Fedelissimi di che?

Le elezioni amministrative a Siena stanno prendendo una piega interessante.
Ci sono mille liste, altrettanti candidati, tutti impresentabili.

Il più convincente avversario di Ceccuzzi pare essere Corradi sopratutto dopo che il PDL ha deciso di suicidarsi scegliendo come candidato Nannini riuscendo pure a perdere l’appoggio della Lega.

Ieri Corradi ha avuto un incontro importante in vista delle elezioni.
Si è confrontato con i Fedelissimi, che non sono un movimento autonomista senese, ma un gruppo ultra’.
Ecco, bene.

Siena calcio tra i volani del turismo senese. Questo uno dei punti emersi dall’incontro che il candidato a sindaco della Liste Civiche e del Nuovo Polo, Gabriele Corradi, ha avuto con i tifosi del Siena nella sede dei Fedelissimi.

L’incontro è stato molto interessante e Corradi ha interloquito in modo sagace di fronte alle domande più impegnative.

La riflessione è nata anche dalla domanda di un giovane tifoso che giustamente ha fatto notare come durante la trasferta a Padova sia stato impossibile ai tifosi visitare la città data la lontananza dello stadio dal centro storico.
Gabriele Corradi su questo punto è stato chiaro: il Rastrello non si tocca. Corradi ha anche manifestato quale potrebbe essere uno dei possibili rischi se qualcuno pensasse di portare lo stadio comunale in località Borgovecchio, ossia la possibile perdita di tifosi e abbonati.

Si, perché la perdita di tifosi e di abbonati, nonché gli itinerari turistici dei tifosi durante le trasferte, sono problematiche molto a cuore di un sindaco moderno.

Roba da pazzi.

Luca

La casta di Siena

A Natale, sotto l’albero, ho trovato anche il libro che sta scuotendo le coscienze dei senesi: “La Casta di Siena” scritto da Raffaele Ascheri.

La_Casta_Siena

Il sottotitolo fa capire chiaramente quali siano gli obiettivi dell’autore:
“Acampa, Buoncristiani, Ceccherini, Ceccuzzi, Cenni, Mancini, Mussari”
Tra tutti, gli obiettivi preferiti di Ascheri sembrano essere Ceccherini (Presidente della Provincia), Acampa e Buoncristiani, mentre Cenni, così come nella vita reale, sembra avere un basso profilo nella storia.

Visti i presupposti, pensavo di trovarmi di fronte a chissà quante clamorose rivelazioni sul potere senese, ma sono rimasto deluso.
Ascheri si limita a portare prove per dimostrare quello che non è uno scoop, ma un dato di fatto acclarato e conosciuto da tutti.
Siena è governata da un monoblocco costituito dalla Banca, dalla Fondazione e dalle amministrazioni (comunale e provinciale), queste ultime a loro volta controllate dal Partito Democratico (già DS).
Nel monoblocco è entrata da alcuni anni anche la Curia, da quando almeno ha un suo rappresentate nella Fondazione.

Ascheri rimane sempre in superficie e non approfondisce mai le questioni anche se cita ed analizza tutte quelle più importanti (mancanza di alternanza politica, abusi edilizi, cementificazione del territorio, incendio nella curia, ampiamento dell’aeroporto) e oltretutto si limita a citare articoli ed interviste apparse sulla stampa locale e nazionale, non portando nessun nuovo contributo documentale e nessuna testimonianza diretta.
Un libro che è sicuramente costato poca fatica all’autore.

La Casta di Siena ha però sicuramente un grande merito ed è quello di colmare un vuoto lasciato dalla stampa locale che è completamente asservita al potere e che assolve in modo vergognoso al suo dovere di informare i cittadini.
Nel libro si trovano riflessioni che qualsiasi senese è in grado di fare, ma che non troveremo mai in nessun quotidiano cittadino.
Mancando editori disposti a farlo, il libro è stato stampato in proprio, nonostante risulti che sia stato il più venduto nel mese di Dicembre nelle librerie senesi.

Il demerito più grosso del libro è invece quello di aver mancato di citare quello che è il vero arbitro e grande burattinaio delle cose senesi: la massoneria.
Dimenticanza o colpevole omissione?

Su Radio Radicale potete ascoltarvi un’intervista all’autore del libro.

Luca