I massacri di civili in Libia

La decisione del governo di bombardare la Libia può stupire soltanto gli ipocriti.
Questa cosa che l’Italia debba partecipare alle guerre senza fare la guerra è una contraddizione in termini.

È più sensata la posizione di chi non vuole la guerra, a prescindere, ed è la posizione che in tanti vorremmo sempre riuscire a sostenere.

Ma ci sono poi le situazioni in cui alcune popolazioni sono vessate dai loro dittatori ed in quel caso è lecito chiedersi se un intervento armato possa aiutare i civili.
Ovvio che i morti ci sono e sono spesso innocenti, ma ci sarebbero comunque.

Allora che fare?
Guardare i massacri ed aspettare che cessino?
Non far nulla perché in altre mille occasioni simili è quello che abbiamo sempre fatto?
Difficile dire cosa sia giusto.
In fondo i nostri governanti sono lì proprio per prendere decisioni difficili come questa al posto nostro.
La storia li giudicherà.

Su tutto, però appare stucchevole l’appello di Emergency che chiede all’Onu “di negoziare un cessate il fuoco e garantire un corridoio umanitario per soccorrere la popolazione civile”.
Semplicemente perché sono mesi che l’ONU glielo chiede a Gheddafi e sono mesi che il leader libico continua a massacrare i civili.
Poi si può dire che la guerra è sbagliata e fa schifo.
Ma bisogna anche dire che l’intervento della NATO sta cercando di fermare proprio quei massacri.

Emergency fa cose splendide e tutti gliene siamo grati.
Ma certe sue prese di posizione politiche sono obiettivamente incomprensibili.

Luca

Bene

i tre operatori di emergency liberati

Sono stati rilasciati Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani, i tre operatori di Emergency arrestati l’11 aprile scorso a Lashkar Gah, nel sud dell’Afghanistan, dalle forze di sicurezza afgane, con l’accusa di aver partecipato a un complotto per compiere un attentato contro il governatore della provincia di Helmand. Lo rende noto un comunicato della Farnesina. I tre operatori, riconosciuti “non colpevoli” come attesta un comunicato del Nds, il servizio di intelligence afgano, sono stati condotto presso l’ambasciata d’Italia a Kabul e presto saranno rimpatriati con un volo speciale.

Luca

Via | Repubblica.it

Emergency e la gestione della crisi

I miei dubbi sulla gestione di questa crisi da parte di Gino Strada non minano la mia stima per il lavoro fatto da questa organizzazione.
Non so se i volontari siano colpevoli o meno, ma di sicuro il loro arresto e la loro prigionia non sono stati gestiti nel rispetto dei loro diritti fondamentali.

Sono convinto che un altro governo avrebbe gestito diversamente la questione.
Sono anche convinto che Gino Strada dovrebbe far gestire la cosa a qualcuno un po’ più esperto di lui perché, pare evidente a tutti, che le sue dichiarazioni non agevolano la liberazione dei volontari.
Se la priorità in questo momento è la loro liberazione, bisogna metter da parte l’orgoglio e le convinzioni personali, e far agire chi sa come muovere i fili della diplomazia.

Basta leggere ad esempio l’intervista a Riccardo Noury di Amnesty per capire quali toni e quali parole sia utile usare in vicende così delicate e complicate.

Per il resto sottoscrivo il comunicato di Amnesty e mi auguro che i 9 volontari vengano rilasciati quanto prima.
E mi auguro soprattutto che gli ospedali di Emergency riaprano presto.

Luca

Due o tre cose da chiarire sull’Afghanistan

afghanistan
A US Marines of the 4th Light Armored Reconnaissance Battalion out of Camp Pendelton, California questions an Afghan man while on a mission near Khan Neshin, southern Helmand province, Afghanistan on March 13, 2010. (Chris Hondros/Getty Images)

In vista della manifestazione di sabato prossimo in sostegno ad Emergency è bene chiarire alcune cose su chi ha voluto la missione ISAF in Afghanistan.

La missione italiana in fu prorogata dal parlamento italiano nel 2007 con in carica il Governo Prodi con il voto di tutti i partiti di centro-sinistra, compresi Rifondazione ed Italia dei Valori.

Poco più di un mese fa il parlamento ha votato a favore del rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan con i voti della maggioranza e del PD.
L’Italia dei Valori ha votato a favore alla Camera e si è astenuta al Senato insieme ad i senatori radicali. Astensione inutile, per altro.
Il provvedimento credo debba essere rivotato alla Camera per l’approvazione definitiva.

Antonio Di Pietro e l’Italia dei Valori saranno presenti in piazza sabato prossimo con le seguenti motivazioni:

Sabato 17 alle 14.30, Italia dei Valori sarà a Piazza Navona a Roma al fianco di Gino Strada per chiedere la liberazione dei tre connazionali.
Sono certo che la vicenda si risolverà con il completo scagionamento e la liberazione degli operatori di Emergency, fiore all’occhiello ed espressione di uno dei più alti principi sanciti dalla nostra Costituzione, l’articolo undici: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Ovviamente ciò che è valido quando si governa o si siede in parlamento, non è valido quando si va in piazza.

Luca

Foto | The Big Picture

Io starei con Emergency

Della vicenda di Emergency se ne è parlato molto sui socialcosi.
La discussione forse più interessante si è svolta su FriendFeed.

A metà nottata ancora non si è capito niente.
Che il caso possa essere tutta una montatura fatta per far fuori Emergency è possibile.
Non si capisce però perché dovrebbero far fuori Emergency.
Le armi in realtà sembra che nell’ospedale siano state trovate (c’è pure un video AP che lo dimostrerebbe), ma sono stati anche filmati militari NATO che forse sono quelli ad averle introdotte.
Che poi non c’era il fatto che le armi negli ospedali di Emergency non potevano entrare?

Insomma, è presto per capirci qualcosa.
Purtroppo Gino Strada, grande uomo dal cuore immenso e dalla lingua a volte poco controllata, non pare essere la persona giusta per gestire una crisi del genere.
Il nostro Ministro degli Esteri Frattini non pare la persona giusta nemmeno per fare l’amministratore del mio condominio, per cui figuriamoci se riuscirà a gestire in maniera decorosa questo caso.

Intanto sul sito di Emergency si può firmare un appello a favore dell’associazione a cui in tanti in questi anni abbiamo dato soldi e fiducia e da cui siamo stati ampiamente ripagati.
Io per ora non firmo e mi chiedo come si possa firmare prima di sapere i fatti.
Al momento di andare a letto hanno già firmato in più di ventitremila.
Evidentemente hanno meno dubbi di me.

Luca