Facciamola finita con questa cosa ridicola della privacy

Il mondo è scosso dalla notizia secondo cui Google avrebbe spiato alcuni utenti durante il passaggio delle loro macchine che mappano e fotografano per Street View.

Quello che ha fatto Google in realtà altro non è che aver intercettato delle reti wi-fi aperte (cosa che può fare chiunque) e di aver probabilmente registrato l’indirizzo di quelle reti, cosa utile praticamente soltanto per conoscere la marca del router o della scheda di rete.

Tutto qui.
Magari facciamola finita con le paranoie.
Preoccupiamoci dei nostri dati sensibili, non del MAC address del nostro router.
Lo spiegano bene Gianluca Neri ed Andrea Beggi in questa discussione su FriendFeed.
Una cosa è l’attenzione alla sicurezza, altra cosa è la paranoia.

Luca

Tanto per farci forza

Gianluca Neri su FF:

Ieri è stato tutto (quasi tutto) molto bello ed emozionante. Ora però non facciamo l’errore di pensare che siccome i creativi e buoni e gli entusiasti e la piazza vera sono da questa parte, allora quelli perderanno. Perché quelli, invece, vinceranno. Ieri è stata una cosa bella, ma che non sposta una virgola nel computo finale dei voti.

Poi a volte succedono anche i miracoli.

Luca

Siamo noi i fighi, se soltanto gli altri lo capissero

Niente entusiasma la blogosfera italiana più delle discussioni sulla blogosfera italiana.
E’ anche normale che sia così.

Galatea ha scritto il post perfetto che descrive lo stato d’animo delle tante persone che hanno un blog e che sperano di farsi notare grazie a questo.

I blog invecchiano, i post si accumulano gli uni sugli altri, diventano rubriche fisse, archivi. I lettori spiccioli, persino, salgono come la marea. Nel web sei qualcuno. È tutto un linkarti, tumblerarti, condividerti, chiederti amicizie ed affiliazioni: dilaghi su ogni piattaforma, il contatore scricchiola per il peso dei contatti giornalieri, le classifiche ti proclamano letto, straletto, lettissimo: sul web ti fa un baffo Dan Brown. Ma il resto del mondo, ecco, quello non si accorge di te. Il mondo del web non è virtuale, è parallelo: solo che ti cominci a chiedere se, in Italia, la porta di accesso fra i due universi esista.

Io, che con il blog ci ho trovato lavoro (che non c’entra niente con i blog) confermo la sintesi di Galatea.

Ci sono persone che leggi quotidianamente sui loro blog e che pensi che dovrebbero scrivere per un grande quotidiano, partecipare a dibattiti televisivi, fare i sottosegretari o i ministri.
Insomma, dovrebbero essere trattati meglio dal mondo.
E non lo sono.

Gianluca Neri, che è uno dei pochi ad aver fatto soldi al momento giusto con internet, e che ne sa più di tutti ne sta preparando un’altra delle sue.
Questa volta insieme a Telecom Italia e supportati da Hagakure.
Si chiamerà Blognation, e sarà un altro aggregatore di blog.
Solo che in questo caso non ci saranno delle persone a selezionare i post, ma sarà tutto robotizzato.
Marco Massarotto di Hagakure ha spiegato qualcosa su sul blog ed un po’ di più su FriendFeed.

Vedremo che cosa verrà fuori.
Se BlogNation funzionasse a dovere potrebbe essere un canale per far uscire dalla cantina le tante persone di valore che scrivono sui blog e che nessuno nel mondo reale conosce.

Luca

Riascoltare Cossiga per capire chi siamo

Le dichiarazioni di Cossiga di qualche giorno fa mi hanno talmente indignato che sono andato a cercare notizie sul nostro benemerito ex presidente della repubblica (il minuscolo è voluto).

Quando qualche giorno fa Radio Radicale ha fatto riascoltare alcune testimonianze sui fatti del 1977, compresi gli interventi in parlamento, mi sono scaricato il podcast e me lo sono ascoltato avidamente.

Diciamo che è un ascolto utile.
Vivamente consigliato.

Luca

Sul Francesco Cossiga la cosa migliore la disse tempo fa Gianluca Neri, da lui stesso rievocata qualche giorno fa:

Io, dovendomi rapportare a Francesco Cossiga, continuo a mantenere la solita strategia. Che poi è semplice: una volta me lo sono trovato, seguito da una scorta armata, sul Pendolino. Sono salito in carrozza sereno: dal momento che lui si trovava lì, comodo comodo e seduto accanto a me, se c’era qualcosa al mondo che sarebbe potuta esplodere non era quel treno.