I tempi sono cambiati

Carl Bernstein e Robert Woodward

Ieri Jeff Bezos ha acquistato il Washington Post per 250 milioni di dollari.
Parliamo di uno dei più importanti e celebri quotidiani del mondo.

Il gruppo RCS nei primi sei mesi del 2013 ha avuto un passivo di 125 milioni di euro (che erano più di 600 nel primo semestre 2012).
Repubblica e La Stampa non se la passano molto meglio ed hanno recentemente aumentato il prezzo del giornale.
Il Sole 24 Ore si è fuso con la società che gestisce Radio24 e speriamo che non finisca come sempre, con la parte sana che muore per salvare la parte malata.
Tutto questo in un paese in cui i giornali sono scritti dai giornalisti per i giornalisti.
E infatti se li leggono quasi soltanto loro.

Intanto, poco più di un anno fa Facebook acquisiva Instagram con i suoi 13 dipendenti (tredici) per 1 miliardo di dollari.
Quattro volte il valore pagato dal patron di Amazon per comprarsi il Washington Post.

Luca

Foto | AP

Il watergate di Obama. La fine dell’innocenza di internet

Il Washington Post ha pubblicato poche ore fa quello che potrebbe essere uno dei più grossi scoop degli ultimi anni.

La questione è piuttosto semplice ed è anche perfino poco sorprendente, ma tra l’ipotizzare un fatto e vederne la dimostrazione nero su bianco, c’è tutta la differenza del mondo.

Insomma, c’è un programma dei servizi segreti americani, denominato PRISM, il cui scopo è quello di collezionare i dati provenienti dai server di nove grandi internet companies.
La cosa soprendente sta tutta qui.
Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube e Apple hanno concesso l’accesso ai dati degli utenti presenti nei loro server.
Il brief che ogni mattina la CIA consegna al Presidente, pare sia redatto in gran parte con i dati di PRISM.

Lo scopo è la sicurezza nazionale.
Non so nemmeno dire se sia giusto o sbagliato.

Ma è una notizia clamorosa.
Di quelle che possono mettere in seria crisi una presidenza americana.

E possono far riflettere su come mai, tutta questa meraviglia di internet sia quasi totalmente gratuita per tutti.
I dati, sono una nuova incredibile fonte di ricchezza.
Inutile girarci intorno.

Il dibattito sull’etica delle grandi internet companies si farà sempre più interessante e deciderà probabilmente lo sviluppo della rete nel medio termine.

Dovremo ragionarci senza isterismi e considerando che tra riuscire ad evitare o meno un attacco come quello dell’11 Settembre c’è tutta la differenza del mondo.

Luca

Internet, gli adolescenti e i loro genitori

La ragazza che vedete nel video qui sopra si chiamava Amanda Todd e quello è il suo testamento. Ha deciso di raccontare la sua storia, prima di suicidarsi a quindici anni.

Un anno fa mostrò il seno ad una persona conosciuta su una chat.
Lì inizio il suo calvario, la foto del suo topless iniziò a girare su Facebook. E da quel momento la vita di Amanda si è trasformata in un inferno di minacce, ricatti, bullismo della peggior specie.

Internet è una bellissima cosa, ma va conosciuta ed utilizzata nel modo giusto. Ciò che finisce in rete, non può più essere cancellato.

Va fatto capire ai bambini ed ai ragazzi che usano la rete.
Niente proibizionismo, ma affiancamento.
Se i genitori non conoscono la rete, si facciano aiutare da qualcuno che la conosce. Il mondo è pieno di bulli. Già è difficile affrontare quelli che si trovano a scuola, ma da quelli puoi tentare di scappare. Con quelli che trovi in rete è molto più complicato.

Affrontare a 15 anni tutti i bulli del mondo è proprio impossibile.

Ed un’ingenuità che ti può far aprire una finestra sull’abisso.

Luca