La libertà non è tirare l’ammoniaca in faccia

Sulla vicenda della No-TAV cè tanto da dire, ma alla fine basta quello che ha scritto il Presidente Napolitano.
Su tutto però bisogna chiarire una cosa.
Preparare delle bombe all’ammoniaca per tirarle a poliziotti ed operai non è giustificabile mai.


Sulla vicenda della No-TAV cè tanto da dire, ma alla fine basta quello che ha scritto il Presidente Napolitano.

Su tutto però bisogna chiarire una cosa.
Preparare delle bombe all’ammoniaca per tirarle a poliziotti ed operai non è giustificabile mai.
Le azioni non violente, anche odiose come violare zone interdette, sono una cosa.
Tentare di sfregiare la faccia di chi si ha davanti è tutt’altra cosa.

Poi ci sarebbero anche altre cose da dire.
Che ad esempio la gente non ha ancora ben capito cosa significhi essere un Partito Democratico e che quello che sta succedendo in questi giorni ci chiarisce perché il PD debba essere diverso da SeL e IDV.
In questo senso il commento di Bersani è sottoscrivibile cento volte:

Non si tratta piu’ di come si fa una ferrovia ma di come funziona una democrazia.

In uno stato normale vengono prese delle decisioni, ma una volta prese le si portano avanti, specialmente quando queste decisioni sono state discusse e ridiscusse.

Non c’è nessuna grande dimostrazione di democrazia nello stare sempre dalla parte di chi fa casino.

Luca

Il Movimento 5 Stelle contro Beppe Grillo e Casaleggio

Giornalattismo analizza la situazione del Movimento 5 Stelle che non approva le decisioni imposte dall’alto da Beppe Grillo e da Casaleggio.

Su Giornalettismo è stato pubblicato un articolo interessante sulla guerra che si sta scatenando dentro il Movimento 5 Stelle contro Beppe Grillo e Casaleggio Associati.
L’articolo è lunghetto, ma è interessante e documentato.

Della questione ne aveva parlato anche Alessandro Gilioli alcuni giorni fa intervistando una ex candidata del Movimento 5 Stelle.

Le critiche che vengono dal basso, sono sempre le stesse.
Beppe Grillo decide tutto.
Regole, candidature, statuti ed incarichi.
O meglio, decide tutto Casaleggio, la ditta che gestisce, con grande profitto, il blog di Grillo e tutto il relativo merchandising.

Il livello di chiusura è tale, che nelle riunioni in cui vengono comunicate le decisioni, sono proibite le registrazioni audio-video, quando sappiamo che una delle battaglie storiche del grillismo è sempre stata quella di registrare le sedute dei consigli comunali o regionali.

I malumori nella base stanno aumentando ed in molti chiedono a Grillo di separarsi da Casaleggio e di arrivare ad una gestione limpida del Movimento.

Beppe Grillo ha risposto alle critiche interne con questo post, pubblicato qualche giorno fa, nel quale praticamente manda affanculo chi non la pensa come lui.

Pare buffo che il Movimento 5 Stelle voglia togliere dai partiti la cosa forse più bella dei partiti medesimi e cioè la collegialità delle decisioni.
Grillo ha scoperto che la dittatura ha un funzionamento più snello della democrazia.
Non mi pare una scoperta né nuova e né bella.

Luca

Via | Inkiostro

Io non firmo

Parte la raccolta di firme per il referendum per cancellare la le legge elettorale “porcellum” di Calderoli

Carissimi Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Umberto Ambrosoli, Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Gae Aulenti, Andrea Carandini, Luigi Brioschi, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Carlo Feltrinelli, Inge Feltrinelli, Ernesto Ferrero. Vittorio Gregotti, Carlo Federico Grosso, Rosetta Loy, Dacia Maraini, Renzo Piano, Mario Pirani, Maurizio Pollini, Giovanni Sartori, Corrado Stajano, Massimo Teodori, Giovanni Valentini, Paolo Mauri, Gustavo Visentini, Innocenzo Cipolletta, Domenico Fisichella, Stefano Mauri, Benedetta Tobagi, Franco Cardini, Luciano Canfora, Irene Bignardi e Margherita Hack,
vi prego, la legge elettorale è una cosa che non si può fare a colpi di referendum.

È una materia complessa, che va affrontata considerando gli equilibri politici del momento e cercando di prevedere come saranno domani.

Ora siamo tutti gasati per il quorum raggiunto con gli ultimi referendum, ma se torniamo a far votare la gente su tutto, finisce che il quorum tornerà ad essere un miraggio irraggiungibile.

Siamo una democrazia rappresentativa, lasciamo che i nostri rappresentanti in parlamento legiferino.

Cerchiamo di fare ognuno il proprio lavoro.
L’Italia la miglioriamo giorno dopo giorno, con il nostro impegno, ognuno nel suo campo di attività.
Non la miglioriamo cercando di fare il lavoro degli altri.
Non è affatto detto che riusciamo a farlo meglio.

