Morgan oggi ha dichiarato una cosa buttata lì ad uso e consumo del Sanremo che sta per iniziare.
Chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, gli viene fatto notare: “Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy”. Di solito succede proprio per via della coca. “Dipende – risponde – La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura”.
E ancora: “Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?”. No, ma adesso non credo che tu sia fatto di crack. “Invece sì – risponde – completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.
E conclude: “Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta….”.
Sono parole impegnative.
Spenderle solo per far vedere che lui va a Sanremo, ma è un’artista maledetto, è svilente.
Per lui.
Magari Morgan si fa davvero di crack, ma questa è un’operazione di marketing come quella di Povia che mette e toglie il nome di Eluana dalla sua canzone.
Siamo un popolo di persone paraculo e sempre pronte a fare le moralizzatrici della vita degli altri.
Ovviamente tutti i benpensanti e tutti gli italiani senza macchia e senza peccato oggi vorrebbero che Boffo subisse chissà quali reprimende.
Ho una malcelata e sincera antipatia per Boffo, il direttore di Avvenire che definì assassino Beppino Englaro quando Eluana non era ancora nemmeno stata sepolta, ma quando una persona viene attaccata da tutti per me passa automaticamente allo stato di simpatica.
Quindi provo a difenderlo prima che venga messo in croce per essere un molestatore.
Leggendo tra le righe dei giornali, emerge in modo piuttosto celato una notizia.
Forse Boffo non molestò nessuno, ma coprì qualcun altro (un ragazzo) che usò il suo cellulare per molestare la moglie dell’ex-amante.
Insomma alla fine potrebbe essere quasi un benefattore.
Ecco, poi magari non sarà così, ma val la pena lasciar cadere quella pietra che tenete in mano.
Se avete 9 minuti di tempo, ascoltatevi questo intervento di Alessandro Bergonzoni.
Ne vale la pena.
Nel sito de l’Espresso trovate anche la trascrizione.
Essendo ormai entrato di diritto nel club degli imbecilli che hanno detto cose a sproposito su Eluana, vorrei precisare quanto segue:
Io Eluana l’avrei lasciata vivere. I ragni li raccolgo e li butto dalla finestra, figuratevi se mi renderei partecipe della morte di una persona. Nessun uomo può decidere della vita di un altro uomo.
Sul desiderio della famiglia di Eluana non mi sarei espresso pubblicamente, non avrei fatto battaglie ideologiche, perché trattasi di questioni private, anzi privatissime, per le quali è necessario avere il massimo rispetto.
Le sentenze dei tribunali si rispettano. Punto e basta.
La gente muore. Muore ogni giorno. Non ho mai visto veglie di preghiera davanti ai reparti di oncologia pediatrica.
Sono cattolico, ma sono democratico. Questa menata dell’obiezione di coscienza a qualsiasi cosa deve finire. Un giorno vi potreste trovare con un medico Testimone di Geova che rifiuta una trasfusione a vostro figlio. Sei un medico, ma non vuoi rispettare la legge? Cambia lavoro. Oppure vai a lavorare in un paese in cui la legge si adatta perfettamente al tuo credo.
Berlusconi e quanti lo sostengono in questa storia del decreto legge sono degli incivili, indegni di vivere in un paese democratico. Per loro il diritto di voto è un diritto assolutamente non meritato. Non si cambia una legge per un caso singolo.
Non pensiate che sia l’unico cattolico a pensarla più o meno così.
Siamo una minoranza silenziosa.
Mi sto concentrando per non cedere all’ira e per non sparare un giudizio contro quegli idioti che manifestano davanti all’ospedale dove hanno ricoverato Eluana.
E se mettessimo su una nave tutti quelli che negli ultimi due anni hanno parlato di Eluana Englaro (i suoi familiari esclusi) e li spedissimo a fare un giro intorno al mondo a riflettere sul senso della vita e della morte?
Ho il sospetto che saremmo una comunità migliore.
Io ci ho scritto un post soltanto. Vi prego non fate salire anche me.
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