Il nexus 6 sarà disponibile in abbonamento con Tre

Tre Italia su Twitter conferma che il Nexus 6 sarà disponibile in abbonamento

Da alcuni giorni Google ha presentato il la versione 6 del suo smartphone, il Nexus, questa volta prodotto insieme a Motorola (il 5 era prodotto da LG).
Si tratto di uno smartphone di fascia alta, davvero interessante, uno dei primi a montare la versione 5.0 di Android, denominata Lollipop.

Il precedente Nexus, il 5, era acquistabile soltanto dal Google Play Store ed in alcuni ecommerce online e non era possibile averlo in bundle con un contratto di un operatore.

Per il Nexus 6 sembra che la strategia commerciale cambierà.
Anche perché il prezzo sarà ben più alto di quanto non fosse quello del Nexus 5 (650€ del Nexus 6 contro 350€ del Nexus 5).
Sarà quindi probabile trovare il Nexus 6 in abbonamento con gli operatori telefonici, come già preannunciato da altri.

Ad una mia domanda su Twitter, il servizio clienti di Tre mi ha praticamente confermato la notizia.


Probabile che gli altri operatori faranno altrettanto, almeno per quanto riguarda TIM e Vodafone.

Luca

Rendere conforme il proprio sito WordPress alla nuova normativa EU in materia di cookie

Utilizzare il plugin di WordPress Cookie Notice per rendere il proprio sito conforme alla nuova disciplina europea sull’utilizzo dei cookie


Entro il 2 Giugno 2015 ogni sito web che utilizzi cookie di terze parti dovrà mettersi in regola con la nuova normativa europea sulla privacy.
Se il vostro sito contiene, oltre ai normali cookie che servono a farlo funzionare correttamente, anche cookie di terze parti dovete notificarlo ai vostri visitatori.

Per semplificare, se il vostro sito contiene un cookie di un sito che non sia il vostro, il visitatore deve essere informato.
Sono esclusi i cookie utilizzati dagli strumenti di web analytics, a patto che non registrino informazioni sulle abitudini degli utenti. Se utilizzate Google Analytics, ad esempio, non dovrete notificare nulla, a meno che non abbiate attivato il tracciamento Doubleclick per le pubblicità display.

Ricadono invece nell’obbligo di notifica i cookie utilizzati ad esempio da Facebook e da Twitter nel caso che includiate i pulsantini per effetture il login tramite uno di questi social od uno degli widget che contengono il rimando al proprio profilo social.

Una spiegazione esauriente la trovate nella pagina delle FAQ preparata dal Garante sulla Privacy.

Per rendere il proprio sito WordPress conforme alla nuova normativa, vi consiglio di installare un plugin, Cookie Notice, che permette di inserire una lightbox che informa i visitatori. Il plugin è ben fatto ed è facilmente personalizzabile.
Al momento dovrebbe bastare questo per rendere il vostro sito WordPress conforme alla nuova normativa europea.

Lo vedete in azione su questo sito.

Fatemi sapere nei commenti se notate problemi di visualizzazione o malfunzionamenti.

Luca

AdSense su WordPress con il Google Publisher Plugin

Con un colpevole quanto incomprensibile ritardo, Google ha rilasciato alcuni giorni fa un plugin ufficiale per gestire gli annunci di AdSense su WordPress.
Si chiama Google Publisher Plugin e permette di integrare facilmente AdSense con il proprio sito WordPress.
Una volta installato, il plugin individua le posizioni utili per l’inserimento di un annuncio AdSense nella pagina ed è sufficiente cliccare sull’iconcina rossa per posizionarlo. A questo punto è possibile selezionare il tipo di annuncio e le sue dimensioni, oppure lasciar fare a Google che imposterà tutto in automatico.

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Il plugin permette di differenziare l’inserimento degli annunci tra l’homepage, il post singolo o la pagina.

Google Publisher Plugin è ancora in versione beta, ma sembra funzionare egregiamente su WordPress 3.8 con il tema di default Twenty Fourteen.
Una caratteristica accessoria del plugin è quella di permettere la verifica automatica del sito con il Google Webmaster Tools.

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Sarebbe interessante che nelle prossime release il Google Publisher Plugin permettesse di differenziare la presenza ed il posizionamento degli annunci su ogni singolo post.
Per scaricare il plugin o per restare aggiornati sui suoi sviluppi, tenete d’occhio la sua pagina sul repository ufficiale dei plugin di WordPress.

Luca

La nostra privacy vale un nuovo 11 settembre?

La sentenza che ieri ha definito legittimo lo spionaggio messo in atto dalla NSA sulle telefonate dei cittadini americani non è sconvolgente; viviamo tempi difficili, gli USA non hanno ancora superato lo shock degli attacchi dell’11 settembre e già il Patrioct Act aveva ristretto le libertà personali in nome della sicurezza.

Quello che Snowden ha messo in luce è però qualcosa di diverso e di più importante dell’ambito su cui si espresso ieri il giudice federale americano. Grazie alle rivelazioni di Snowden oggi infatti sappiamo che un’agenzia di spionaggio americana aveva messo sotto controllo le comunicazioni di tutti i cittadini del mondo, per di più con la collaborazione delle maggiori Internet company come Google, Apple e Microsoft.
Queste operazioni erano portate avanti all’insaputa dei paesi amici degli USA.

Non sono tra quelli che vedono del marcio in qualsiasi operazione di intelligence messa in atto dai governi e sono disposto a credere che tutta l’attività della NSA sia stata rivolta a garantire la sicurezza dei cittadini per prevenire possibili attacchi terroristici.
Però per me è mancato qualcosa.
È mancato un accordo tra gli USA e gli altri paesi, ed è mancato sopratutto un patto tra i governi e i loro cittadini.

Sono dispostissimo a rinunciare ad una parte dei miei diritti e ad una fetta della mia privacy se questo può aiutarci ad evitare nuovi lutti e nuove stragi.
Ma avrei preferito che qualcuno me lo chiedesse.

Siamo tutti abbastanza scafati per sapere che anche le faccine che inseriamo nelle nostre chat su WhatsApp possono finire nei log di qualche agenzia di spionaggio americana, ma saremmo molto più felici se sapessimo che quegli archivi servono ad evitare nuovi 11 Settembre.
Se il fine è questo, siamo perfino grati che Google e gli altri abbiano passato i nostri dati all’NSA.

Ma se tutto questo avviene di nascosto, prendendo accordi sottobanco con le internet company, spiando anche i capi di stato di paesi amici, allora mi viene da pensar male.
E io non vorrei pensar male.
Quindi facciamo questo patto.
Io, stato, chiedo a te, cittadino, di darmi accesso alle tue conversazioni private in cambio di più sicurezza.
Io internet company, collaboro con lo stato per fornire accesso ai dati dei miei utenti che sono informati di questo.
Io, cittadino, cedo una parte della mia vita privata a patto che le informazioni non vengano mai usate per altri scopi che non siano quelli della lotta al terrorismo.

E’ una questione di principio, ed è importante.
Perché i nostri dati, i nostri gusti, le nostre scelte di ogni giorno sono una straordinaria fonte di ricchezza per tanta gente che potrebbe avere a cuore tutto tranne che la sicurezza dei cittadini.
E va bene rinunciare alla privacy, ma che almeno questo serva per evitare danni peggiori.

Luca