Fermati Piero, fermati adesso

Bandiera_della_Pace

Rimettiamo fuori la bandiera della pace.
Mi sembra che ce ne sia bisogno.

In risposta a chi continua a considerare i pacifisti alla stregua di mentecatti idealisti.
Israeliani, palestinesi, libanesi, D’Alema e Parisi compresi.

Continuate pure a giocare alla guerra, ma permettetemi di dissentire…

Fermati Piero, fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po’ addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

(De Andrè)

Luca

D'Alema vaneggia

Massimo_DAlemaLe recenti elezioni politiche ci hanno rintuzzato il grido in gola.
Pensavamo di stravincere, di surclassare il berlusca ed, invece ci siamo dovuti accontentare di una vittoria risicata.
Poi è seguita l’edificante tiritela della scelta dei ministri, dei sottosegretari e delle stagiste da posizionare sotto le loro scrivanie.
Dopo questo periodo difficile, l’ulivista medio si sente quindi moscio, privo di speranza. Certo dell’imminente ritorno del nano di Arcore.
Ma l’ulivista, si sa, è un’ottimista. Ne ha passati di momenti duri. Quindi cerca di carpire il buono da ogni avvenimento della politica.

Oggi, anche il più positivista degli ulivisti ha le palle che gli toccano terra.
Ieri sera è stato ucciso il 38° italiano in Iraq.
Il cadavere di Alessandro Pibiri si aggiunge a quelli di circa 40.000 iracheni , di 2476 americani e di 113 inglesi (fonte Iraq Coalition Casualty Count).
Il momento è triste, difficile. Questa guerra non la vuole più nessuno.
L’ulivista, dopo anni di propaganda militare, si aspetta finalmente di sentire parole nuove, che richiamino ai valori della pace, delle scelte condivise con l’ONU. Il nostro ministro degli esteri, che già qualche anno fa aveva bombardato la Jugoslavia di Milosevic, si appresta a fare la sua dichiarazione. Cosa dirà? Dirà qualcosa di centro? Non dico di sinistra, ma almeno di centro?
Eccolo, si avvicina al microfono:

” Dolore, solidarietà e vicinanza alle Forze armate italiane, ancora una volta duramente colpite nell’ adempimento del loro dovere in una missione di pace“.

D’Alema, ma sei di fuori. Ma vai a farti un giro! Te, l’Ulivo, Prodi, Mastella, Bertinotti e tutti quei cretini di italiani che, come me, vi hanno dato il voto.

Possiamo cortesemente sperare in un ritiro delle missioni militari di guerra all’estero?
Ce lo avete promesso!
Ci avete anche sempre detto che quella in Iraq non era una missione di pace!
Che cosa è successo, avete cambiato idea?

Siamo veramente stufi di voltafaccia.
Vogliamo politici coraggiosi!

E smetti di ridere! Con quei baffetti di merda…

Luca

Foto Parlamento Europeo.

L'Italia delusa e l'Italia che delude

Inutile nasconderlo.
E’ stata una sconfitta.
Pensavamo di stravincere ed invece abbiamo vinto di un’inezia.
Al Senato avremo, forse, un paio di seggi di vantaggio.
Con l’impossibilità a governare.

Il dato di fatto che le elezioni confermano è che c’è mezza Italia che continua a credere che sia meglio affidare il paese a Berlusconi piuttosto che al centro-sinistra. Chi ieri votava il cavaliere, continua a farlo. Nonostante tutto.
E questo è, secondo me, desolante.

Non so cosa debba fare il nano di Arcore per convincere gli italiani a non votarlo, ma oggi è il giorno della sua ennesima vittoria.
Ed è il giorno del fallimento dei DS.
Sono loro il vero anello debole della coalizione.

L’elettorato di centro-sinistra ha punito l’affare Unipol e la mancanza di chiarezza sulla questione morale.
Fassino e D’Alema hanno fatto finta di sottovalutare il problema, ignorando i segnali di malcontento che arrivavano dal popolo dell’Ulivo.
Il risultato è stato che molti hanno preferito votare i partiti piccoli, ritenuti più puliti e più estranei a certi intrecci tra politica ed affari.
Indebolendo l’Ulivo, l’Unione e Prodi stesso.
Che ora difficilmente potrà costruire un governo capace di sopravvivere alle prossime prove di forza.

