Le armi spuntate dell’occidente contro Putin

Christian Rocca ha scritto una cosa che a me sembra molto interessante sul perché Europa e Stati Uniti non possano far altro che stare a guardare le scorribande di Putin.

Che fare con Putin
Non possiamo fare niente, è la risposta breve. La colpa è nostra, dell’Occidente, dell’Europa e dell’America di Obama.
La risposta lunga è più articolata. Tutto nasce da un errore geopolitico americano, quasi integralmente attribuibile a Obama, ma anche dal pessimismo dietrologico della leadership russa.
Nel 2008, pochi mesi prima delle elezioni americane, successe la stessa cosa, e sempre a cavallo delle Olimpiadi (a Pechino, in quel caso): Putin invase la Georgia che si voleva occidentalizzare. Bush era in uscita e ai minimi termini, Obama rappresentava il nuovo e il suo sfidante John McCain fu sbertucciato da stampa e tv per aver promesso supporto ai leader democratici georgiani. Vinse Obama, la Georgia perse l’Ossetia e Putin capì che avrebbe potuto fare quello che voleva.

Continua su Camilloblog

Luca

Che ci frega a noi della sentenza della Corte Costituzionale?

Ce ne dovrebbe fregare.
Soprattutto a chi vorrebbe veder fare un passetto in avanti a questo paese.

Lo spiega bene Christian Rocca.

La decisione della Corte Costituzionale di rottamare la legge elettorale e di tornare, di fatto, al proporzionale puro della prima Repubblica è una catastrofe. Una catastrofe. Altro che i declassamenti delle agenzie di rating. Se il Parlamento non cambierà subito il metodo di elezione di deputati e senatori l’Italia diventerà ingovernabile (sì, molto più di adesso). Ma è difficile, anzi improbabile, una modifica. Il proporzionale dell’ingovernabilità conviene a moltissimi: a Grillo, ad Alfano, a Berlusconi, a Casini, a Vendola e al governo Letta. Conviene a chi sa che non potrà vincere le elezioni, ai conservatori di destra e di sinistra, ai tiratori a campare. Avevamo una sola speranza per provare a salvare l’Italia: la leva del voto anticipato in mano a Renzi per costringere nelle prossime settimane il governo a fare subito le riforme. Era una congiunzione astrale irripetibile: o le riforme o il voto anticipato (e probabile governo Renzi). Era un win-win per l’Italia.
Ora Renzi non c’è l’ha più quella leva: l’unico che non può andare al voto con il proporzionale è proprio lui, perché non potrà più vincere (non potrà vincere nessuno) e il suo impatto innovativo sulla politica Italiana si è immediatamente attenuato. Dove non sono riusciti gli ex comunisti, a fermare la spinta modernizzatrice di Renzi, sono invece riusciti i giudici costituzionali (e chissà se ha avuto un ruolo il dottor Sottile Giuliano Amato in questa sentenza politica). Fossi un investitore non sarei ottimista sul futuro del paese. L’unica speranza è che Renzi si inventi qualcosa, non so cosa. Oppure che Enrico Letta rilanci e diventi lui il motore del cambiamento.

Luca

La verità sul caso Harry Quebert

La verità sul caso Harry Quebert

Durante il mio esilio montano ho letto un bel libro, La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker.
E’ uno di quelli che trovate esposti al supermercato, nelle edicole, negli autogrill, ma è un bel libro.
Non sempre i libri che vendono tanto sono mediocri.

Una segnalazione di Christian Rocca mi aveva convinto.

Un libro sui libri, sulla scrittura, sulla dignità, sull’amicizia e sull’amore.
Soprattutto sull’amore.

Adora l’amore, Marcus. Fanne la tua conquista più bella, la tua sola ambizione. Dopo gli uomini, ci saranno altri uomini. Dopo i libri, ci sono altri libri. Dopo la gloria, ci sono altre glorie. Dopo il denaro, c’è ancora il denaro. Ma dopo l’amore, Marcus… Dopo l’amore, c’è solo il sale delle lacrime.

Luca

RCS, il Corriere della Sera, il salotto buono che fu e che forse non sarà più

Il Foglio qualche giorno fa ha pubblicato un racconto spettacolare di Paola Peduzzi sulla situazione che sta vivendo il Corriere della Sera, con la crisi di RCS, la mobilità dei suoi giornalisti e l’insopportabile, ma quanto mai probabile abbandono della sede di Via Solferino.
Un cambio di sede che nella redazione del Corriere è vissuta come una deportazione.

Se non capisci che muoversi da Via Solferino è una deportazione, non puoi capire nulla del Corriere della Sera”. La “deportazione” è il trasferimento della redazione del giornale più influente d’Italia, diretto da Ferruccio de Bortoli, dalla storica sede nel centro di Milano alla periferia nord-est della città, via Angelo Rizzoli, tre palazzi e una torre ideati da Stefano Boeri a due passi dal parco Lambro. Là c’è già un bel pezzo di Rcs Mediagroup, ci sono i periodici con la loro triste fama di essere un buco nero di perdite (“Ora che l’azienda ha annunciato che venderà o chiuderà dieci testate, secondo te chi è che vorrà più metterci un euro di pubblicità, in questi zombie?”), i Libri, la pubblicità, i new media e gli uffici di staff. C’è ancora tanto spazio, un palazzo intero, quanto basta per ospitare i giornalisti del Corriere e della Gazzetta dello Sport. Ma loro non si vogliono muovere.

Un racconto come quelli che si leggono sul New Yorker, che raramente si trovano sulla stampa italiana.

Ve lo consiglio.

E’ curioso che soltanto in poche conversazioni sia emersa la figura del lettore, nonostante sia cruciale per il futuro dei media, tradizionali e no. Sono soprattutto i più giovani a citare “i miei venticinque lettori” di manzoniana memoria, e questo è l’happy end di una storia fatta di scivoloni, di un mondo che si sfalda, di caste da smantellare, in cui i Padroni dell’Universo del giornalismo non vogliono perdere i loro privilegi e i Padroni dell’Universo della finanza non vogliono perdere le loro rendite di posizione e nemmeno fare gli editori: è la scarsa qualità del progetto editoriale del Corriere per il futuro il vero problema da risolvere.

Luca

Via | Christian Rocca

La linea rossa oltrepassata da Assad

soft pillow

Christian Rocca segnala un articolo su Foreign Policy nel quale si racconta di un rapporto del Dipartimento di Stato americano nel quale si porterebbero le prove di un attacco chimico portato dal regime siriano contro la popolazione.

L’agente chimico usato sarebbe il BZ.
Ci sono molti video, che vi risparmio, su Youtube dove si vedono gli effetti su alcuni feriti portati negli ospedali.

Obama aveva detto un mese fa che l’utilizzo di armi chimiche sarebbe stata la linea rossa da non oltrepassare.
Assad pare averla oltrepassata.

Vediamo se qualcuno dei nostri illustri candidati alle elezioni politiche riuscirà a fare due paroline anche sulla Siria.

Luca

Vignetta via | Fany Blog