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Posts Tagged ‘elezioni’

La resa di Tonino

February 8th, 2010 No comments

Alla fine Di Pietro ha svoltato.
Non si può soltanto fare caciara, alla fine bisogna anche fare politica.
E per farlo bisonga tentare di vincere le elezioni.

Le elezioni si avvicinano, quindi Di Pietro deve scegliere da che parte stare.
E non può che stare con il Partito Democratico.

Il sostegno a De Luca in Campania apre una nuova fase, quella in cui Italia dei Valori sveste i panni del giustizialismo senza se e senza ma che non distingue tra indagati e condannati e valuta tutti i reati con lo stesso peso.
In Campania il PD ha candidato Vincenzo De Luca, attuale sindaco di Salerno ed indagato in due differenti inchieste.
In questo caso, come racconta lui stesso, non è che possiamo proprio considerarlo come il peggiore dei criminali.

Io devo rispondere per truffa perchè anni fa ho telefonato al sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli ricordando che 200 operai dell’Ideal Standard avevano la cassa integrazione in scadenza. E ho chiesto che si rinnovasse la Cig. Siccome un pm ritiene che quella Cig non era dovuta sarebbe stata una truffa all’Inps.
Poi deve rispondere di concussione nell’ambito di una variante urbanistica, adottata per un investimento sostitutivo per la richiesta di canoni di urbanizzazione. (cosa che avrebbe fatto guadagnare soldi al comune, ndr)

Luca

I problemi di Beppe Grillo con il calendario

July 13th, 2009 3 comments

Penso che Beppe Grillo abbia un esercito di persone che lo consigliano e che lavorano per lui.
Dobbiamo quindi escludere la buona fede.

Si scopre infatti che Grillo non si può candidare alla segreteria del PD perché nello statuto c’è scritto:

Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.

Grillo doveva quindi essersi iscritto almeno un mese fa.

Del resto non è la prima volta che Beppe Grillo ha dei problemi con il calendario.
Non in tanti sanno che la famosa raccolta di firme per i tre referendum abrogativi sulla stampa raccolte durante il V2-Day erano praticamente carta straccia, perché non sono ritenute valide le firme raccolte nei sei mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali (nel 2008 ci furono le politiche).
E tutto questo ovviamente Grillo ed il suo staff non potevano non saperlo.

Nonostante questo io credo che il PD farebbe bene a fare una deroga ed ad accettare l’iscrizione e la candidatura di Beppe Grillo.
Il personaggio ha un grande seguito ed estrometterlo per un vizio di forma sarebbe un errore che darebbe nuova linfa alla sua paranoia anti-partitica.

Lo dice molto bene Matteo Bordone:

Funziona così. Quando lui è contro, tutti contro. Quando lui dice fanno schifo, tutti a dire fanno schifo. Quando lui vanifica qualunque dichiarazione e qualunque contesto con il vezzo della sua retorichina indignata, tutti godono della retorichina indignata e ignorano il fatto che nessuno lo ascolti più. Quando lui mobilita la piazza per un risultato, e fallisce clamorosamente per ignoranza dei regolamenti o incapacità o cattiva fede (non si è ancora capito), tutti si dicono soddisfatti, visto che credono che sia tutta colpa dei cattivi.

Così Beppe Grillo va avanti da anni, e credo ce continuerà ancora per un bel po’. Anzi, più porte in faccia prende, più i suoi sono felici di sentirsi esclusi, ché sarebbe troppo banale avere un’opinione da condividere con, che ne so?, altre tre persone non ascritte alla categoria BG.

E allora ho idea che tra pochi giorni sarà già arrivato il momento di dire che il tesseramento è fascista, che sono un regime e devono andare via. Ci saranno giochi di parole su Bersani; si contesterà la struttura profonda del partito, i suoi regolamenti e le sue tessere; Grillo si dirà ancora più schifato e dirà che si deve ripartire dai comuni. Dai suoi comuni. Dal paese pulito. Potrà dire di averci provato, ma di essere stato cacciato; potrà dire che non c’è niente da fare, che vanno rasi al suolo. Non avrà fatto niente dentro al PD, niente di niente, nemmeno una riunione o un incontro o un dibattito. Solo dichiarazioni, battutine e lanci d’agenzia. Come il più democristiano dei sottosegretari.

Luca

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Sostiene Franceschini

June 23rd, 2009 No comments

Sostiene Franceschini che con il risultato delle amministrative sia iniziato il declino della destra.

Vediamo un po’.
Elezioni amministrative nei comuni capoluogo.
Il centrosinistra aveva 25 comuni ed il centrodestra 5. Oggi il centrosinistra ne mantiene 14 ed il centrodestra li incrementa a 16.

Elezioni amministrative nelle province.
Il centrosinistra aveva 50 province ed il centrodestra 9. Oggi il centrosinistra ne mantiene 28 ed il centrodestra le incrementa a 34 (i conti non tornano perché ci sono delle province nuove).

Insomma, il centrosinistra perde 11 comuni e 22 province, il centrodestra conquista 11 comuni e 25 province.

Dove sarebbe il declino della destra?

Luca

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Democrazie

June 12th, 2009 1 comment

Sono giorni importanti per la democrazia.
Gheddafi viene in Italia e ci propina i suoi predicozzi, insegnandoci cosa sia giusto o cosa no.

