Quando Skype era Skype

Ebay oggi dovrebbe comunicare la vendita di Skype.
Le mirabolanti sinergie prospettate all’inizio tra il software VoIP ed il sito di aste online non si sono mai realizzate.

Ci fu un’epoca in cui Skype sembrò essere quasi una rivoluzione.
Si telefonava gratuitamente via internet e si potevano chiamare anche numeri tradizionali a costo basso.
Oggi non è più così.
Telefonare con Skype costa più con qualsiasi altro operatore telefonico e quasi nessuno lo fa.
Viene a mancare così la vera fonte di reddito e la crisi non consente più deroghe.

Molte delle rivoluzioni prospettate qualche anno fa alla fine non si sono realizzate.
Le persone continuano a telefonare con il telefono e se devono comunicare via internet lo fanno principalmente con gli Instant Messagging.
Come cinque anni fa.
Non a caso l’oggetto tecnologico di maggior successo degli ultimi due anni è un telefono, l’iPhone.

Luca

Via | Luca De Biase

Non sono più le mele di una volta

L’altro giorno, durante la lezione di inglese, commentavo come l’iPhone sia diventato il segno di riferimento dei neo-tamarri.
E pensare che i prodotti della mela sono da sempre lo status symbol di un certo modo raffinato, elegante, ma anche snob, di intendere l’informatica ed il design.
Il loro prodotto di punta, l’iPhone, il telefono delle meraviglie ormai è preda dei nuovi cafoni, che nulla sanno della filosofia del “Think Different” di Apple.
Sono arciconvinto che tanti fanatici dei prodotti della mela inorridiscono a vedere il “loro” telefonino in mano a certa gente.

Per capire quanto la casa di Cupertino fosse avanti, basta guardare questo spot (diretto da Ridley Scott) e mandato in onda una volta sola durante il superbowl del 1984.

Quando ho letto la notizia che il prossimo MacWorld sarà l’ultimo al quale parteciperà la Apple, ho pensato che la mia riflessione sull’iPhone potesse in realtà collegarsi per dimostrare la crisi del celebre marchio.
Per capire l’importanza della notizia, possiamo fare questo paragone: dire che la Apple non parteciperà al MacWorld è un po’ come dire che voi non parteciperete al vostro compleanno.

L’assenza di Steve Jobs al keynote, invece è probabilmente dovuta al suo stato di salute, sul quale non possiamo che rammaricarci per lui.

Luca

Per il video della Apple, grazie a Paolo Attivissimo.

Per favore, non comprate l’iPhone

In un momento come quello che sta attraversando il paese, in cui la crescita dell’inflazione ed i foschi presagi sul futuro energetico, inducono molti ad essere piuttosto preoccupati, il nuovo iPhone 3G a me pare un oggetto fuori luogo.

Apple ha stretto un accordo con TIM e con Vodafone per la distribuzione di iPhone in Italia e le tariffe, oltre ad essere quasi identiche, a me sembrano folli.

Chi prende iPhone in abbonamento (con incluso quindi una quantità variabile di traffico) spende dai 30 ai 200 € al mese. Poiché il contratto ha una durata di 24 mesi, un utente in totale spenderà una cifra compresa tra 720 e 4800 €.

Io vorrei sapere se è possibile spendere così tanto per un oggetto di design che non fa niente in più di un normale telefono di fascia medio-alta.
Eppure, state sicuri che fra un po’ di tempo inizieremo a vedere tanti iPhone in giro.
La mamma del tamarro hi-tech è sempre incinta.

Chiaramente, invece di denunciare l’inutilità di quest’oggettino, sono in molti a lamentarsi dei costi troppo alti, tanto che, tra le iniziative da dimenticare, c’è quella di chi ha aperto una petizione per protestare contro le tariffe troppo alte di TIM e Vodafone per l’iPhone.

Sarebbe, forse, giunto il momento che la gente smettesse di vivere al di sopra delle sue possibilità.
E sarebbe sicuramente giunto il momento di smettere di vendere oggetti di consumo a rate.
Uno stato serio non dovrebbe consentire ai suoi cittadini di indebitarsi per comprare un telefono od una tv.

Ho detto uno stato serio, vero?

Luca