Se c’è una strada sotto il mare

Quando il fracasso delle voci diventa insostenibile, meglio rifugiarsi nella musica e nella poesia.
Ivano Fossati ha scritto la canzone perfetta per quanto riguarda l’immigrazione e la tolleranza.
Si chiama “Mio fratello che guardi il mondo”.
Qualche anno fa, insieme ad Amnesty International, Fossati pubblicò un CD Singolo contenente anche un video, che vi ripropongo.

Se c’è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c’è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà

Stasera mi devo ricordare di rimettere in bella mostra il CD nella libreria.

Luca

Di questo si vive e di tant’altro ancora

Sabato sono andato a sentire il concerto di Ivano Fossati.

L’ultimo album, Musica Moderna, sicuramente non verrà ricordato come uno dei migliori lavori del cantautore genovese.

Il concerto però è stato molto bello.
Ha aggiunto una chitarra elettrica alla formazione dei tour precedenti ed ha arrangiato molti pezzi in modo più rock.
Il risultato è quasi sempre gradevole.
La versione di Discanto che hanno suonato l’altra sera vale ampliamente da sola il prezzo del biglietto: psichedelia pura.

Prima del concerto si è esibito un cantautore siciliano, Gaetano Civello, che ha suonato tre pezzi.
Molto bravo, credo che ne risentiremo parlare.

Luca

Votare o non votare?

Domenica ci sono le primarie del PD.
Io non ho ancora deciso se andare a votare.
Non so nemmeno per chi voterei.
So che non voterei per Veltroni.

Nella riflessione, mi ha aiutato leonardo, uno che scrive spesso cose intelligenti:

Se vincesse la Bindi, ci troveremmo una donna al comando – certo, non quel tipo di donna che trovi da Vespa in tacco e mini. Piuttosto davanti in fila alla coop. O a un consiglio di classe. O a una marcia della pace. Per esempio io l’ho incontrata lì. Non guidava uno spezzone: girava tra la gente, l’aria di chi cerca qualcuno. Lungo il circo massimo il soundsystem mandava Fossati, mi sono voltato e ho pensato, toh, c’è la Rosi. Per fortuna non l’ho detto a voce alta. Nello stesso momento, lo spezzone di Fassino veniva bloccato e contestato da un drappello di noglobba. La Bindi invece andava in giro tranquilla. È da una vita che fa così. Tutto intorno pallottole e fango, e lei neanche uno schizzo. Magari è fortuna, eh.

Se vincesse la Bindi, la segreteria andrebbe a un cristiano praticante – ma aspetta, questo è già successo, Fassino non è quello che ha studiato dai preti e se ne vanta? La differenza è che la Bindi non si è mai vergognata di ammetterlo. Ma cosa c’è di peggiore di un cristiano coerente? Un cristiano convertito di fresco. Quelli alla Rutelli, per intenderci. Perché Rutelli sta con la Bindi, no? No? Con chi sta? Con Veltroni? Ah.

Lasciamo stare la fede. Il problema è che se vincesse la Bindi, sarebbe il segno che i democristiani hanno vinto, maledetti. Quegli untuosi alla Fioroni, che quando meno te lo aspetti ti sbloccano un finanziamento alle scuole cattoliche… ma aspetta, neanche Fioroni sta con la Bindi. Sta con Veltroni. Pure lui. Però.

In ogni caso come faremmo noi laici a votare una segretaria che sotto il tailleur veste un cilicio… no, sbaglio anche stavolta. Quella in cilicio è la Binetti. Non sta con la Bindi neanche lei. Sta con… Veltroni.

Ci devo pensare bene. Se la Bindi vincesse un bel po’ di democristiani storici e di ritorno si ritroverebbe con le ossa rotte. Messa in questi termini è piuttosto interessante.

Se la Bindi vincesse, magari si riparlerebbe di DiCo. Era una proposta sua.

Insomma, non so se andrò a votare, ma se lo facessi è probabile che la mia scelta sarebbe Rosy.
Anche se l’unico modo per aiutare il PD sarebbe l’assenteismo.

Dopo chiedo un consiglio al mio consulente politico: mio figlio.
A due anni ne capisce già molto più di me.

Luca

Certe ali nere

Qualche minuto fa ero impegnato a maledire un aereo da guerra che ha sorvolato il mio ufficio ad un’altezza sicuramente troppo bassa.
Il rumore che produce ti impedisce, per alcuni secondi, ti sentire nient’altro.
E’ terribile.
E succede spesso.
Giocano alla guerra, infischiandosene di sorvolare i centri abitati.
Dopo aver terminato di imprecare mi è venuta in mente una canzone di Fossati.
Forse una delle più belle tra quelle che ha scritto.
Si chiama Sigonella.

Qualche minuto fa ero impegnato a maledire un aereo da guerra che ha sorvolato il mio ufficio ad un’altezza sicuramente troppo bassa.
Il rumore che produce ti impedisce, per alcuni secondi, ti sentire nient’altro.
E’ terribile.

E succede spesso.
Giocano alla guerra, infischiandosene di sorvolare i centri abitati.

Dopo aver terminato di imprecare mi è venuta in mente una canzone di Fossati.
Forse una delle più belle tra quelle che ha scritto.
Si chiama Sigonella.

Mi piacciono tanto gli aeroplani
quando alzano il muso da terra
non mi hanno mai fatto paura
solo certe ali nere
di certe macchine per la guerra
mi fanno chiudere ancora gli occhi
e ancora il cuore.

Senti cosa ti scrivo amore
che non c’è profumo di melograno
e non c’è arancio che sia veramente in fiore
che tutta l’isola è un vulcano
dove non passa la paura
come da noi cambia una stagione.

Qui passano gli aeroplani
è di notte che li senti
quando non puoi dormire
qui se accendessero le luci
e riabbassassero le luci
ci troverebbero tutti in piedi
con gli occhi aperti qui. […]

Luca

Fossati in Piazza

Fossati

Sono da poco tornato dal concerto di Ivano Fossati in Piazza del Campo.
L’evento era inserito nell’ambito del festival “La Città Aromatica“.

E’ stato un bellissimo concerto.
Ivano in formissima, come sempre.
Il suo ultimo album ed il tour hanno un carattere molto rock, tanto che è tornato a suonare la chitarra ed esegue soltanto un paio di pezzi al piano.
La scaletta comprendeva quasi tutti brani degli ultimi due album, più i classici.
L’ultima canzone, “ll disertore”, è stato il solito azzeccato richiamo al pacifismo. Quello vero.
Mi sono divertito ed emozionato.
Anche se il Fossati migliore rimane per me quello seduto davanti al pianoforte.

Prima di Fossati si è esibito Niccolò Fabi. Pensavo che dal vivo mi avrebbe deluso, invece è stato molto bravo.

Bella serata insomma.
Nel salotto buono della nostra città.

Luca

Foto ivanofossati.net