Dall’altra parte c’è un elettorato che ha ragionato ancora una volta con il portafoglio.
Tanti che non volevano andare a votare ci sono andati perché impauriti dal programma dell’Unione, che vorrebbe far pagare le tasse anche a chi fa i soldi facili e non soltanto alle imprese ed ai loro dipendenti.
Sembra fantascienza, ma la proposta del cavaliere di tagliare l’ICI ha funzionato.
E questo è desolante.
Perché ancora una volta ci manifestiamo come un paese che si mobilita soltanto quando si parla di soldi.

I ragionamenti sulla pace e sulla guerra, sulla redistribuzione del reddito, sullo stato sociale e sull’aiuto alle famiglie non contano niente.
Contano gli euro risparmiati sull’ICI.
Questa è l’Italia.
Questo è il popolo che ha invertito il risultato delle elezioni.
Questa è l’Italia che delude.

Luca

Quella iena di D’Alema

Ieri sera mi sono guardato Le Iene.
Tra un servizio e l’altro viene mandata in onda un intervista a D’Alema.
Quella faccia di palta di Alessandro Sortino si è presentato davanti al Presidente DS con in mano un’intervista dell’Agosto 2005 ed il bianchetto. In quell’intervista D’Alema dava il suo ufficioso benestare all’operazione UnipolBNL. Sortino ha chiesto a D’Alema di cancellare insieme a lui le affermazioni che oggi, alla luce delle inchieste giudiziarie, appaiono quantomeno improvvide.

D’Alema, con la sua consueta umiltà, non ha ceduto nemmeno di un millimetro, facendo finta di essere totalmente estraneo alle scelte di Giovanni Consorte.
Ma la cosa più soprendente è che ha ritenuto possibile che i circa 100 miliardi intascati dal manager Unipol siano stati un compenso ricevuto da Gnutti per una consulenza sulla scalata a Telecom.

Caro Presidente D’Alema,
le persone che lei si trova davanti non sono tutte decelebrate.
Non siamo tutti disposti a credere alle sue fandonie.
Non è nemmeno lontanamente ipotizzabile che qualcuno riceva 50 milioni di euro come compenso per una consulenza.
Non provi più a farcelo credere.
Quei soldi sono una bustarella intascata da Consorte.
Anche se la magistratura non riuscisse a dimostrarlo.
Non potete pensare di farci credere quello che volete.
Sarebbe bene che riprendeste in mano la questione morale.
O forse sarebbe meglio che andaste a ricercarla la vostra moralità.
Sotto quel cumulo di merda e di soldi nel quale sguazzate.

Altro che con il naso tappato…
Ad aprile tocca andare a votare con la maschera antigas.

Luca

Il cavaliere torna tra noi

Ieri sera a sorpresa il Cavaliere ha partecipato (dopo 9 anni) ad un confronto televisivo in cui erano presenti anche degli oppositori (nella fattispecie D’Alema e Rutelli).

Il Cavaliere è intervenuto a sorpresa a Ballarò, spiazzando tutti. Quindi, anche io me lo sono perso, ma mi sono potuto gustare alcuni passaggi…

La puntata completa di Ballarò in streaming la trovate qui.

Il nostro Presidente del Consiglio è veramente alla frutta, è stato massacrato alle ultime elezioni e non sembra avere l’umiltà per riuscire ad accettare il fatto che gli italiani sono più stufi di lui di quanto non siano stufi della Casa della Libertà.
D’Alema ha infierito pesantemente sul Cavaliere, mettendolo spesso in difficoltà.

Che sia la fine del Berlusconismo?
Si vedrà. Gli italiani sono abbastanza schizofrenici da riuscire a cambiare nuovamente idea nel giro di pochi mesi.
Speriamo…

Luca