Di legge elettorale e fascismo

C’è molta ipocrisia nel modo in cui una parte del parlamento sta affrontando la riforma della legge elettorale.
Leggendo le dichiarazioni di molti politici, di destra e di sinistra, saremmo quasi indotti a pensare che non siano gli stessi politici incapaci di riformare la legge elettorale nelle ultime legislature.

Matteo Renzi è un elefante, non c’è dubbio.
Mette spesso il parlamento con le spalle al muro.
La decisione di porre la fiducia sulla legge elettorale è senz’altro un atto politico forte, perfino discutibile.

Ma dobbiamo anche essere onesti e sappiamo benissimo che, se fosse per il parlamento, non avremmo una nuova legge elettorale nemmeno a questo giro.
Non sono riusciti a farlo prima, perché dovrebbero riuscirci ora?

Discutere va bene, va benissimo.
Poi però si deve trovare una quadra e si deve prendere una decisione.

Lo dice Renzi nella lettera che ha scritto oggi su La Stampa:

Adesso ci siamo: approvata in prima lettura alla Camera, in seconda al Senato, poi in Commissione alla Camera. Discussa in Parlamento e nelle sedi dei partiti. Approvata da Forza Italia nella stessa versione che oggi viene contestata. Modificata più volte, ma adesso finalmente pronta.

Che facciamo? Facciamo altre modifiche per ripartire da capo?

La legge elettorale perfetta esiste solo nei sogni: decidiamo o continuiamo a rimandare?

Mettere la fiducia è un gesto di serietà verso i cittadini.

Se non passa, il governo va a casa. Se c’è bisogno di un premier che faccia melina, non sono la persona adatta. Se vogliono un temporeggiatore ne scelgano un altro, io non sono della partita.

Se poi qualche parlamentare pensa che un voto di fiducia imposto al parlamento sia un atto fascista, e lo pensa veramente, allora non voti la fiducia e mandi a casa il governo.
Ma non prendiamoci in giro.
State facendo finta di fare la guerra a Renzi, non alla legge elettorale.
Di quella non ve ne è mai potuto fregare di meno.

Luca

Ognuno ha gli amici che ha

Si sa che i sindaci ed i partiti che li sostengono mettono a lavorare nelle aziende municipalizzate i loro amici.
Alemanno a dirigere l’azienda che gestisce i rifiuti a Roma ha messo un suo amico.
E visto che Alemanno, nonostante la faccia da bravo ragazzo, è un fascistone, ha scelto Stefano Andrini un ex-naziskin e picchiatore.

Nel suo curriculum “una condanna a 4 anni e otto mesi per tentato omicidio, una militanza ventennale tra i naziskin romani, una aggressione (in compagnia di suo fratello) a colpi di spranga ai danni di due ragazzi finiti in ospedale e in coma, la convinta celebrazione nella città di Wunsiedel del delfino di Hitler Rudolf Hess”.

I requisiti sono quelli giusti per essere amico di Alemanno.
E poi magari oggi è cambiato.

Luca

Via | SecondoMe

Ronda su ronda

Peacereporter sta facendo un bel lavoro di indagine sulle Ronde Nere.
Il livello di cialtronaggine dei neofascisti è notevole, ma qualche brivido te lo fanno comunque venire.
Soprattutto perché il governo sembra far di tutto per valorizzare l’esistenza di questi gruppi.

Nel frattempo si chiariscono sempre di più i punti di contatto di un certo leghismo (quello di Borghezio) con il fascismo ed il nazismo.

Luca

Sentinelle

A me le esagerazioni non piacciono.
Non ho mai condiviso i paragoni del regime berlusconiano con un regime fascista.
Disprezzo la politica di Berlusconi, ma non l’ho mai reputato un nuovo Mussolini.

Ora però l’aria sta cambiando.
E’ innegabile.
Le ronde sono la punta di un iceberg di un mostro che ancora cova sotto la cenere e che potrebbe tornare a vivere.

Per questo dobbiamo essere sentinelle.
Ed opporci in ogni modo all’imbarbarimento del nostro paese.

Domani, davanti ad un camino in un paese del Nord Europa, potrete raccontare ai vostri nipoti di come voi, nel vostro piccolo, ci avevate provato ad opporvi al mostro che stava tornando a vivere in Italia.
Finché non foste costretti ad emigrare.

Luca