Fanno anche cose giuste

Su Repubblica, un tempo giornale progressista ed attento ai diritti delle persone, si prende in giro il provvedimento con cui il governo intende sfoltire un po’ le carceri.
Come un giornale di destra qualunque si parla di “indulto mascherato” per raccontare come il governo intenda far scontare a casa o in strutture controllate gli ultimi 12 mesi della pena dei detenuti (di certi detenuti, ovviamente).

A me pare una cosa giusta e ragionevole.

Siamo stati anni a dimostrare come non sia vero che l’indulto abbia fatto aumentare i reati ed ora che il governo migliora la condizione di alcuni carcerati ci mettiamo ad invocare il ritorno alle galere.

Ma guarda te se mi tocca difendere il governo Berlusconi.

Luca

C’è chi scrive cose di cui nessuno parla

Nessuno ne parla (almeno fino al prossimo indulto), ma la situazione delle nostre carceri è vergognosa.
Un giornale ha fatto una piccola inchiesta sulla situazione carceraria italiana.
Non è Il Manifesto e nemmeno L’Unità.
Repubblica non la prendiamo nemmeno in considerazione che sono troppo presi dalle puttane governative.

L’inchiesta l’ha fatta L’Avvenire (in tre puntate: 1, 2 e 3).

Luca

Via | Francesco Costa

Dai Beppe, sparisci per un po’

Da un po’ di tempo Beppe Grillo ha cambiato un po’ il suo modo di scrivere nel blog.
Nel senso che non pubblica più un solo post al giorno, ma ne pubblica almeno tre.

E’ cambiato anche l’aspetto grafico del blog che è diventato illeggibile.
Non so se il disordine grafico possa essere considerato come metafora della confusione di idee di Beppe.
Forse si.

Oggi scrive una cosa più delirante del solito:

La crisi ha i suoi lati positivi. Morire è diventato un investimento troppo costoso. Vivere conviene di più. Il Governo del Maryland, Stati Uniti, ha dichiarato che una condanna a morte costa tre volte più del carcere a vita. Il Montana e il New Mexico non possono permettersi la sedia elettrica. I boia perdono il lavoro. Mastella con l’indulto aveva già capito tutto. Ha messo in libertà migliaia di criminali per salvare le casse dello Stato, ma anche Previti.

Che cosa c’entra mischiare la pena di morte con l’indulto, la situazione carceraria americana con quella italiana, la sedia elettrica con Previti e Mastella?

Beppe Grillo si sta ormai integrando perfettamente con il clima barbarico che si sta palesando in Italia e di cui parlava oggi De Mauro.

Una pausina di riflessione gli farebbe bene a Beppe.

Luca

A voi che chiudeteli dentro e buttate la chiave

Il commento di oggi di Piero Ostellino sul Corriere riporta sotto i riflettori la questione del sovraffollamento delle carceri e dell’indulto.

L’indulto è stato l’argomento che mi ha separato da Di Pietro e Beppe Grillo.
Non è una misura che mi piace del tutto, ma ho ritenuto insopportabili le strumentalizzazioni che si sono fatte su questo tema.

Ma prima di dichiararci favorevoli o contrari all’indulto, dovremmo considerare un dato di fatto.
L’indulto fu promulgato, non per andare incontro alla richiesta di Giovanni Paolo II o per compiere un gesto di magnanimità, ma unicamente perché la situazione carceraria era diventata insopportabile.
C’era il fondato rischio di rivolte dentro le carceri.

Oggi, due anni dopo l’indulto, stiamo tornando ai livelli del 2006.
A Febbrario avremo nuovamente lo stesso numero di detenuti che avevamo prima dell’indulto.

La soluzione allora qual’è?
Promuovere un nuovo indulto oppure costruire nuove carceri?

Siccome la nuova destra al potere non può permettersi un nuovo indulto (come fai a spiegarlo a quelli che prendono a bastonate gli immigrati?) e siccome non c’è tempo per costruire nuove carceri, succederà quello che succede sempre in Italia.

Resterà tutto così com’è.
Ci saranno soltanto più detenuti nelle carceri.
Va anche considerato che, essendo i detenuti in maggioranza immigrati, è meglio tenerli stipati in condizioni disumane che trovarseli in giro.
Che poi tocca pure fare la fatica di prenderli a mazzate.

Luca