Il papato e le gaffes

Il Papa è il Papa.
Almeno per noi cattolici.
Il suo magistero è incontestabile.

Credo sia però legittimo storcere il naso di fronte ad alcune gaffes fatte da Papa Ratzinger.

La storia dei Lefebvriani negazionisti, perdonati e riammessi proprio alla vigilia del giorno della memoria, sembrerebbe una barzelletta.

E’ ovvio che l’anticlericalismo prende al volo qualsiasi occasione per dar contro la Chiesa ed il Papa, ma è altrettanto evidente che alcune situazioni non possono non generare polemiche.

La leggerezza con la quale vengono pronunciate frasi o compiuti atti così importanti da un punto di vista simbolico, è incomprensibile.
Soprattutto per una istituzione religiosa che procede sempre con i piedi piombati e non compie mai gesti che possano essere in qualche male interpretati.

Di imbecillotti nella Chiesa c’è già una bella collezione; la presenza di questo esimio vescovo negazionista era proprio necessaria, vero?

Si è arrabbiato pure Ferrara, il più affezionato seguace del nostro Papa.
E questo è molto grave.

Luca

Se soltanto a Il Foglio sapessero che gli href sono gratuiti

Già ti scoccia che nel blog “Solo qui” de Il Foglio ti citino come grillino pentito (e non citino tutte le critiche a Ferrara ed alla sua cricca di atei devoti).
Se poi però citano quello che dici, ma non dicono dove hanno preso il testo, la cosa un po’ ti scoccia.

Sembra incredibile, ma molti quotidiani non citano gli indirizzi dai quali vengono prelevate opinioni, note e foto.
Basterebbe inserire un link.
Ed è pure gratuito.

Luca

Ovviamente questo è un post autoreferenziale scritto unicamente con lo scopo di dirvi che mi hanno citato sul blog de Il Foglio.

Analisi della disfatta

La batosta è stata immensa.
Il PDL ha dato 9 punti di distacco al PD.

Ecco le mie schematiche e vacue considerazioni:

  • L’effetto Veltroni ha pesato pochissimo. Alla caduta del governo Prodi la distanza tra i due schieramenti era praticamente quella di oggi. Waltere ha già fatto il suo tempo.
  • La Lega vince in tutta Italia, stravince al Nord. Brutta notizia. Vince l’intolleranza e la chiusura. Si dimostra però che, per vincere, la lucidità del leader non è richiesta.
  • La sinistra-sinistra scompare dal parlamento. Brutta notizia per la democrazia. Bertinotti ha pagato l’entrata nel governo Prodi nonostante la contrarietà di buona parte della sua base. Ora sarà una resa dei conti col coltello tra i denti.
  • Fini assume la funzione di scendilietto di Silvio. Pur di esserci ha accettato di vivere nell’invisibilità. Vale assai meno di quanto gli italiani pensino.
  • L’UDC di Casini ha fatto un mezzo fiasco. Cuffaro però ce lo ritroveremo in parlamento. Serviva un referente. Per chi? Fate voi.
  • Ferrara ha preso un eloquente 0.3 %. Bene. Si dimostra ancora una volta che agli italiani di embrioni, fecondazioni e aborti non importa assolutamente niente. Questo non è un bene, ma è la realtà. Sarebbe bene che la politica se ne facesse una ragione. E che qualcuno lo spiegasse a Pannella e alla Binetti.
  • Il nano di Arcore trionfa ancora una volta. Piace. Amen.

Ecco.
Un grande, immenso, vaffanculo a tutti.
Anche a Beppe Grillo.

Luca

Free Ferrara!

Ferrara sarà pure un grande opportunista ed un mentitore, ma pure lui ha diritto di parola.
Si può essere abortisti, anti-abortisti o abortisti così e così, ma a nessuno deve essere impedito di esprimere la propria opinione.

Chiunque abbia a cuore la libertà di pensiero dovrebbe solidarizzare con Ferrara.

Per questo, condivido quanto detto oggi da Luca Sofri:

Un altro caso di imbecilli che vanno a contestare aggressivamente Giuliano Ferrara, e io vado sul palco con lui e con tutte le sue moratorie.

Luca

Ferrara e la Bignardi

Chi segue questo blog sa quanto io diffidi della crociata di Ferrara contro l’aborto.
Devo però dire che nel confronto di Venerdì scorso con Daria Bignardi, a me pare che ne sia uscito assolutamente vincitore.

La Bignardi è brava, è brillante ed intelligente, ma tende ad essere un po’ banale e piaciona.
Il confronto con Ferrara l’ha perso, soprattutto quando lui l’ha accusata di vedere il mondo come lo vede una milanese con i tacchi alti.
Lei ha confermato in pieno questo giudizio quando ha detto che le giovani donne immigrate abortiscono perché vogliono far carriera ed sviluppare le loro potenzialità di donne.
Non lo so, ma temo che non sia così.

Quello tra Ferrara e la Bignardi è un confronto che abbiamo visto ripetersi mille volte ed è un confronto che non ha soluzione per un motivo semplice: le due persone che si confrontano partono da un presupposto diverso.
Ferrara parte dal presupposto che un embrione sia un essere vivente (anche se dal punto di vista scientifico non lo è) ed in quanto essere umano deve veder riconosciuti i suoi diritti, a partire da quello alla vita.
La Bignardi ritiene che un essere umano sia tale soltanto dopo la nascita.

Il grande confronto ideologico è tutto qui.
E’ una questione filosofica, non scientifica.
Ed è un confronto che non ha prospettive di soluzione.

Nessuna legge, che sia la 194 o la 40, riuscirà mai a dipanare questa frattura.

A me, a volte, viene il dubbio che forse varrebbe la pena starsene più zitti.

Luca

Se vi siete persi l’intervista di Ferrara, eccola qui: