Emergency e la gestione della crisi

I miei dubbi sulla gestione di questa crisi da parte di Gino Strada non minano la mia stima per il lavoro fatto da questa organizzazione.
Non so se i volontari siano colpevoli o meno, ma di sicuro il loro arresto e la loro prigionia non sono stati gestiti nel rispetto dei loro diritti fondamentali.

Sono convinto che un altro governo avrebbe gestito diversamente la questione.
Sono anche convinto che Gino Strada dovrebbe far gestire la cosa a qualcuno un po’ più esperto di lui perché, pare evidente a tutti, che le sue dichiarazioni non agevolano la liberazione dei volontari.
Se la priorità in questo momento è la loro liberazione, bisogna metter da parte l’orgoglio e le convinzioni personali, e far agire chi sa come muovere i fili della diplomazia.

Basta leggere ad esempio l’intervista a Riccardo Noury di Amnesty per capire quali toni e quali parole sia utile usare in vicende così delicate e complicate.

Per il resto sottoscrivo il comunicato di Amnesty e mi auguro che i 9 volontari vengano rilasciati quanto prima.
E mi auguro soprattutto che gli ospedali di Emergency riaprano presto.

Luca

Io starei con Emergency

Della vicenda di Emergency se ne è parlato molto sui socialcosi.
La discussione forse più interessante si è svolta su FriendFeed.

A metà nottata ancora non si è capito niente.
Che il caso possa essere tutta una montatura fatta per far fuori Emergency è possibile.
Non si capisce però perché dovrebbero far fuori Emergency.
Le armi in realtà sembra che nell’ospedale siano state trovate (c’è pure un video AP che lo dimostrerebbe), ma sono stati anche filmati militari NATO che forse sono quelli ad averle introdotte.
Che poi non c’era il fatto che le armi negli ospedali di Emergency non potevano entrare?

Insomma, è presto per capirci qualcosa.
Purtroppo Gino Strada, grande uomo dal cuore immenso e dalla lingua a volte poco controllata, non pare essere la persona giusta per gestire una crisi del genere.
Il nostro Ministro degli Esteri Frattini non pare la persona giusta nemmeno per fare l’amministratore del mio condominio, per cui figuriamoci se riuscirà a gestire in maniera decorosa questo caso.

Intanto sul sito di Emergency si può firmare un appello a favore dell’associazione a cui in tanti in questi anni abbiamo dato soldi e fiducia e da cui siamo stati ampiamente ripagati.
Io per ora non firmo e mi chiedo come si possa firmare prima di sapere i fatti.
Al momento di andare a letto hanno già firmato in più di ventitremila.
Evidentemente hanno meno dubbi di me.

Luca

Sempre i migliori

teresa
E’ morta Teresa Sarti, moglie di Gino Strada e presidente di Emergency.
Insieme a due loro amici, una sera a cena, decisero di fare qualcosa per aiutare le persone vittime della guerra.
Hanno disseminato il mondo di ospedali e di oasi di pace, dove tutti i feriti possono avere accesso, che siano americani o talebani, purché però siano disarmati.

Questo il ricordo si Teresa Sarti Strada sul sito di Emergency:

Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell’amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze, di timore per la sua sorte personale, Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada.
Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency, Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti coloro che hanno voluto esserle accanto. La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un’attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza. La dolcezza del ricordo coincide per noi con il rinnovo dello nostro impegno per la pace e per la solidarietà.

Luca

Hanefi è libero

Il collaboratore di Emergency era stato arrestato il 20 marzo scorso, il giorno dopo la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo. I servizi segreti afgani lo accusavano di essere coinvolto nel rapimento dell’inviato di Repubblica per la cui liberazione aveva svolto il ruolo di mediatore

HanefiStrada

“Sono vivo”, ha detto in pashtu a Gino Strada, “sto bene”, ha aggiunto in italiano. E al telefono con la presidentessa dell’associazione, Teresa Strada, ha esclamato: “Thank you italian people”, grazie Italia.

“Questa è una bellissima giornata, una giornata di festa, non solo per Rahmat ed Emergency, ma anche, credo, per moltissimi afgani e moltissimi italiani”, ha commentato Gino Strada. Dalle case dello staff internazionale di Emergency, addobbate con rose di plastica rossa per il ritorno, Hanefi telefona alla moglie, mentre i colleghi lo festeggiano con tè verde, uvette e mandorle tostate.

Il collaboratore di Emergency era stato arrestato il 20 marzo scorso, il giorno dopo la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo. I servizi segreti afgani lo accusavano di essere coinvolto nel rapimento dell’inviato di Repubblica per la cui liberazione aveva svolto il ruolo di mediatore.

Giustizia è stata fatta.

Luca

Via | Repubblica

Fascetta per Emergency

Sono talmente nauseato dagli attacchi che vengono portati a Gino Strada, che ho deciso di esprimergli la mia solidarietà.
Ho inserito una fascetta nell’angolo in alto a sinistra del blog.
E’ vero. Il mezzo è abusato, ma è il primo che mi è venuto in mente.

Sono talmente nauseato dagli attacchi che vengono portati a Gino Strada, che ho deciso di esprimergli la mia solidarietà.
Ho inserito una fascetta nell’angolo in alto a sinistra del blog.
E’ vero. Il mezzo è abusato, ma è il primo che mi è venuto in mente.

Se volete inserirlo nel vostro blog, scaricatevi l’immagine da Flickr e copiatevi il codice HTML dal mio blog.
Il codice va inserito nel file header.php del vostro tema, dopo il tag “body”.

Se avete bisogno di chiarimenti, fate un fischio.

Io sto con Emergency.

Luca