Cosa c’è sopra le dimissioni del Papa

Giovanni De Mauro, nel suo editoriale su Internazionale.

È per colpa di Vatileaks. Per lo scandalo della banca del Vaticano. Per le accuse di pedofilia. Perché non è mai stato popolare. Perché lo stanno ricattando. Per le minacce di un attentato. Perché ha una malattia terrificante. Perché vuole sposarsi. Perché ha incontrato gli alieni.

Abbondano le teorie su quello che può essere successo nella testa di un anziano signore di 85 anni, che ha detto di essere stanco e di volersi ritirare. In fondo occupa un posto unico al mondo in termini di potere e autorevolezza: ha un incarico a vita e risponde del suo operato solo al suo capo, che peraltro di recente si è visto poco e che secondo alcuni neanche esiste. Insomma, nessun essere umano e nessuno scandalo potrebbero mai obbligarlo ad andarsene contro la sua volontà.

Va apprezzato quindi il suo gesto: lasciare il potere spontaneamente, non restare avvinghiato alla poltrona, rinunciare ai privilegi e ritirarsi. Per una volta, invece di chiederci cosa c’è sotto, potremmo guardare cosa c’è sopra.

Luca

Quella volta che prendemmo goal da Haiti

Su Internazionale di questa settimana hanno tradotto un articolo del New York Times nel quale si ricorda la partita dei mondiali di Monaco 1974 nella quale l’Italia andò in svantaggio contro la nazionale di Haiti.
Quella fu l’unica apparizione di Haiti ad un mondiale e l’unico goal segnato nella competizione.

L’ironia della sorte volle che fu proprio quel goal ad interrompere l’inviolabilità della porta di Zoff che durava da più di 1.000 minuti.

Ad Haiti dopo il terremoto di qualche mese fa non se la passano affatto bene, ma tutti ricordano quel giorno di 36 anni fa in cui la loro nazionale per un breve periodo di tempo fu in vantaggio in una partita contro i vice campioni del mondo.

Luca

Intercettazioni

Se non vivessimo in un paese governato da quindici anni da un industriale miliardario che ha costruito la sua ricchezza ed il suo successo politico grazie ad un sistema basato sulla corruzione e sull’abuso di potere, le intercettazioni telefoniche ci sembrerebbero una insopportabile violazione della nostra libertà.

Perché lo sono.
Giovanni De Mauro ci fa oggi il suo editoriale su Internazionale.

Intercettazioni
– Pronto, ciao, come stai?
– Bene e tu?
– Non c’è male… Senti, ma tu la stai seguendo questa storia delle intercettazioni?
– Un po’, ma è difficile dare un giudizio.
– Sì, Berlusconi paladino della privacy fa davvero ridere. Ovviamente vuole solo impedire la pubblicazione di telefonate imbarazzanti e ostacolare i giudici.
– Secondo me però anche i giornali hanno un problema e sono preoccupati soprattutto di non poter più pubblicare le telefonate di politici e calciatori, che gli fanno aumentare le vendite.
– Tra l’altro vorrei sapere chi gliele passa, le intercettazioni, chi gliele vende.
– Ho letto che all’estero è difficilissimo fare le intercettazioni e i giornali stranieri non le pubblicano mai.
– Però alla fine è meglio un’intercettazione in più che una in meno: i leader politici devono essere nudi.
– Che schifo: te li immagini, tutti nudi? Comunque, non sono d’accordo: anche loro hanno diritto alla privacy.
– Ma poi perché il parlamento deve perdere tempo con le intercettazioni mentre il paese va a rotoli?
– Hai ragione. Anche noi dovremmo occuparci d’altro.
– A proposito, devo dirti una cosa.
– Cosa?
– No, te la spiego di persona quando ci vediamo.
– Ok, meglio.
– Ciao.

Luca