Luca

Due riflessioni sul voto

Il PD se fa le primarie è più facile che vinca.
La sconfitta del PDL e della Lega a Milano secondo me vanno inquadrate non come una vittoria dell’antiberlusconismo, ma come una presa d’atto dell’elettorato di centro-destra che il loro sindaco non ha fatto quasi niente delle cose che gli aveva promesso. E gliela ha fatta pagare.

Pensieri in libertà sulle elezioni.

Il PD se fa le primarie è più facile che vinca.
La gente sceglie chi candidare e poi lo va a votare con maggiore convinzione.
Anche Siena è un piccolo esempio di questo.
Non hanno fatto le primarie ed il candidato sindaco prende 7 punti meno delle liste che lo sostengono.

Il voto al Movimento 5 Stelle è schizofrenico.
Per me non val la pena inseguirlo.

Se dovessi votare a Napoli sarei in grossa difficoltà, perché De Magistris vincitore al ballottaggio non credo che sarebbe una buona notizia per la città.

La sconfitta del PDL e della Lega a Milano secondo me vanno inquadrate non come una vittoria dell’antiberlusconismo, ma come una presa d’atto dell’elettorato di centro-destra che il loro sindaco non ha fatto quasi niente delle cose che gli aveva promesso. E gliela ha fatta pagare.

Il PDL perde voti a Milano, ma li perde anche la Lega. E il PD cresce. È questa la vera notizia, forse.

Ultima cosa.
Il PD potete percularlo quanto volete, perché vince dove perde le primarie.
Però le primarie spesso le fa e quando le vince uno esterno al partito lo sostiene.
E questo mi pare un bel segnale di democrazia.
Specialmente in una realtà italiana in cui quasi tutti i partiti hanno una fortissima devozione al leader.

Luca

Viviamo un altro momento storico?

Io di momenti storici ne ho già vissuto uno.

Ho l’impressione che forse ne stiamo vivendo un altro.

Quello che sta succedendo in Nord Africa ha tutta l’aria di essere un punto di non ritorno.
Una volta liberati dei dittatori, speriamo che i popoli africani riescano ad assegnarsi una gestione democratica dello stato e dei diritti.

E comunque, io sarò anche un fanatico obamiano, ma nessuno mi toglie dalla testa che il suo storico discorso all’Università del Cairo di due anni fa non abbia avuto un ruolo in tutto questo.

Sono consapevole che negli ultimi anni ci sono state controversie su come vada incentivata la democrazia e molte di queste discussioni sono riconducibili alla guerra in Iraq. Permettetemi di essere chiaro: nessun sistema di governo può o deve essere imposto da una nazione a un’altra.

Questo non significa, naturalmente, che il mio impegno in favore di governi che riflettono il volere dei loro popoli, ne esce diminuito. Ciascuna nazione dà vita e concretizza questo principio a modo suo, sulla base delle tradizioni della sua gente. L’America non ha la pretesa di conoscere che cosa sia meglio per ciascuna nazione, così come noi non presumeremmo mai di scegliere il risultato in pacifiche consultazioni elettorali. Ma io sono profondamente e irremovibilmente convinto che tutti i popoli aspirano a determinate cose: la possibilità di esprimersi liberamente e decidere in che modo vogliono essere governati; la fiducia nella legalità e in un’equa amministrazione della giustizia; un governo che sia trasparente e non si approfitti del popolo; la libertà di vivere come si sceglie di voler vivere. Questi non sono ideali solo americani: sono diritti umani, ed è per questo che noi li sosterremo ovunque.

La strada per realizzare questa promessa non è rettilinea. Ma una cosa è chiara e palese: i governi che proteggono e tutelano i diritti sono in definitiva i più stabili, quelli di maggior successo, i più sicuri. Soffocare gli ideali non è mai servito a farli sparire per sempre. L’America rispetta il diritto di tutte le voci pacifiche e rispettose della legalità a farsi sentire nel mondo, anche qualora fosse in disaccordo con esse. E noi accetteremo tutti i governi pacificamente eletti, purché governino rispettando i loro stessi popoli.

Quest’ultimo punto è estremamente importante, perché ci sono persone che auspicano la democrazia soltanto quando non sono al potere: poi, una volta al potere, sono spietati nel sopprimere i diritti altrui. Non importa chi è al potere: è il governo del popolo ed eletto dal popolo a fissare l’unico parametro per tutti coloro che sono al potere. Occorre restare al potere solo col consenso, non con la coercizione; occorre rispettare i diritti delle minoranze e partecipare con uno spirito di tolleranza e di compromesso; occorre mettere gli interessi del popolo e il legittimo sviluppo del processo politico al di sopra dei propri interessi e del proprio partito. Senza questi elementi fondamentali, le elezioni da sole non creano una vera democrazia.

Il testo del discorso di Obama.

Luca