Il PD non ha bisogno di Renzi per autodistruggersi

Ho letto tante cose negli ultimi giorni sulla Leopolda e sulla contemporanea manifestazione della CGIL a Roma.
Io sto con Renzi. Io invece sto con i lavoratori e con la CGIL.

In tutto questo schierarsi contro e a favore, i giornali tornano a paventare scissioni a sinistra, anche grazie allo stillicidio di dichiarazioni fatte in tal senso dai dissidenti come Civati.
Si accusa Renzi di distruggere un partito, di escludere chi la pensa diversamente.

Renzi distruggerà quindi il PD?
Io non credo, il PD si è già distrutto da solo mille volte negli ultimi anni, quando Renzi ancora era uno sconosciuto.
Come dire: il PD non ha bisogno di Renzi per autodistruggersi, ce la può fare tranquillamente da solo.

Del resto, io sono d’accordo con Luca Sofri che sostiene che stia succedendo esattamente il contrario.
Che Renzi cioè stia mettendo insieme tante persone che la pensano diversamente e che è l’opposto di quello che ha fatto il PD fin qui.

Le due idee di sinistra che si scontrano, quindi sono queste, davvero: quella di chi pensa che opinioni tanto diverse non possano stare nel consenso a un solo partito, e ragionevolmente aspirerà quindi a rappresentare con quel partito un massimo del 15-20% di elettori, se è molto bravo. E quella di chi, realisticamente, sa che se si vuole avere una delega e una rappresentanza maggiore – e quindi la legittimazione democratica a governare e cambiare le cose – le si otterranno da comunità di elettori che sono per forza diverse e lontane su molti temi, ognuna delle quali sarà sempre scontenta di una o molte cose fatte e annunciate.

Entrambe le idee sono del tutto ragionevoli e sensate: la prima ha guidato la sinistra per anni nell’ambizione che gli italiani diventassero tutti simili e comunisti, e poi tutti simili e diessini, e poi tutti simili e piddini. Non è successo, come si nota, e anzi è successo il contrario. La seconda idea guida Renzi nell’ambizione che gli italiani diversi diventino piddini condividendo quest’idea di diversità e convivenza. Non è detto che non vada a sbattere anche lui. Ma non sta dividendo la sinistra, sta facendo il contrario.

Luca

Se due più due fa sempre quattro

Giorgio Gori si è dimesso da Magnolia dicendo di voler fare qualcosa per il bene comune.

Gori era intervenuto alla Leopolda ed era stato uno dei redattori dei 100 punti usciti da quell’incontro.

Matteo Renzi inizia forse a fare sul serio e a farsi una squadra.
E non si è preso proprio l’ultimo della fila.

Luca

Leopolda 2011

Stasera scoppia il Bing Bang alla Leopolda.
Questo fine settimana Matteo Renzi potrebbe cambiare alcune delle carte in tavola della politica italiana.
E la politica italiana lo sa.

Lo si è capito da come in molti in questi giorni si stiano affrettando a proporre la loro idea sul futuro del PD (leggi Zingaretti, eterno candidato potenziale).
Vediamo cosa succederà e speriamo che nella stanza dei bottoni del PD si capisca finalmente che Matteo Renzi è una grande risorsa per il partito e che sarebbe utile e saggio aiutarlo e supportarlo.

Renzi deve invece accettare questo supporto.
Sono sicuro che lo farà.

Luca
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