ma ora sta dimostrando tutta l’inadeguatezza di un tecnico quando si mette a far politica.
Non ci si improvvisa tecnici, ma non si diventa politici in un giorno.

Luca

La nascita della destra italiana che non c’è

Ciò che è successo ieri a Bruxelles ha del paradossale e del profetico al tempo stesso.
I grandi leader europei suggeriscono a Monti di candidarsi alle elezioni e di creare evidentemente un nuovo partito e chiedono agli italiani di votarlo, questo partito che non c’è ancora.
Lo stesso Berlusconi, che ha fatto cadere il governo Monti, chiede a Monti di candidarsi e di costruire insieme a lui una nuova coalizione che posso governare l’Italia.

Questo è il lato paradossale. Leader di altri paesi che dicono ai cittadini di un altro paese chi dovrebbero votare e ex-leader italiani che ritrovano in quello che fino ad ieri era diventato il loro peggior nemico un’ancora di salvezza.

C’è anche una parte profetica, dicevo, ed è quella che vede di fatto nascere il primo abbozzo di una destra italiana europea, non populista e non xenofoba. Una destra che in Italia non c’è mai stata. E questa destra potrebbe essere sicuramente rappresentata da Mario Monti.

Parlo di profezia perché questa destra esiste per ora soltanto nella mente della Merkel.
Ce lo vedete Mario Monti alla guida di un partito fatto di Gasparri, Berlusconi, Montezemolo, Santanché, Fini e Casini?
Non è ovviamente proponibile.
Superato il berlusconismo (si, prima o poi lo supereremo), allora questa destra potrà nascere e Mario Monti ne potrebbe essere uno dei padri fondatori.

Da questo disegno resterebbe fuori la Lega che, in un paese finalmente bipolare, tornerebbe ad avere il ruolo che le compete, quello di opposizione.

E a sinistra?
A sinistra il partito già c’è, con dei punti da definire, con un elettorato ancora da consolidare, ma gia c’è.
Avere di fronte non un manipolo di squinternati, come ha avuto negli ultimi 20 anni, ma un partito di destra vero, non potrà che fargli bene.

Detto questo, pensare che tutto il cambiamento possa avvenire da qui a due mesi, pare un po’ utopostico, come scrive giustamente Stefano Menichini:

[…] occorre riconoscere che ieri l’Italia si è trovata catapultata in una dimensione politica che, sparito Berlusconi dalla scena, è assai desiderabile. E alla quale il sistema deve tendere: due coalizioni riformiste ed europeiste, leader non estremisti, soluzioni politiche e di governo alternative ma non visioni del mondo inconciliabili. Queste sono le dinamiche politiche, anche accese, in tutti i paesi occidentali.

Il Pd è pronto per un assetto del genere. Anche adesso. Perché è nato per questo, in una dimensione europea che il centrodestra fin qui non ha mai avuto. Prima l’Italia ci arriva, meglio è. Che accada nei prossimi quarantacinque giorni, ammetterete, è un po’ improbabile.

Luca

Restiamo sereni

il ritorno della mummia

Quando vedi la prima pagina di Libération che titola “Il ritorno della mummia”, la prima tentazione che hai è quella di prendere a testate lo spigolo del monitor.
Ma siamo gente adulta, ne abbiamo viste tante e non possiamo reagire così al ritorno in campo di Berlusconi.

Dobbiamo restare sereni e andare avanti sulla strada tracciata da Monti, migliorandola dove possibile.
Non inseguiamo la mummia, che quella ci porta nel buio delle catacombe. Noi siamo gente a cui piace la luce del sole, non ci sapremmo difendere.
Portiamo la mummia fuori, piuttosto, che quella con le radiazioni solari si sfalda e diventa polvere.

E non stiamo a dire quanto è brutta e vecchia quella mummia, che non c’è bisogno di dirlo.
Perché la mummia a molti piace e magari tendono anche ad assegnarle una certa autorevolezza.
Se ha resistito tanti anni, vuoi vedere che è proprio lei la persona capace di portarci fuori dai guai?

Noi sappiamo che non è così, mettiamo in evidenza le nostre idee, che sono più fresche e più giuste di quelle della mummia (mi sto sforzando, abbiate pietà).
Il resto verrà da solo.
La mummia sarà sconfitta.

Una grossa mano ce l’ha data Monti, annunciando le dimissioni e quindi spuntando l’arma principale della mummia che era quella di basare la sua campagna elettorale sui presunti insuccessi del governo.
Ora la mummia è responsabile della caduta del governo e degli attacchi che, speriamo di no, i mercati da domani faranno al nostro paese.
Il trucchetto è fallito.
La mummia ha già perso.

Restiamo sereni.

Luca

Mi mancherà

Mario Monti oggi, in conferenza stampa, alla domanda se pensava o meno di candidarsi alle elezioni ha risposto così:

La ringrazio per l’acuto interesse per un tema particolarmente lontano da quello di cui ci occupiamo e particolarmente irrilevante.

Mi manca già.

Luca

Via | Francesco Costa