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Posts Tagged ‘LinkedIn’

Quanto spendereste per le foto dei vostri figli?

February 5th, 2010 No comments

Ad ognuno di noi è capitato prima o poi di perdere dati che ospitava nel proprio PC.

Io sono un feticista del backup, nel senso che ho pile di DVD con i dati salvati.
Sono diventato ancora più integralista da quando c’è la fotografia digitale, perché perdere foto e non poterle più recuperare è molto brutto.

Il problema del backup su supporti fisici è che nessuno ti garantisce che il DVD nel quale hai fatto il backup sarà leggibile fra un anno o due.
Poi può sempre succedere che mentre togli il DVD dalla custodia questo ti cada in terra e si danneggi.

Il backup su HD interni od esterni è ancora meno sicuro, perché sono oggetti destinati, prima o poi, a rompersi.

Per non parlare poi di eventi disastrosi (alluvioni, incendi, furti, ecc…) che ti farebbero perdere in un attimo tutte le cose che hai archiviato nel corso degli anni.

Insomma, mi sono convinto che l’unica forma di backup veramente sicura sia quella remota, mettere cioè i tuoi dati in un server esterno.
Ci sono tanti servizi di backup online.
Io, dopo attente ricerche, da alcuni mesi uso MozyHome.
Ha un client per win o per mac, cripta tutti i dati e permette il ripristino dei dati salvati in qualsiasi momento.
Lavora in background, in modo che non dovete essere voi a ricordarvi di fare i backup.

Se vi bastano 2 GB, o se lo volete testare, il servizio è gratuito.
Altrimenti vi costa un po’ meno di 40 € all’anno per avere spazio illimitato.

Possono sembrare tanti, ma vi sembreranno spesi benissimo il giorno che vi dovesse capitare di perdere tutte le foto fatte ai vostri figli.

Luca

Se, dopo aver provato il servizio, vi venisse voglia di acquistare un account pro, cliccate su questo link ed avrete uno sconto del 10%.

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Appesi a Steve

January 27th, 2010 1 comment

Il mondo dell’editoria e della distribuzione digitale sta vivendo un tale momento di crisi che l’attesa per la presentazione di Steve Jobs di stasera è febbrile, quasi delirante.
Il CEO di Apple non presenterà probabilmente soltanto il nuovo Tablet Mac (iPad, iSlate, iCoso?), ma tutto un sistema di produzione e distribuzione di contenuti che ruoterà intorno ad una piattaforma a cui probabilmente si accederà tramite iTunes.

Da Steve Jobs potrebbe venire quindi una proposta interessante per i produttori di contenuti, per i distributori e per chi dei contenuti poi ne usufruisce.

Insomma, il Tablet Mac potrebbe essere l’hardware, splendido e fichissimo, per presentare un nuovo modo di accesso a musica, film e libri.
Parallelamente potrebbe essere presentato un servizio per ascoltare musica in streaming (iCloud) da iPhone o Computer sullo schema di quella che fa Dada negli USA con il nuovo Play.me.

Di carne al fuoco ce ne è tanta, quindi.
L’impressione è che stasera possa essere impressa una svolta importante nella definizione di un modello sostenibile per la fruizione di contenuti in rete.

Volenti o nolenti, siamo un po’ tutti nelle mani di Steve Jobs.

Luca

Non si vive di solo blog

January 21st, 2010 No comments

Liquida, del Gruppo Banzai, in orbita Telecom, entra a gamba tesa nella battaglia dell’advertising online.
Pubblicità, insomma.

E’ stato presentato oggi Liquida Network, un sistema di pubblicità destinato ai blog che promette pagamenti in base alle visite, e non ai click sui singoli avvisi (come fanno ad esempio Google AdSense o Simply).

Per ogni 1.000 pagine viste al mese si guadagnano dai 2 ai 12 €, a seconda del tipo di avviso che si è scelto di pubblicare sul blog.
Non è poco ed è molto più di quanto si guadagna con altri metodi.

L’imbuto ovviamente è in entrata, nel senso che accettano adesioni soltanto di blog che fanno almeno 30.000 pagine viste al mese, che non sono tantissime, ma non sono nemmeno poche.
Per fare un esempio, io ne faccio quasi sempre meno di 10.000.
I normali sistemi di advertising di solito non fanno discriminazioni in ingresso.

L’idea sembra buona e piuttosto conveniente per i blog, tanto che hanno aderito alcuni nomi grossi della blogosfera, come Luca Conti, Gad Lerner e Sasaki Fujika.

Vediamo se l’ingessatissimo mondo dell’advertising online avrà una scossa dopo questa iniziativa di Liquida.

