C’è una mancanza di umanità rispetto alla Siria

Medici Senza Frontiere ha meritevolmente pubblicato un sito nel quale racconta la vita dei suoi volontari in Siria.
L’ha fatto per chiarire cosa significhino quei numeri che sentiamo recitare durante i TG.

“C’è una mancanza di umanità rispetto alla Siria, perché quando parliamo di Siria parliamo di cifre,” dichiara la Dottoressa Joanne Liu, Presidente Internazionale di MSF. “Diciamo sempre: in Siria, 1 persona su 3 è sfollata. Oppure che ci sono 2,8 milioni di rifugiati siriani. Ma per una persona normale, cosa significa questo? Nessuno capisce che quotidianamente vuol dire che i bambini non possono andare a scuola, a meno che i genitori non vogliano esporli al rischio di essere colpiti da una bomba. I bambini nei campi profughi non hanno rifugi consoni dove passare l’inverno. Le donne non possono partorire in un ambiente sicuro, e i bambini soffrono di malattie prevenibili.”

Luca

Foto | Ton Koene per MSF

Gaza

Vorrei dire tante cose sul fuoco che ancora una volta divampa in Palestina.
Vedo tante immagini tremende, leggo tanti commenti, ma non vedo nessuna prospettiva nuova, nessuno che riesca ad indicare una via d’uscita.

Certo, il riconoscimento dello Stato di Israele, la restituzione dei territori occupati in Palestina.
Certo, la formuletta la conosciamo.

Credo sostanzialmente che la guerra in Palestina non finirà mai.
Non può finire.
Un intrigo perverso e malvagio che nessuno credo sia in grado di districare.

Una linea continua di morte e di odio a cui noi continueremo ad assistere impotenti.
Che è la cosa che USA ed Europa hanno deciso sostanzialmente di fare.

Lanciate tutti gli appelli al dialogo che volete.
Serviranno a pulirvi le coscienze, non ad altro.

Luca

Nella foto (Reuters/Finbarr O’Reilly) una madre abbraccia la figlia di un anno uccisa da un missile israeliano.

Solo perché non accade qui, non vuol dire che non stia accadendo

Save The Children sta promuovendo una campagna per sensibilizzare sulla situazione dei bambini in Siria.
Il video fa vedere come cambierebbe la vita di una bambina inglese se scoppiasse la guerra nel suo paese.

Perché abbiamo promosso digiuni e veglie per scongiurare la guerra in Siria.
Ed abbiamo gioito per il mancato intervento militare.
Ma la guerra in Siria c’era già e, come in tutte le guerre, a pagarne le conseguenze peggiori sono sempre i bambini.

All’interno della Siria quasi 9,3 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, con oltre 6,5 milioni di sfollati interni.
Il numero dei bambini rifugiati nei paesi vicini, ha ormai raggiunto e superato il milione, arrivando a febbraio 2014 a 1.264.842.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, più di 7.000 bambini sono stati uccisi finora nel conflitto, anche se il numero di vittime minori potrebbe essere molto più elevato visto che gran parte dei decessi in Siria vengono registrati senza informazioni relative all’età.

A ottobre l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Governo siriano hanno confermato l’esistenza di casi di poliomielite nel nord-est della Siria. Mezzo milione di bambini sotto i cinque anni rischia di contrarre questa malattia incurabile che può portare alla paralisi o ancora alla morte.

Luca

Fortuna che non abbiamo fatto la guerra in Siria

Jacopo Zanchini, vicedirettore di Internazionale, ha pubblicato stamani questa foto.
Non è il set di un film apocalittico, è Homs, Siria, Dicembre 2013.

Chiamatela pace.

Luca