Con tutto l’amore che ho per l’ATAF

Sono un pendolare ed ho imparato ad amare ed odiare i lavoratori del trasporto pubblico.
Molti sono bravi, cortesi, guidano bene e li apprezzo, soprattutto perché fanno un lavoro faticoso, carico di responsabilità e mal pagato.

Oggi i lavoratori dell’ATAF hanno scioperato tutto il giorno, contro la privatizzazione voluta da Renzi e soprattutto contro lo spacchettamento dell’azienda in tre tronconi e l’aumento dell’orario di lavoro, nonostante la promessa (attuale, in futuro chissà) di non licenziare nessuno.

Quindi oggi, alle fermate erano affissi cartelli che avvisavano dello sciopero, comunicando le fasce di garanzia che sarebbero state rispettate per permettere comunque alle persone di poter andare a lavoro e ai ragazzi a scuola.

In realtà, stanotte in assemblea, è stato deciso di attuare una forma di sciopero selvaggio, senza il rispetto delle fasce di garanzia.
Ora, cari amici dell’ATAF, io vi voglio bene e 35 minuti di camminata li faccio anche volentieri, ma scioperare con queste modalità, finisce soltanto per esacerbare gli animi e per svilire la vostra protesta.

Poi fate come volete, ma così vi mettete contro anche i vostri amici pendolari.
Perché, alla fine, siamo tutti nella stessa barca e se siamo sereni noi, voi lavorate meglio.

Luca

Fact checking su Renzi

Sono stato renziano prima di voi.
Chi legge questo blog lo sa, ne parlo da anni, tanto da essere stato perfino ripetitivo.

Ho già detto che la dichiarazione di Renzi su indulto ed amninistia non mi è piaciuta per niente.
Dalla Annunziata, il sindaco di Firenze se ne era uscito con questa dichiarazione.

Noi siamo stati i primi in Italia ad aver fatto l’Icam (l’istituto custodia attenuata per le madri) per dire che le mamme detenute non stiano in carcere ma in una struttura ad hoc. Parliamo di cose serie!

Riccardo Arena, che cura radiocarcere su Radio Radicale, e che di prigioni se ne intende, ha sbugiardato Renzi.

Questa è un’affermazione che non corrisponde alla realtà.
Ed infatti a Firenze l’Icam non è ancora in funzione e i bambini detenuti sono con le loro mamme in cella nel carcere di Sollicciano.
Una realtà confermata anche dal dottor Luigi Pagano, vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria intervenuto durante la rubrica Radiocarcere in onda su Radio Radicale, ha spiegato: “Attualmente a Firenze non c’è un Icam”. E non è neanche vero che a Firenze sono stati i primi a istituire l’Icam: “Il primo Icam è quello di Milano, inaugurato nel 2006. segue quello di Venezia entrato in funzione quest’anno (…) no, a Firenze l’Icam non è ancora in funzione”.

Perché non c’è simpatia politica che possa sottacere le cazzate.
E Matteo Renzi, se vuole davvero governare questo paese, devo stare più attento alle cose che dice.
E prendersene le responsabilità.

E’ contrario a provvedimenti di indulto e di amnistia?
Bene, si prenda carico di questa scelta politica e non butti fumo negli occhi per sviare l’attenzione.

Luca

Via | Il Post

Cronaca di un pendolare senese a Firenze nei giorni del mondiale

E quindi, cosa resterà di questo mondiale di ciclismo a Firenze?
L’idea che un’altro modo di vivere le città è possibile.

Si può anche provare ad usare meno le auto e di più i mezzi pubblici.

In vista dei mondiali di ciclismo, con tante strade chiuse e tanti parcheggi indisponibili, erano stati prospettati scenari catastrofici.
Avremmo dovuto vedere una città congestionata dal traffico.

Io ho visto strade libere, i viali finalmente percorribili dagli autobus.
Una Firenze bella come non avevo mai visto.

Poi sappiamo tutti che rinunciare alle auto è per molti difficile, se non impossibile.
I mondiali di ciclismo ci hanno però fatto vedere come sarebbe.

Luca

C’hai il pisello piccolo e la mamma maiala

firenze

Le parole di Marchionne su Firenze (“città piccola e povera”) per replicare alla forzata dichiarazione di Renzi contro il fallimento del progetto Fabbrica Italia appaiono sconclusionate e fuori luogo.

Renzi ha forzato la mano, dicendo che Marchionne avrebbe preso in giro i lavoratori ed i politici con la mancata attuazione degli investimenti in Italia, perché Marchionne non ha preso in giro nessuno, ha semplicemente fallito. Doveva produrre, e quindi vendere, molte più macchine di quando il progetto è iniziato, e ne vende addirittura di meno.
Certo, la crisi, il costo dei carburanti, tutto quello che vogliamo, ma Marchionne ha fallito. Non ha preso in giro nessuno, oggi sarebbe lui il primo ad essere felice per il successo della FIAT in Italia.

All’attacco molto elettoralistico di Renzi, Marchionne ha però replicato in modo inaccettabile.
Avrebbe dovuto dire “Che ne sai tu, ragazzino, che in fondo non sei che il Sindaco di una città di medio-piccole dimensioni, per di più mantenuta piuttosto male, mentre io sono a capo di un grande gruppo automobilistico?”.
Ed invece se ne è venuto fuori con la città piccola e povera che è una affermazione che non ha nessun senso.
Firenze è si una città di piccole dimensioni, ma è una città immensa in quanto a storia, contenuti artistici, flussi turistici.
Ed è tutt’altro che povera.

Proprio il suo essere una città tutt’altro che povera rende inaccettabile il suo stato di mantenimento.
Il lunedì mattina il centro di Firenze è una latrina imbarazzante.
Discutiamo di questo.

Con le sue affermazioni Marchionne non ha fatto altro che rendere un po’ più semplici le primarie di Renzi ed un po’ più complicata la vita degli uffici commerciali delle concessionarie FIAT del fiorentino.
Il CEO di un grande gruppo automobilistico dovrebbe essere molto più attento a quello che dice.
E magari liberarsi di quella spocchia intollerabile.

E comunque, stanno facendo di tutto per far vincere le primarie a Renzi.

Luca

Chi ha ragione tra Renzi e Marchionne? Vota il sondaggio

Quando si dice, abitare in culo al mondo

L’isolamento di Siena dal resto del mondo sta diventano intollerabile.

Breve cronaca della mia trasferta di ieri.

Un’ora e quaranta minuti per andare da Milano a Firenze in treno.
Quasi tre ore per andare da Firenze a Siena in treno, di cui mezz’ora trascorsa alla stazione di Empoli nel buio, insieme ad alcuni zombie. Nella foto non si vedono, perché sono alle mie spalle. Mi stavano inseguendo.

Ci fosse stato un distributore di sigarette, avrei ripreso a fumare.

L’isolamento di Siena dal resto del mondo sta diventano onestamente intollerabile.

Luca