Luca

Google is not evil

January 13th, 2010 2 comments

Google oggi ha preso una decisione che possiamo considerare molto importante.
Ha deciso di non sottostare più alla censura del governo cinese.
Da anni infatti i risultati delle ricerche effettuate in Cina con Google (ma anche con Yahoo!) sono filtrati per escludere siti sgraditi al governo.

Questo cambio di strategia è dovuto innanzitutto agli attacchi che il governo cinese sta portando avanti ai server di Google ed agli account di posta di GMail di attivisti per i diritti umani o di oppositori al regime.

Da oggi la autocensura di Google in Cina finisce.
Questo significa che Google chiuderà in Cina, rinunciando ad un mercato immenso.

Ho l’impressione che quando il regime cinese cadrà, un piccolo contributo lo avrà dato anche la storica decisione presa oggi da quei diavoli che lavorano in California, a Mountain View, nell’azienda più fica del mondo.
Oggi lo possiamo dire a ragion veduta.

Luca

Tutto quello che c’è da dire sulla musica digitale

October 13th, 2009 No comments

Se vi interessa la questione della distribuzione della musica digitale, vi consiglio di leggere il pezzo che ha scritto Massimo Mantellini su Punto Informatico.

Quello che Massimo dice (lo riassumo brutalmente) è che se vogliamo guadagnare vendendo musica è necessario che il mercato musicale si adatti alla struttura della rete.
Questo significa che l’architettura deve essere simile al modello p2p e che ogni utente/cliente deve poter condividere con i suoi “amici” la musica che ha acquistato.

Il modello di business?
Un abbonamento, mensile od annuale.
Costo basso, del tipo 5-10 € al mese, che moltiplicato per milioni di utenti può diventare un mercato importante.
Il modello iTunes, legato a doppia mandata con l’hardware Apple, è probabilmente unico e non replicabile.

Tutto questo implica che le major cambino totalmente la loro idea di mercato della musica.

Il grande tema industriale per le major del disco oggi è quello di trovare una nuova collocazione dentro un ambiente distributivo che percepiscono ancora come inconsueto e pericoloso, ma che di fatto esiste nonostante loro. Forse all’inizio sarà necessario ridimensionare in maniera forte le aspettative economiche ma le opzioni per il futuro restano comunque molte ed eccitanti. Per farlo bisogna iniziare a capire la Rete, sposarne le dinamiche, offrire alla immensa platea dei potenziali clienti qualcosa che assomigli a ciò che loro si aspettano. Smettere di chiamarli “pirati” è solo il primo di molti passi ormai irrimandabili.

Altrimenti possiamo continuare a portare in tribunale Pirate Bay e a trasmettere spot terroristici contro la pirateria, senza ovviamente ottenere nulla.

Gli utenti, da parte loro, devono invece rassegnarsi ad accettare che la musica non possa essere gratuita.
E questo è un passo altrettanto difficile.

Luca

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Come è messa l’industria musicale

October 2nd, 2009 1 comment

Oggi è uscito il nuovo disco di Samuele Bersani.
Hanno fatto un sito dedicato, bello, ma assolutamente scomodo da navigare.

Nel dubbio che a qualcuno venisse voglia di comprarlo, non hanno messo nemmeno un riferimento ad un negozio online nel quale sia possibile comprare il CD.
Soltanto milioni di link ad iTunes dove tra l’altro viene offerto un brano non presente sul CD che da solo potrebbe invece valere l’intero costo dell’album.
Il brano in questione è “Il Bombarolo” di De Andrè che Bersani canta con Stefano Bollani al piano.

La gente i dischi non li compra più e va bene, ma forse varrebbe la pena provare a promuoverli.

Poi andrebbe fatta anche tutta una discussione sul perché tutti indichino sempre come unico negozio online iTunes, come se non ce ne fossero altri.
Ma qui entriamo nel conflitto di interessi.

Luca

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Quando è Microsoft ad innovare

March 23rd, 2009 3 comments

Microsoft viene sempre associata ad un’immagine di conservatorismo nel mondo informatico.
Quello che viene fatto a Redmond è sempre brutto, vecchio e non funziona mai.
Ovviamente non è così, visto che il 95 % degli utenti nel mondo usano sistemi Windows.

Negli ultimi mesi si sta affermando Silverlight, un software capace di far girare dentro il browser applicazioni interattive. Qualcosa di simile a Flash di Adobe.

Il software sembra essere molto potente, nonostante la sua gioventù, tanto che il nuovo bellissimo sito della RAI usa proprio Silverlight per trasmettere le dirette e le registrazioni di tutto il suo palinsesto.
Il sito della RAI, dopo le primissime settimane di difficoltà, ora funziona alla grande.

Qualche giorno fa su YouTube la CBS ha aperto un canale dedicato alle finali della NCAA, il campionato di basket universitario americano, nel quale vengono trasmesse in streaming tutte le dirette delle partite. E’ possibile anche vedere gli highlights o le partite complete in differita.
Il tutto sembra funzionare piuttosto bene.

