Cosa c’è sopra le dimissioni del Papa

Giovanni De Mauro, nel suo editoriale su Internazionale.

È per colpa di Vatileaks. Per lo scandalo della banca del Vaticano. Per le accuse di pedofilia. Perché non è mai stato popolare. Perché lo stanno ricattando. Per le minacce di un attentato. Perché ha una malattia terrificante. Perché vuole sposarsi. Perché ha incontrato gli alieni.

Abbondano le teorie su quello che può essere successo nella testa di un anziano signore di 85 anni, che ha detto di essere stanco e di volersi ritirare. In fondo occupa un posto unico al mondo in termini di potere e autorevolezza: ha un incarico a vita e risponde del suo operato solo al suo capo, che peraltro di recente si è visto poco e che secondo alcuni neanche esiste. Insomma, nessun essere umano e nessuno scandalo potrebbero mai obbligarlo ad andarsene contro la sua volontà.

Va apprezzato quindi il suo gesto: lasciare il potere spontaneamente, non restare avvinghiato alla poltrona, rinunciare ai privilegi e ritirarsi. Per una volta, invece di chiederci cosa c’è sotto, potremmo guardare cosa c’è sopra.

Luca

Intercettazioni

Se non vivessimo in un paese governato da quindici anni da un industriale miliardario che ha costruito la sua ricchezza ed il suo successo politico grazie ad un sistema basato sulla corruzione e sull’abuso di potere, le intercettazioni telefoniche ci sembrerebbero una insopportabile violazione della nostra libertà.

Perché lo sono.
Giovanni De Mauro ci fa oggi il suo editoriale su Internazionale.

Intercettazioni
– Pronto, ciao, come stai?
– Bene e tu?
– Non c’è male… Senti, ma tu la stai seguendo questa storia delle intercettazioni?
– Un po’, ma è difficile dare un giudizio.
– Sì, Berlusconi paladino della privacy fa davvero ridere. Ovviamente vuole solo impedire la pubblicazione di telefonate imbarazzanti e ostacolare i giudici.
– Secondo me però anche i giornali hanno un problema e sono preoccupati soprattutto di non poter più pubblicare le telefonate di politici e calciatori, che gli fanno aumentare le vendite.
– Tra l’altro vorrei sapere chi gliele passa, le intercettazioni, chi gliele vende.
– Ho letto che all’estero è difficilissimo fare le intercettazioni e i giornali stranieri non le pubblicano mai.
– Però alla fine è meglio un’intercettazione in più che una in meno: i leader politici devono essere nudi.
– Che schifo: te li immagini, tutti nudi? Comunque, non sono d’accordo: anche loro hanno diritto alla privacy.
– Ma poi perché il parlamento deve perdere tempo con le intercettazioni mentre il paese va a rotoli?
– Hai ragione. Anche noi dovremmo occuparci d’altro.
– A proposito, devo dirti una cosa.
– Cosa?
– No, te la spiego di persona quando ci vediamo.
– Ok, meglio.
– Ciao.

Luca

Altri 11 Settembre

Internazionale89
Giovanni De Mauro oggi su Internazionale.

Ci riuscirono in cinquemila. Nascosti nei bagagliai delle macchine, attraverso tunnel sotterranei, a bordo di mongolfiere, dentro vecchie radio, calandosi con delle carrucole, all’interno di casse per concerti, addirittura con un minisommergibile. Alcuni bambini vennero lanciati, come palloni, oltre i quattro metri di quel muro lungo 155 chilometri. In ventotto anni, oltre tremila persone furono arrestate mentre cercavano di scappare. Le stime delle vittime, invece, sono incerte: si va da un minimo di 98 a un massimo di 943, a seconda delle fonti. Chiunque vada oggi a Berlino dovrebbe visitare il museo del checkpoint Charlie. Delle tante forme di coercizione tipiche di ogni dittatura, la limitazione della libertà di spostamento è forse una delle più intollerabili. A vent’anni di distanza sembra quasi incredibile che a due passi da noi, nel cuore dell’Europa, le persone non potessero attraversare liberamente una frontiera. Ma ancora più incredibile è che oggi c’è una nuova frontiera invalicabile, ed è la nostra.

Luca

Ma è quello che venne dopo che fa paura

Giovanni De Mauro la mette giù un po’ pesante nel suo editoriale su Internazionale.

Il problema è che non riesco a dargli torto.

Se uno dovesse riassumere in poche righe gli ultimi quindici anni di storia politica italiana potrebbe dire questo: il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l’uomo più ricco, l’imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader del partito più votato; il segretario dell’ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica dello stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l’opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell’Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida a un uomo della Democrazia cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divise così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l’eredità fu soprattutto un magistrato; intanto in tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura.

Giovanni De Mauro

Luca