E di nuovo cambio casa, di nuovo cambiano le cose

Oggi, dopo 7 anni, finisce la mia esperienza in Dada.
Esattamente 7 anni fa mi chiudevo dietro le spalle un’altra porta.

Sono stati anni belli, a volte duri, a volte faticosi, spesso divertenti.
Ho conosciuto un sacco di belle persone che porterò nel cuore.

Da domani si riparte, in un un’altra città, con nuovi colleghi, nuovi ruoli e con un po d’ansia.

Dicono che cambiare faccia bene.
E sarà sicuramente così.

Luca

Scusa Luca, ma te che lavoro fai?

Se guardate la TV è possibile che vi imbattiate in questo spot.
E’ una campagna pubblicitaria di Register.it che sarebbe l’azienda per la quale lavoro.
Negli ultimi tempi ho lavorato insieme ad altri valorosi colleghi proprio per affiancare e supportare questo spot.

Insomma, alla canonica domanda “Scusa, ma te che lavoro faresti di preciso?”, a questo punto posso rispondere “Hai presente lo spot di Register.it? Ecco, tutto quello che viene dopo”.

Luca

Aldilà delle retoriche

Ovviamente non è facile parlare dell’azienda nella quale si lavora.
Però per uno come me che sta sulla rete da quando internet esiste, Paolo Barberis e Dada non sono soltanto un giovane imprenditore ed un’azienda.
Sono il tentativo italiano più credibile e più riuscito di fare in Italia quello che ad altri è riuscito negli Stati Uniti.
Organizzarsi con alcuni amici, metter su una start up, farla crescere e renderla una realtà solida ed affidabile, passando da zero lire a 170 milioni di euro di fatturato all’anno.

Riuscire a farlo oltretutto a Firenze, non in California, ma nemmeno a Milano, è poi un merito del tutto particolare.

Quando venerdì in azienda abbiamo saputo che Paolo Barberis si era dimesso da Presidente di Dada è stato un momento malinconico per molti di noi.

Aldilà delle melensaggini e delle retoriche lette su Facebook.
Perché Paolo Barberis è una persona molto capace e per Dada la sua partenza è una pessima notizia.

Luca

Aforisma del giorno

Oggi, dalle parti di Largo Annigoni a Firenze, è una giornata un po’ così.
Malinconica, forse.

Allora, il libro che sto leggendo, e del quale presto vi parlerò entusiasticamente, ieri sera mi ha regalato una frase che è perfetta.
Per l’oggi, per chi lavora in Largo Annigoni a Firenze, e per chi ha cambiato strada o la cambierà.

… fare qualsiasi cosa, epica o prosaica, destinata alla gloria o condannata al fallimento, sia in un certo senso dire addio a un mondo; che tutte le più grandi vittorie non sono dunque prive di un’ombra di sconfitta; che ogni strada che prendi, non importa quanto nobile o fulgida, duole non solo del ricordo di quello che ti sei lasciato alle spalle, ma anche dei fantasmi di tutte le strade che non hai preso, e che ora sai che non prenderai mai, e che corrono parallele.

Luca