Sempre la stessa storia dell’odio contro i poveri lupi

I lupi in strada in Abruzzo. Ma sarà vero?

lupo

Oggi Corriere.it pubblica in homepage una foto di un bel lupo che corre nella neve.
Nel sottotitolo si legge:

In un paesino lupi in strada.

Il posto è l’Aquila, in Abruzzo. Beh, lì i lupi effettivamente ci sono.

Il naturalista che è in me si pone dei dubbi, perché ho conosciuto gente che ha passato anni della sua vita a cercare di avvicinare i lupi, passando notti all’addiaccio nei boschi, riuscendo soltanto a sentire gli ululati o a vederne le tracce.
Leggo l’articolo, e tutto quello che si dice sui lupi è questo

nel piccolo centro di Trasacco, sono stati avvistati tra le vie deserte i lupi. Il signor Cesidio, che abita in via Paride, li ha sentiti ululare.

Ecco, il signor Cesidio li ha sentiti ululare.

“E per le strade si vedono i lupi”, dice il sottotitolo dell’articolo.
“Lupi in città” dice la didascalia della foto.

“Il signor Cesidio ha sentito ululare i lupi”, questo forse doveva essere il titolo.

In altri siti di informazione si ritrova la notizia. Alcuni dicono che ne sono stati fotografati tre e pubblicano la foto di tre cani, in altri dicono che uno è stato catturato nel giardino di una casa.
In ogni caso, l’importante e dare contro i lupi.

Poveri lupi.
E povera informazione.

Luca

Pensa cosa faranno ai colleghi giapponesi

Soltanto a me il rinvio a giudizio della Commissione Grandi Rischi per non avere saputo prevedere il terremoto dell’Aquila sembra una cretinata totale?

L’accusa di omicidio colposo riguarda il mancato allarme per il sisma: nei giorni precedenti il disastroso terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila, la commissione si era riunita ma aveva stabilito che non vi fosse la necessità di diffondere segnali di allerta, malgrado diversi fenomeni sismici ripetutamente segnalati dalla popolazione fossero stati interpretati da alcuni esperti come un probabile segnale di un forte sisma imminente.

La magia al servizio della giustizia.

Luca

Dove sono i fondi per l’Aquila?

Oggi, su La Stampa ho letto una lettera di Jovanotti con la quale, a nome degli Artisti Uniti per l’Abruzzo, chiede al Ministro Bondi che fine abbia fatto il milione di euro raccolto con la vendita del CD Domani.

La canzone è diventata un grande successo e il cd è stato il più venduto del 2009 raccogliendo 1.183.377,35 euro. Questi soldi sono stati versati sul conto corrente del ministero dei Beni Culturali con l’impegno preciso di far utilizzare quel denaro per le ricostruzioni, rendendo tracciabile in totale trasparenza il percorso di ogni centesimo.

Questa trasparenza è un dovere che sentiamo nei confronti degli abruzzesi, di coloro che hanno comprato la canzone e di noi artisti che abbiamo aderito all’iniziativa. Abbiamo deciso di devolvere il denaro ad una ente governativo perché crediamo che oggi sia urgente e possibile ristabilire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

Alle nostre ripetute domande sui tempi e i modi relativi all’utilizzo dei soldi raccolti il Suo Ministero non ha mai risposto in modo chiaro. Le scriviamo direttamente per avere il Suo sostegno per quel che riguarda l’utilizzo del denaro da noi raccolto. I ricavati dalle vendite di «Domani 21/04.2009» sono stati dall’inizio riservati ai lavori di ristrutturazione del Conservatorio e del Teatro Stabile d’Abruzzo: il Suo Ministero ci ha comunicato che ad ora l’unica destinazione è il Conservatorio Alfredo Casella che però ci risulta essere nella zona rossa de L’Aquila e dunque a tutti è chiaro che chissà quando e se cominceranno i lavori di ricostruzione. Vista la situazione ancora drammatica in cui versa la popolazione abruzzese crediamo che sarebbe più sensato individuare insieme una destinazione più prossima e tangibile, che consenta ai cittadini d’Abruzzo di utilizzare SUBITO queste risorse che, seppur poche e di certo inadeguate alle dimensioni delle loro grandi difficoltà, potrebbero almeno contribuire a risolvere qualcosa e soprattutto nell’immediato.

Intanto alcuni albergatori abruzzesi si trovano costretti a sfrattare i terremotati perché da Gennaio ricevono soldi con il contagocce e rischiano il fallimento.

Luca