Quello della RAI e quello della CBS a me sembrano i primi tentativi riusciti di Web TV.
Il tutto anche grazie a Silverlight che, di questo passo, è molto probabile che possa soppiantare Flash.

Diciamolo, Microsoft a questo giro ha fatto una figata.

Luca

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E non ci sono mica soltanto i blog

March 18th, 2009 No comments

Andrea Beggi spiega perché negli ultimi tempi abbia parzialmente abbandonato il suo blog a favore di strumenti più immediati come FrienFeed, Twitter e Tumblr.

Andrea è uno dei blogger storici in Italia, uno che scriveva post quando in Italia quasi tutti ignoravano l’esistenza di questo strumento.
Ora ritiene più facile condividere e commentare le cose che gli interessano o che interessano i suoi amici tramite altri strumenti.
Il blog lo riserva a riflessioni o commenti tecnici che richiedono più tempo e più spazio.

Strano che in tutto questo Andrea nemeno nomini Facebook che, evidentemente, non ama e non usa per seguire le discussioni nella rete.
Io invece penso che, soprattutto dopo l’ultimo aggiornamento, Facebook sia destinato a soppiantare tutti gli strumenti che citavo all’inizio, proprio perché fa da solo tutto quello che fanno loro.

E riuscire a seguire tutte le discussioni in un unico luogo è una facilitazione non da poco.

Ora non resta che convincere ad usarlo tutti i “vecchietti” della rete che sono ancora titubanti.

Luca

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Facebook non fare lo stupido

February 17th, 2009 No comments

So che la maggior parte di voi forse non lo sa, ma Facebook ha variato le sue condizioni di utilizzo.
La novità principale è che tutto ciò che un utente carica su Facebook rimane di Facebook per sempre.
Questo vale per foto, video, testi e quant’altro e vale anche nel momento in cui l’utente decida di eliminare il proprio profilo.

Scandalo? Forse.
Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha ieri chiarito un po’ le cose e le cose stanno così.
I contenuti degli utenti rimangono di Facebook anche nel caso che questi si cancellino, ma continueranno ad essere visibili soltanto agli amici.
Zuckerberg fa il paragone con le email che continuano ad essere visibili ai destinatari anche nel caso che il mittente abbia chiuso l’account di posta.

Sembra quindi che Facebook, come nota giustamente Luca De Biase, vada nella direzione di diventare un mega instant messagging, utile per scambiare informazioni tra utenti.
Qualcosa di un po’ diverso da un social network.

La verità è ovviamente un’altra, ma Zuckerberg non la può dire.
Sarebbe difficile e molto brutto togliere i contenuti degli utenti che si cancellano, perché Facebook si riempirebbe di buchi e diventerebbe di difficile gestione.
Soprattutto perché i contenuti sono condivisi dalle migliaia di applicazioni sviluppate dentro Facebook che così smetterebbero di funzionare.
E’ stata scelta la strada più semplilce.

La cosa importante è saperlo.
Tutto quello che mettete su Facebook vi rimarrà probabilmente per sempre e perderete il diritto su quei contenuti.
Ora lo sapete.

Il dibattito sulla questione è interessante, ma in ogni caso sappiate che sarà difficile riuscire a fare in modo che le vostre tracce in rete scompaiano.
Continuerete ad esistere per sempre, anche se non lo vorrete.

Aggiornamento del 18/02/2009
Zuckerberg è tornato indietro. Torna tutto come prima

Luca

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Ora dimenticatevi del vostro programma di posta

January 28th, 2009 No comments

Chi abbia usato Gmail sa che non c’era quasi nessun motivo valido per utilizzare un altro account di posta elettronica, anche perché da un unico Gmail si possono gestire svariati altri account.
Io ad esempio uso il mio account Gmail per leggere le mail di un vecchio account TIN.it e quelle delle mail impostate nei miei domini.

Gmail ha un’unica mancanza, che è quella di non poter consultare la posta quando non si è collegati ad internet (anche se la cosa si risolve utilizzando un programma di posta)

Oggi Google ha annunciato che verrà sperimentata anche la versione offline di Google Gears che permetterà di consultare la propria casella di posta Gmail sul proprio browser anche quando non si è connessi alla rete.

Tutte le operazioni compiute offline (compreso lo scrivere email da inviare) verranno compiute al momento in cui torneremo ad essere connessi.

La funzionalità dovrebbe essere resa disponibile entro un paio di giorni con il nome “Offline Gmail” e sarà attivabile nella sezione Labs dei settaggi.
Per ora dovrete utilizzare Gmail in inglese, altrimenti la funzione “offline” non vi verrà mostrata.
Per la traduzione in italiano ci sarà da attendere qualche mese.

Questo il video di presentazione:

Luca

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