Sembra che Matteo Renzi abbia chiesto quello che ogni politico di buon senso dovrebbe chiedere: le dimissioni di Carlo Giovanardi:
Giovanardi ha detto una cosa molto grave, come fece anni fa Scajola da ministro riguardo all’omicidio di Marco Biagi. Allora Scajola si dimise e oggi mi aspetterei che qualcuno chiedesse le dimissioni di Giovanardi. Se nessuno lo fa lo faccio io.
Francesco Costa ci ricorda chi è che ha voluto che i piccoli spacciatori vadano a riempire le carceri.
Non è certo una sorpresa il fatto che secondo il sottosegretario Giovanardi Stefano Cucchi sia «morto di droga». Ci sono dei precedenti, lo conosciamo. La cosa però ci dà l’occasione di ricordare, tra le cause della morte di Stefano Cucchi, quella senza la quale Stefano Cucchi non sarebbe nemmeno stato portato in commissariato, quella sera. È la legge italiana sul consumo di droga e porta la firma di due persone. Una è Gianfranco Fini, applauditissimo all’ultima festa del Partito Democratico. L’altra è Carlo Giovanardi.
In carcere ci si droga, si spaccia più che di quanto si spacci fuori.
Possiamo iniziare a dire che è una cretinata mettere in galera gli spacciatori beccati con 20 grammi di hashish?
Ci sono mille possibili pene alternative al carcere.
Carlo Giovanardi ha spiegato perché Stefano Cucchi sia morto:
Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto è morto, e la verità verrà fuori come, soprattutto perché era 42 chili.
Se pesi poco e sei uno spacciatore, muori così, senza una ragione.
Succede.
Succede anche che ti si gonfino gli occhi e che ti si spezzino le vertebre.
La stessa cosa che successe per Aldro.
Provano a discolparsi perché il morto era drogato.
Se ti droghi, allora la tua morte ha, per così dire, meno importanza.
Tanto saresti morto comunque prima o poi.
Nell’Italia della caccia al negro, al romeno, al fannullone ed all’autista ubriaco corriamo il forte rischio di farci prendere la mano con tutti questi rigurgiti di intolleranza ed intransigenza.
Qualche giorno fa Giovanardi, moderno crociato contro le tossicodipendenze, aveva presentato i risultati di una notte di controlli antridroga eseguiti sulle strade.
Le cifre che aveva presentato erano sembrate un tantinellino allarmanti, visto che si parlava di circa il 45% di fermati che erano risultati positivi al test anti-droga.
Oggi scopro che le cifre erano appena un po’ gonfiate. Diciamo che i “drogati” erano il 6,4% e non il 45%.
C’era stato un problemino nella divisione.
A Giovanardi le divisioni le insegneranno quest’anno, ancora non le sa fare…
Ovviamente, nessun giornalista si era accorto dell’errore.
Tempo fa ho raccontato la storia di Federico Aldrovandi.
O meglio, vi ho parlato del blog che la sua mamma ha aperto per cercare di parlare del suo caso.
Patrizia, così si chiama la mamma di Federico.
E’ una donna con una grande dignità.
Vorrebbe soltanto sapere come è morto suo figlio.
E vorrebbe sapere perché una persona che muore per un malore viene ritrovata ammanettata, prona, con il volto rivolto a terra e piena di ecchimosi.
Forse vorrebbe che qualcuno la aiutasse a comprendere le parole del Ministro Giovanardi durante un question time alla camera:
Durante la colluttazione gli agenti hanno dovuto usare lo sfollagente sia per parare i calci che il giovane continuava a tirare, sia per sbilanciarlo. Due sfollagente si sono rotti in corrispondenza dell’impugnatura. Il Procuratore della Repubblica ha ritenuto opportuno, anche per la richiesta di verità avanzata sulla stampa dai familiari, di riferire le anticipazioni fornitegli dai consulenti che avevano escluso alcun rapporto di causalità tra i traumi subiti dal giovane e la morte.
La determinazione di Patrizia è tale, da portarla a pubblicare nel suo blog la foto del figlio sul carrello dell’obitorio.
E quella non è la foto di una persona morta di infarto.
Qualcosa deve pur essere successo quella mattina del 25 Settembre!
Magari Federico è veramente morto di infarto, ma perché è stato ridotto in quello stato?
Intanto gli amici di Aldro (cosi chiamavano Federico) hanno fondato un comitato.
Nel loro sito trovate anche due filmati con i quali hanno cercato di ricostruire la fine di Aldro.
Spero di sapere anch’io in che modo è morto Federico.
E spero che chi eventualmente avesse avuto responsabilità nella sua morte sia portato davanti alla giustizia.
Come avviene in ogni stato di diritto.
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