Disattenzioni giornalistiche

Va bene, non è la fine del mondo.
Capita a tutti di sbagliare.
Che Repubblica annunci, come se fosse una novità, che Di Pietro ha inserito un video su YouTube, non è poi così grave.
Repubblica.it ha preso cantonate ben maggiori in passato.
Ma che ci caschi anche Vittorio Zambardino, questo mi stupisce.
Perché Di Pietro ha iniziato ad inserire videopost sul suo blog da più di un mese.
Dal 19 Dicembre per la precisione.
Hillary Clinton non c’entra niente…
Il vero ispiratore di Di Pietro, semmai è Beppe Grillo.

Ripeto, non è la fine del mondo.
Ma queste notizie-non-notizie sono molto 1.0.

Luca

Di Pietro e la sindrome "Grillo"

Antonio Di Pietro è un accanito fan di Beppe Grillo.
Lo cita, ne segue le iniziative, copia i suoi metodi.
Sembra copiarne spesso le iniziative.

Grillo apre un blog e predica l’importanza della rete?
Di Pietro apre un blog e diventa un geek.

Quando una settimana fa ho visto che Grillo ha inziato ad inserire messaggi video sul suo blog, mi sono detto:
“Chissà fra quanti giorni Tonino inserirà un video nel suo blog?”

Eccolo qua.
Oggi Di Pietro ha pubblicato un post contenente un video.
La piattaforma scelta per la condivisione del video è YouTube, come il suo amico Grillo.
Ancora una volta Grillo Docet.

Non so perché, ma io amo questi due uomini.
E comunque, ancora una volta, complimenti al consulente di Di Pietro per la comunicazione.
Di Pietro è l’unico politico che riesca ad utilizzare in modo degno il blogging come strumento di propaganda politica.

Luca

Ode al consulente di Di Pietro

Antonio Di Pietro è molto chiacchierato nella blogosfera, sia perché si è sempre dimostrato sensibile alle tematiche care a noi blogger e sia perché ha un suo blog personale.

Il blog di Di Pietro non è il solito specchietto per le allodole, utile per darsi una immagine di politico al passo con i tempi, ma è qualcosa di più.
Innanzitutto il blog viene aggiornato quotidianamente ed è anche aperto ai commenti.
Un “vero” blog, non come quello del Ministro Fioroni, che non essendo curato da nessuno era ormai infestato da spam e che ieri è stato chiuso.

Il post pubblicato oggi dal buon Tonino parla, con un po’ di ritardo se vogliamo essere pignoli, del video del ragazzo disabile pubblicato su Google Video.
Di Pietro ha il merito di non unirsi al coro di condanne contro Google e di chiarire come sia impossibile controllare in anticipo i contenuti di un sito che ospita un numero astronomico di video. Ben pochi tra i giornalisti e i commentatori hanno dimostrato di capire il problema.

Cito dal post di Di Pietro:

Non è infatti materialmente possibile per Google e per i maggiori siti e portali verificare ogni contenuto prima della sua pubblicazione. Se questo fosse richiesto e imposto, la naturale conseguenza sarebbe la fine della Rete in cui vengono pubblicate ogni giorno milioni di pagine. […] Incriminare Google ha come unico risultato quello di spostare l’attenzione dal problema, la criminalità giovanile, al dito che lo indica.

Beh, bisogna ammetterlo, Di Pietro ha un ottimo consulente per la comunicazione.
Resta un mistero come mai abbiano inserito nel post uno screenshot della homepage di Google in bianco e nero.

Luca

links for 2006-11-24

Ancora sull'indulto

Ieri la Camera ha approvato l’indulto.
I capoccioni dell’Unione sottovalutano, come fanno spesso, la delusione dei loro elettori.
Non dei loro iscritti, fedeli alla linea, ma dei loro elettori non classificati.
L’Unione ha fatto finta di non capire l’istanza che veniva da Di Pietro.
Il problema non è indulto si o no, ma indulto a chi si e a chi no.
Abbiamo passato gli ultimi 12 anni ad infangare il nano di arcore, a maledire le furberie con cui ha costruito il suo impero.
Abbiamo condannato tangentopoli, i crack finanziari e gli scandali delle nostre aziende.
Siamo insomma cresciuti nella consapevolezza che il governo dell’Unione avrebbe cercato di affrontare la questone morale.
Eravamo convinti che non ci sarebbe stato spazio per le amnistie ed i condoni.
Era una questione di principio, una regola non scritta, ma ben presente a tutti.

Per questo motivo l’allargamento dell’indulto ai reati finanziari è stato visto come un tradimento dagli elettori dell’Unione.
Bocciare l’emendamento che voleva escludere il voto di scambio (mafioso) è stato un calcio nei coglioni.
Ci hanno praticamente fatto capire che non c’è niente di diverso tra l’Unione ed il Polo, almeno per quanto riguarda la questione morale.
In effetti lo scandalo Unipol ci aveva un po’ preparato, ma la botta è stata forte lo stesso.
Anche se oggi i capoccioni fanno finta di non capire.

Luca