Il direttore dell’Unità cerca di mettere insieme le tessere del puzzle dell’affaire Marrazzo e si scopre che forse il ricatto a Marrazzo potrebbe essere legato a certe nomine fatte nei mesi scorsi dalla Regione, ad un pusher della camorra, ad Iovine (boss dei Casalesi) e a Fondi, Comune infiltrato dalla Camorra che il governo non commissaria.
Proviamo a leggere questa storia da un altro punto di vista, vediamo se qualche lato oscuro si illumina. Non da quello di via Gradoli, la casa dei trans di cui ormai sappiamo ogni dettaglio probabilmente anche quelli inutili, ma da Fondi, per esempio. Fondi, sì. Il comune infiltrato dalla camorra che il governo non si decide a commissariare, incomprensibile colpevole inerzia. La telefonata in cui due persone (una è forse uno dei carabinieri) parlano del “video del presidente”, quella che fa scattare l’indagine sul caso Marrazzo, era una conversazione intercettata nell’ambito dell’indagine sul latitante Iovine, boss dei Casalesi probabilmente nascosto nel litorale laziale dalle parti di Fondi. Dunque gli investigatori cercano Iovine e trovano due che parlano del video di Marrazzo. Cosa c’entra Marrazzo in un’indagine sui casalesi, perché quei tizi parlano di lui?
Insomma, la storia potrebbe essere molto più complicata di quello che sembra.
Ogni scuola italiana, dalle medie in poi, dovrebbe far vedere ai ragazzi l’intervista a Roberto Saviano andata in onda l’altra sera a L’Era Glaciale.
Abbiamo bisogno di persone esemplari, di capire che siano i buoni e chi i cattivi.
Sennò rischiamo di finire come i ragazzi di Casal di Principe, che difendono i Casalesi e ti lasciano di ghiaccio quando dicono cose come queste:
Hanno ucciso Don Peppino Diana, ma sono cose che capitano.
“La condanna ce l’hai”. Queste le parole che un pentito ha detto poco tempo fa a Saviano per confermargli che la camorra lo vuole morto.
Continuare a parlare di Saviano è l’unico modo che abbiamo per cercare di proteggerlo.
Gaetano Pecorella è stato l’avvocato difensore in primo grado di Nunzio De Falco, il “casalese” prima assolto e poi condannato in appello per l’omicidio di Don Peppino Diana.
Oggi Pecorella è presidente della Commissione Parlamentare sulle Ecomafie.
Dall’alto del sua grande moralità si è permesso di gettare fango sulla figura di Don Peppino Diana. Roberto Saviano ha chiesto di difendere la memoria di questo prete trucidato dalla camorra.
Facciamolo ricordando quella lettera che scrisse nel 1991 ai parroci della forania di Casal di Principe.
Per amore del mio popolo
Siamo preoccupati
Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.
Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”.
Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che é la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.
La Camorra
La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.
I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.
Precise responsabilità politiche
E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.
La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio.
Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Impegno dei cristiani
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno.
Dio ci chiama ad essere profeti.
- Il Profeta fa da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
Coscienti che “il nostro aiuto é nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che é la fonte della nostra Speranza.
NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO
Appello
Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”
Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa;
Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26).
Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace abbiamo dimenticato il benessere La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso, dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare sono come assenzio e veleno”.
Ho potuto ascoltare il monologo che Roberto Saviano ha proclamato da Fabio Fazio.
Commozione, indignazione, speranza, ammirazione.
Alcuni dei sentimenti che ho provato.
Ora Fazio, Endemol, la RAI o chi per loro distribuisca il monologo di Saviano.
Lo mettano su YouTube.
Ci facciano un DVD.
Lo facciano vedere nelle scuole.
Saremo anche un paese corrotto, ma possiamo vantare persone come Roberto Saviano e come i tanti martiri della camorra che grazie a lui hanno avuto finalmente giustizia.
Vediamo di rendere pubblico il loro pensiero e la loro opera.
Lo dobbiamo a loro per riconoscenza ed a noi per recuperare la nostra dignità.
Il qualunquismo si combatte facendo vedere che non tutti sono qualunque.
Non saremo mai abbastanza grati a Roberto Saviano.
Current è la televisione di Al Gore sbarcata circa un anno fa in Italia sul canale 130 di SKY.
La campagna pubblicitaria in questione promuove Vanguard, un programma di inchiesta di Current.tv.
Il manifesto in cui appare la bibbia trafitta da proiettili pubblicizza una puntata di Vanguard dedicata ai martiri della camorra e nella quale si racconta la storia di un prete ucciso dalla camorra.
Prima di censurare, forse converrebbe conoscere e capire.
Quello che sto per dire non toglie niente al coraggio dell’autore ed all’importanza di ciò che ha scritto e continua a scrivere.
Ho appena finito di leggere Gomorra e devo dire che il libro mi è sembrato bruttino.
Una via di mezzo tra un romanzo ed un saggio.
Non ha una trama, per potere essere considerato un romanzo.
Non ha una bibliografia ed una citazione delle fonti, per poter essere considerato un saggio.
Gomorra è un libro di riflessioni di Saviano sulla camorra, che vale comunque la pena leggere.
Devo però dire che chi dice che Saviano è un autore sopravvalutato, forse non ha tutti i torti.
Ieri si è appreso che probabilmente la camorra aveva progettato un attentato per uccidere Roberto Saviano, il giornalista e scrittore autore di Gomorra.
Come ha spiegato lo stesso Saviano in una recente intervista, la camorra non ha paura quando qualcuno parla di lei, ma si arrabbia moltissimo quando queste opinioni contrarie si diffondono tra la popolazione.
Un libro destinato ai soli addetti ai lavori non infastidisce nessuno.
Gomorra, che ha venduto tantissimo è, invece un libro pericoloso.
E sarebbe meglio se Saviano morisse.
E’ da tanto tempo che voglio leggere Gomorra.
Ieri pomeriggio, appena uscito da lavoro, ho comprato il libro.
Mi sembrava un buon modo per testimoniare la mia solidarietà a Saviano.
Qui sotto, invece, le illuminanti dichiarazioni di Emilio Fede su Saviano.
Tanto per non dimenticare da che parte stanno i buoni.
Mi dispiace dirlo, ma credo che l’Unione Europea abbia ragione nel voler punire l’Italia per la gestione dei rifiuti in Campania.
Siamo un paese ridicolo, incapace persino di raccogliere e smaltire la spazzatura.
Tutti noi consumiamo molto, produciamo quantità enormi di rifiuti e poi non vogliamo le discariche.
Preferiamo accatastarle nelle strade e bruciarle direttamente lì.
Mi chiedo con quale faccia Bassolino riesca ancora ad occupare la sua poltrona.
Si dovrebbe vergognare, insieme a quanti non hanno fatto niente per togliere alla camorra la gestione dei rifiuti in Campania.
Qui non serve l’esercito, serve che chi di dovere vada a raccogliere la spazzatura e la porti nelle discariche.
Se alla gente sta bene, meglio così.
Se alla gente non sta bene, pazienza.
Viviamo in una società civile, in cui ognuno ha diritti e doveri.
Nessuno può avere il diritto di impedire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Le discariche non vanno bene dove sono?
Ok, cerchiamo soluzioni alternative, ma nel frattempo la spazzatura deve essere tolta dalle strade.
Un governo serio non può permettere questa situazione.
E alcune decine di manifestanti non possono sempre impedire che in Italia venga fatta qualsiasi cosa.
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