Il nostro parlamento prende subito atto dei consigli del leader libico ed approva (ma vedrete che cambierà) una legge bavaglio che impedirà ai giornalisti di fare al meglio il loro dovere.
Ovviamente anche una ventina di parlamentari dell’opposizione hanno votato si.
Mi auguro che siano stati tutti dell’UDC.
Vero, Rutelli?

Intanto oggi in Iran ci sono le elezioni e sembra che in quel paese ci sia una gran voglia di cambiare e di smentire i troppi stereotipi che abbiamo su di loro.

Luca

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Son numeri

June 9th, 2009 No comments

Non date ascolto a Franceschini che dice che il PD ha tenuto.
Nelle amministrative c’è stato il tracollo.
Su 50 province che amministrava il PD ne ha tenute soltanto 14.
Delle 22 che andranno al ballottaggio ne perderà quasi tutte.

L’analisi è aggravata dal fatto che alle amministrative l’Italia dei Valori si presentava sempre, o quasi sempre, insieme al PD, quindi non si può nemmeno dare la colpa a Di Pietro.

C’è di che preoccuparsi.

Luca

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Verificare, please

May 27th, 2009 2 comments

C’è voluta una un blogger per chiarire il caso del logo fantasma.
Dal TG1 ne approfittano e per una volta ringraziano:

Già qualche ora prima, qualcuno aveva avuto l’originale idea di spendere qualche minuto per controllare. Così, proprio mentre i miei autorevoli colleghi mandavano online l’ultimo “scoop” dell’Unità, in un blog di solito molto critico con la nostra testata che si chiama CattivaMaestra veniva spiegata la bufala. E pensare che per i blogger verificare le notizie non sarebbe obbligatorio. Per i giornalisti invece sì.

Luca

Braccia rubate all'agricoltura

February 17th, 2009 2 comments

Nella mia elaborazione del lutto per la disfatta di Soru, vorrei far notare una cosa.
Sono sicuro che fino alle 17 di ieri, due ore dopo la chiusura dei seggi, gli istituti di sondaggio davano Soru davanti di un paio di punti percentuali.
Oggi si scopre che in realtà il candidato del PD perderà con almeno il 9 % di distacco.

Non vi sembra che i sondaggisti siano veramente degli incompetenti?

Luca

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Orgogliosi di essere minoranza

May 8th, 2008 17 comments

Questa è una delle migliori analisi politiche sulla disfatta elettorale nazionale e romana.
La trovate su Non Rassegnata Stampa.

Luca

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Rompete le righe!

April 29th, 2008 12 comments

FestaAlemanno

Ora che il camerata Alemanno ha conquistato il Campidoglio, l’opera di Waltere si è compiuta.

Il fallimento è completo.

Non che voglia dire che si debba pensare ad un avvicendamento alla guida del PD, ma credo che la strategia del nuovo partito vada un po’ ripensata.

La sconfitta di Roma è emblematica.

Ha tristemente ragione Jena, oggi su La Stampa.

A questo punto nessuno può negare che il Partito democratico sia stato la grande novità politica della sinistra italiana.

La candidatura di Rutelli è stata un suicidio.
Il tentativo di arruffianarsi la Chiesa ha dato come al solito i suoi frutti avvelenati.

Questo paese avrebbe bisogno di aiuto, ma gli italiani forse non vogliono essere aiutati nel modo che vorrei io.

Forse ci dobbiamo semplicemente rassegnare all’idea che l’Italia sia un paese di destra.

La fine del tunnel, se fine c’è, è molto lontana

Luca

Foto Repubblica.it

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Analisi della disfatta

April 15th, 2008 146 comments

La batosta è stata immensa.
Il PDL ha dato 9 punti di distacco al PD.

Ecco le mie schematiche e vacue considerazioni:

  • L’effetto Veltroni ha pesato pochissimo. Alla caduta del governo Prodi la distanza tra i due schieramenti era praticamente quella di oggi. Waltere ha già fatto il suo tempo.
  • La Lega vince in tutta Italia, stravince al Nord. Brutta notizia. Vince l’intolleranza e la chiusura. Si dimostra però che, per vincere, la lucidità del leader non è richiesta.
  • La sinistra-sinistra scompare dal parlamento. Brutta notizia per la democrazia. Bertinotti ha pagato l’entrata nel governo Prodi nonostante la contrarietà di buona parte della sua base. Ora sarà una resa dei conti col coltello tra i denti.
  • Fini assume la funzione di scendilietto di Silvio. Pur di esserci ha accettato di vivere nell’invisibilità. Vale assai meno di quanto gli italiani pensino.
  • L’UDC di Casini ha fatto un mezzo fiasco. Cuffaro però ce lo ritroveremo in parlamento. Serviva un referente. Per chi? Fate voi.
  • Ferrara ha preso un eloquente 0.3 %. Bene. Si dimostra ancora una volta che agli italiani di embrioni, fecondazioni e aborti non importa assolutamente niente. Questo non è un bene, ma è la realtà. Sarebbe bene che la politica se ne facesse una ragione. E che qualcuno lo spiegasse a Pannella e alla Binetti.
  • Il nano di Arcore trionfa ancora una volta. Piace. Amen.

Ecco.
Un grande, immenso, vaffanculo a tutti.
Anche a Beppe Grillo.

Luca