Non voltarci le spalle, Barack

Nè io nè Amnesty International ci siamo dimenticati che Obama un anno fa aveva promesso di chiudere Guantanamo.

Quando, nel 2009, gli Usa sono entrati a far parte del Consiglio Onu dei diritti umani, l’amministrazione Obama aveva affermato: ‘Non c’e’ alcun dubbio, gli Usa non volteranno le spalle di fronte a gravi violazioni dei diritti umani. La verita’ dev’essere detta, i fatti portati alla luce e le conseguenze affrontate’. Un anno dopo, quella stessa amministrazione continua a voltare le spalle quando si tratta di fornire informazioni e risarcire le vittime delle violazioni dei diritti umani commesse dagli Usa nel contesto della lotta al terrorismo.

Il cambio di tono introdotto dalla presidenza Obama nella proclamazione dell’impegno statunitense in materia di diritti umani e’ benvenuto. Ma ora occorre accompagnare alle parole i fatti concreti, come l’assunzione di responsabilita’, i risarcimenti e la chiusura di Guantánamo, rispettando in questo modo gli obblighi internazionali degli Usa.

Luca

I due tunisini di Guantanamo

Qualche giorno fa era circolata la voce che il governo USA stesse per chiedere all’Italia di ospitare nelle sue carceri due uomini tunisini detenuti a Guantanamo.
Ad oggi sembra che ancora nessuna richiesta ufficiale sia stata fatta.

Se vogliamo che il carcere della vergogna chiuda, dobbiamo fare tutti la nostra parte.

Il Partito Democratico che vorrei si sarebbe già messo a pressare il governo per accogliere la richiesta USA.
Franceschini si dovrebbe esporre su questo argomento.
Se il governo accoglie i due detenuti, li mettiamo in difficoltà con la Lega.
Se il governo rifiuta li possiamo inchiodare alle loro responsabilità di alleati per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani.

Facciamo vedere che essere di centro-sinistra significa ancora qualcosa.
Torniamo anche a fare battaglie di principi.
Dimostriamo che il dipietrismo non è l’unico modo di contrastare Papi.

Luca

Così non ci siamo

Prepariamoci alle battutine di quelli che dicevano che tanto un presidente vale l’altro e che l’abbiamo fatta troppo lunga con questa storia del presidente nero e del cambiamento.

Obama si rimangia la promessa e non chiuderà Guantanamo.
Sembra che non sappia che farci con tutti i detenuti accusati grazie a confessioni ottenute con la tortura e quindi inutilizzabili come prove in tribunali normali.

Barack Obama ha scoperto che per risolvere il complesso problema di cosa fare dei sospetti terroristi detenuti nella base militare Usa a Cuba i tribunali speciali sono forse il male minore. Gran parte delle prove raccolte contro i detenuti sono frutto infatti di interrogatori da parte dei militari Usa che non potrebbero essere usate in tribunali normali, vincolati a tutelare anche i diritti dell’imputato. Anche la decisione più trasparente presa finora da Obama, quella di rendere pubblici i memorandum dei legali della amministrazione Bush che autorizzavano di fatto la tortura, si è trasformata in un boomerang per il nuovo presidente per la incertezza mostrata (con dichiarazioni contrastanti) sulla incriminabilità o meno degli autori dei documenti, e sulla opportunità o meno di una commissione d’inchiesta. Era stata proprio questa decisione a provocare le battute più sferzanti di Cheney che, dopo otto anni vissuti all’ombra del presidente George W. Bush, è diventato da gennaio il portavoce più visibile della vecchia amministrazione e dello stesso partito repubblicano, che non ha ancora trovato nuovi leader dopo la batosta elettorale del novembre scorso.

Ad essere buoni possiamo dire che Obama paga le nefandezze fatte dal suo predecessore ed ora non può gestire come vorrebbe la chiusura di Guantanamo.
Ad essere buoni.

Luca

Anniversari

Come giustamente ricordato da Dema, oggi sono 9 anni dalla scomparsa del grande Fabrizio De Andrè.
Ne sentiamo la mancanza.

Ironia della sorte, oggi sono anche sei anni dall’apertura di Guantanamo, il centro di detenzione impiantato a Cuba dagli USA e teatro di maltrattamenti e torture.

Amnesty International chiede ormai da tempo la chiusura di Guantanamo e lo sta facendo con una campagna ad hoc.
Vi consiglio di visitare anche il sito americano della campagna.

Di seguito lo spot ufficiale di Amnesty.
Utile per capire che la tortura può essere eseguita anche con metodi apparentemente incruenti.

Chissà se a Bush sono rimaste un po’ di lacrime da piangere per le persone torturate a Guantanamo.

Luca

Chiudete Guantanamo!

CloseGuantanamo
Cinque anni di Guantanamo.
Cinque anni di ingiustizia.

Partecipa alla campagna di Amnesty International per
Chiudere Guantanamo ora!

Cito dal comunicato di Amnesty:

Giovedì 11 gennaio, parte in tutta Italia una campagna di Amnesty International per la chiusura del centro di detenzione di Guantánamo Bay, l’esempio più evidente delle violazioni dei diritti umani che si verificano da cinque anni, nel contesto della “guerra al terrore”.
Anche l’Italia, dunque, è chiamata a prendere parte alla campagna mondiale di Amnesty International, chiamata “Global action against Guantánamo”. Dall’11 gennaio 2002, nel centro di detenzione gestito dagli Usa sono stati trasferiti 775 prigionieri, circa 400 dei quali (provenienti da oltre 35 paesi) tuttora reclusi senza accusa né processo.
[…]
Le iniziative di Amnesty International per la chiusura del centro di detenzione di Guantánamo fanno parte della campagna “Più diritti più sicurezza” lanciata dall’associazione nel novembre 2006 per porre fine alle violazioni dei diritti umani nel contesto della “guerra al terrore”.

Sarebbe forse il caso di porre fine a questo scandalo.

Luca

APPROFONDIMENTI

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