Populismo for dummies

Il post con cui Grillo e Casaleggio sconfessano l’iniziativa di due parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno presentato in commissione l’abolizione del reato di clandestinità, è una esemplificazione perfetta della differenza che c’è tra un partito politico e un movimento populista.

Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità.

Luca

Promesse che non manterrò

grillo nyt

Non parlerò male di Grillo, di Casaleggio e dei Grillini per almeno una settimana.
A meno che non cambi idea nel frattempo, ovviamente.

Ma, seriamente, va rotto questo clima di supponenza che mi ricorda tanto un atteggiamento che abbiamo avuto con gli elettori berlusconiani e che ci ha condannato per anni alla sconfitta
Insomma, parliamone male, ma con una cadenza non troppo esagerata.

Quindi, niente imprecazioni alla vista della homepage del New York Times di oggi.

La foto di Gianni Cipriano, comunque è bellissima.

beppe grillo fotografato da gianni cipriano

Luca

Il tramonto della responsabilità

il_grillo_canta_sempre_al_tramonto

Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio stanno per pubblicare insieme un libro per Chiarelettere.

Fine della notizia.

Il livello è molto alto, tipo quando parlano di autodiagnosi.

Casaleggio: L’autodiagnosi l’ha fatta anche Matteo Dall’Osso, un ragazzo avvelenato dai metalli pesanti che si era rivolto più volte ai medici senza arrivare a nessun risultato. Disperato, ha cercato in rete tutte le possibili soluzioni. Alla fine ha trovato da solo la cura ed è guarito. Viveva su una sedia a rotelle e ora ha pubblicato in rete un filmato che lo ritrae mentre si getta con il paracadute da un aeroplano.

Fo: Spero che non si sia rotto subito le due gambe appena guarite!

E tutti a ridere.

Fossi un personaggio pubblico, a pensare di parlare di autodiagnosi mi tremerebbero i polsi, per la responsabilità che ti assumi parlando di un argomento come questo.
Evidentemente c’è chi prende la vita con più leggerezza.

Luca

I forconi

Matteo Bordone ha scritto una riflessione molto giusta sul Movimento 5 Stelle.
L’annoso problema del granaio, che sarebbe il non potersi stupire se la gente dà addosso a tutti in modo volgare e violento quando per anni li hai educati a pensare che tutto faccia schifo.

Ecco. Qui sta il punto. Il punto non è che ci siano gli imbecilli. Il punto non è che lo strumento sia aperto e che gli imbecilli abbiamo modo di farsi strada nella discussione e contaminarla. Il punto non è che la libertà del mezzo lo esponga alla malafede di qualche idiota che ne mina la capacità di ragionare con civiltà e dialettica democratica. No. Il punto è che la strategia comunicativa di Casaleggio è stata per anni quella di dare forconi e fiaccole ai cittadini del villaggio, caricandoli poi a molla perché si sentissero di dover considerare forconi e fiaccole come il loro strumento più prezioso. L’industria automobilistica li inganna con auto a idrogeno nascoste, quella farmaceutica diffonde vaccini che provocano l’autismo, l’AIDS non esiste ma fa lavorare i biologi e i farmacisti, gli esami per molti tumori servono solo ai rimborsi sanitari, i detersivi sono inutili e i terremoti si potrebbero scoprire in anticipo, se solo si volesse. La tecnica del blog di Grillo gestito da Casaleggio è molto precisa: togliere autorevolezza a tutto ciò che ne ha, costruire un’immagine di mondo governato da poteri forti che hanno dalla loro solo la dote della malafede, e allenare i lettori a brandire con orgoglio i forconi, a urlare quello che sentono nella pancia, a essere indignati, tutti insieme, in gruppo, andiamo a prendere il bastardo, cacciamolo a calci nel culo. Nessuno degli altri ha competenze. Sono tutti degli incapaci, dei cani, degli approfittatori, e lavorano sulla base della disonestà. Perché tutto è facile. Non serve ragionarci sopra. Le cose o fanno schifo o sono giuste. E quando sono giuste in genere sono nostre, oppure sono molto lontane nello spazio e nel tempo.

Non dico che tutto il Movimento 5 Stelle sia fatto così. Ma il blog è quello, serve a quello: smontare ciò che c’era prima, convincere del marcio diffuso ovunque, e poi sostenere che l’unica via d’uscita sia proprio chi legge, quelli col forcone in mano: che loro siano onesti, preparati, bravi, che siano integerrimi e severissimi. Ma il problema, che non riguarda in nessun modo la rete ma riguarda tutte le forme di populismo più o meno virulento, è quello del granaio. Cosa hai stipato nel granaio? Se nel granaio hai accumulato pochi dubbi e tanti forconi, ti farai poche domande e userai la violenza di branco verbale o fisica con trasporto e soddisfazione. E dare modo di accumulare forconi è quello che fa il blog di Grillo da sempre. Questa è la natura profonda dell’appartenenza a quel circolo, non altro. Tant’è che, siccome i forconi sono più divertenti della democrazia, che è fatta di dialogo e dibattiti noiosi estenuanti manco fosse una superpuntata eterna dell’Infedele, finisce che nel caso dei seguaci del blog di Grillo e Casaleggio il problema non è cominciare a decidere, ma smettere di urlare insulti.

Luca

Il necessario ritorno della politica

Sono un forte sostenitore del Governo Monti.
Ho tirato un grosso sospiro di sollievo quando l’ho visto giurare davanti a Napolitano.
Fin da subito ho pensato che il mandato di Monti fosse un mandato a termine e con un obiettivo già prestabilito, che era quello di salvare l’Italia dal fallimento, di mantenerla nell’Euro, facendo delle riforme di base che la politica non aveva il consenso per fare, e quindi lasciare il campo ad un nuovo parlamento ed un nuovo esecutivo.

Man mano che i mesi passano, i limiti di questo Governo si fanno sempre più visibili.
Non si può governare a lungo senza un sostegno politico.
Le poche riforme fatte da Monti, come quella delle pensioni, approvate tutte all’inizio del mandato, già oggi non sarebbe più possibile farle approvare in parlamento.
La riforma del lavoro, trascinata per mesi e gestita malissimo da un punto di vista comunicativo dal Ministro Fornero, difficilmente sarà approvata così come era nelle intenzioni del governo. Ben che vada sarà una mezza riformicchia.

I tanto odiati Partiti sono fondamentali in un sistema democratico. Senza di loro nessun governo può far molto.
Man mano che le elezioni si avvicinano e la crisi si fa sentire con più cattiveria, i partiti alleggeriscono sempre di più il loro sostegno al governo e tentano di rilanciare le loro proposte politiche.

Bene ha fatto Bersani a lanciare le primarie di coalizione.
Sarà un bel bonus da giocare alle elezioni, di fronte al PDL che pensa di ricandidare Berlusconi e a Grillo che decide da solo, insieme a Casaleggio, chi sia degno o meno di essere candidato.

Sabato Matteo Renzi dà il via alla danze con il suo incontro di Firenze con gli amministratori locali.
Vediamo cosa uscirà fuori.
Di sicuro c’è bisogno di rilanciare la politica in vista del nuovo anno.
E la politica si rilancia, ma guarda un po’, con i dannatissimi partiti.
Che abbiano cinque stelle, o ne abbiamo meno.

Luca