Né morti, né assistiti

protesta malati sla

Alcuni dei più fervidi politici pro-life sono ex-radicali.
Quagliarello e Roccella su tutti.
Il primo fu quello che apostrofò come assassino il padre di Eluana Englaro in una celebre seduta del Senato.

La Roccella, invece, è Sottosegretario alla Salute ed è una che in gioventù ha scritto un manuale intitolato “Aborto: facciamolo da noi” ed oggi si fa paladina della vita.
Va bene tutto. Si può cambiare opinione nella vita.

La Roccella è nuovamente tornata in auge in questi giorni per le sue critiche rivolte alla narrazione fatta da Saviano della storia di Piergiorgio e Mina Welby.

Intanto, ieri, davanti al Ministero dell’Economia, i malati di SLA hanno protestato contro i tagli del governo grazie ai quali non potranno più pagare gli assistenti domiciliari.
Pare che abbiano ricevuto una promessa vaga che, data la situazione del governo, cadrà probabilmente nel vuoto.

Chissà che ne pensa la Roccella.
La famosa politica per la famiglia, l’assistenza ai malati e bla bla bla.

Luca

Fare marketing col crack

Morgan oggi ha dichiarato una cosa buttata lì ad uso e consumo del Sanremo che sta per iniziare.

Chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, gli viene fatto notare: “Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy”. Di solito succede proprio per via della coca. “Dipende – risponde – La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura”.

E ancora: “Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?”. No, ma adesso non credo che tu sia fatto di crack. “Invece sì – risponde – completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.

E conclude: “Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta….”.

Sono parole impegnative.
Spenderle solo per far vedere che lui va a Sanremo, ma è un’artista maledetto, è svilente.
Per lui.

Magari Morgan si fa davvero di crack, ma questa è un’operazione di marketing come quella di Povia che mette e toglie il nome di Eluana dalla sua canzone.

Luca

A morte!

Siamo un popolo di persone paraculo e sempre pronte a fare le moralizzatrici della vita degli altri.
Ovviamente tutti i benpensanti e tutti gli italiani senza macchia e senza peccato oggi vorrebbero che Boffo subisse chissà quali reprimende.
Ho una malcelata e sincera antipatia per Boffo, il direttore di Avvenire che definì assassino Beppino Englaro quando Eluana non era ancora nemmeno stata sepolta, ma quando una persona viene attaccata da tutti per me passa automaticamente allo stato di simpatica.

Quindi provo a difenderlo prima che venga messo in croce per essere un molestatore.
Leggendo tra le righe dei giornali, emerge in modo piuttosto celato una notizia.
Forse Boffo non molestò nessuno, ma coprì qualcun altro (un ragazzo) che usò il suo cellulare per molestare la moglie dell’ex-amante.
Insomma alla fine potrebbe essere quasi un benefattore.

Ecco, poi magari non sarà così, ma val la pena lasciar cadere quella pietra che tenete in mano.

Luca