Lo scandalo di Catania

Sono solito farmi beffe dei complottismi, di qualunque genere.
Figurarsi di quelli per il calcio.

L’ho ridetto.
Ho detestato con tutto il cuore la triade Moggi-Giraudo-Bettega fin dal suo insediamento.
Non sono uno di quegli juventini che va sempre tutto bene e che non è mai vero niente.

Detto questo, vedere della malafede nell’episodio di ieri di Catania, in cui l’arbitro ha annullato un goal che aveva già deciso di convalidare, significa voler vedere il marcio a qualunque costo.
Significa voler credere che le scie degli aerei siano indiscutibilmente delle scie chimiche spruzzate dai governi per plasmarci la mente.

Se un arbitro è in malafede il goal lo annulla subito, non si fa coinvolgere in una trattativa imbarazzante durata un minuto, alla fine della quale decide che la sua decisione giusta era in realtà sbagliata.
C’è da dire piuttosto, che se ti trovi davanti alcuni giocatori nazionali, tra cui Pirlo, in maglia bianconera è facile che tendi a dar credito a loro piuttosto che ad un qualunque giocatore del Catania.
E’ sbagliato, ma è normale che sia così.
E’ umano.

Proprio per questo Pirlo e gli altri giocatori della Juve avrebbero dovuto evitare di assediare l’arbitro e lasciarlo decidere in pace.
Perché se sei un campione, un esempio per i bambini e bla bla bla, allora devi esserlo sempre.
E Chiellini, lo dico con tutta la simpatia e la stima che ho per lui, ha onestamente rotto il cazzo.

In questo purtroppo i giocatori juventini non sono migliori degli altri.
Sono dei piagnoni che tentano di dimostrare di aver ragione pur quando sanno benissimo di aver torto marcio.

A Catania è andata in scena la solita cialtroneria italiana, rinforzata dalla mediocrità arbitrale.

Se però, siete più sereni nel credere che le scie degli aerei siano in realtà delle scie chimiche, allora si, la Juve ha già comprato lo scudetto.

Voi lo chiamate complotto, io la chiamo cialtroneria all’italiana.

Luca

Foto | Repubblica.it

Se la Juve non fosse brutta e cattiva

La Juve è una squadra che sta antipatica a tutti quelli che non sono suoi tifosi.
Ma non soltanto antipatica, tanta gente cova nel suo cuoricino un risentimento che, se non fosse ridicolo, a volte riuscirebbe perfino a stupire.

Se non fosse così, potremmo dire che la sentenza contro Antonio Conte è una buffonata.
Non perché Antonio Conte sia una brava persona, magari lo è, o non perché non ci siano risultati combinati nel calcio, ci sono da sempre.
La sentenza contro Conte è una buffonata perché è una sentenza senza prove.
C’è un calciatore che ha detto di aver avvertito Conte che una partita che avrebbe giocato il Siena sarebbe stata a rischio combine e lui avrebbe fatto finta di niente, senza denunciare la cosa.
C’è poi una intercettazione in cui un ex giocatore del Bari chiede ad un giornalista locale se Conte può essere contattato per aggiustare il risultato di una partita e quest’ultimo avrebbe mandato un sms a Conte, vicenda che poi lo stesso giornalista ha smentito.

Fine degli indizi contro Antonio Conte.

Se Conte non fosse allenatore della Juventus e se la Juve non fosse così brutta e cattiva ci sarebbe da fare una pernacchia a chi ha portato avanti questa inchiesta.

Ma noi siamo gobbi, ladri e vigliacchi e ci meritiamo tutto.
Pure le sentenze inventate.

Luca

Che ne pensi della squalifica di Conte? Vota il Sondaggio.

Morosini

Le riflessioni sul comportamento dell’informazione in occasione della morte di Morosini

Sulla storia bella e triste di Alberto Morosini si è già detto molto, perfino troppo.

Vorrei evidenziare, però un paio di cose piuttosto indicative del modo di fare informazione in Italia.

Non sempre quando muore un atleta dobbiamo per forza invocare il doping o qualche altra pratica farmacologica strana. E nemmeno dobbiamo invocare sempre la stanchezza degli atleti. Morosini giocava con il Livorno in serie B, dove si gioca una volta a settimana. La stanchezza non c’entra, non c’entra probabilmente niente nemmeno il doping. E’ sempre la solita questione che la gente muore e, purtroppo, a volte muore da giovane e senza preavviso.

L’accanimento dei telegiornali sulle immagini di Morosini che muore. La partita è andata in diretta, l’hanno vista tutti, i video gireranno per sempre su internet, non si torna indietro. Detto questo, si poteva evitare l’accanimento su quelle immagini. Si poteva evitare di far rivedere i momenti della morte per tutto il santo giorno. Abbiamo capito. Grazie.

C’è poi il caso della prima pagina di ieri del Tempo, dove Mario Sechi ha deciso di pubblicare l’immagine di Morosini che rantola sul prato, e su quello ovviamente non c’è niente che possa giustificare la sua scelta. Se parli di un incidente stradale, non è che pubblichi la foto dei morti straziati, non ce n’è bisogno.

Poi ovviamente la caccia al colpevole, perché ci deve essere sempre qualcuno contro cui scagliare le nostre pulsioni. In questo caso è il vigile che avrebbe lasciato la macchina nel mezzo. E allora dagli al vigile assassino.

In tutto questo, per una volta, ad uscirne bene è stato lo sport, con le partite ferme, i minuti di silenzio in tutti gli eventi, il lutto al braccio dei giocatori del Barcellona, la solidarietà verso la sorella di Morosini.
Prendiamo il buono di questo evento triste, e lasciamo andare il resto.

Luca

Il nuovo stadio della Juve

Linus ha visto il nuovo stadio della Juve e ne è rimasto affascinato.
È la prima volta che in Italia si costruisce uno stadio del genere.

Voi non avete idea di quanto è bello il nuovo stadio della Juve. […]
E poi il coraggio, che forse solo una città testarda come Torino poteva mettere in campo, di eliminare completamente qualunque divisione. Tra tifosi e giocatori ma anche tra curve. Che peraltro qui non esistono più, essendo i posti a sedere praticamente parte di un’unica, grande tribuna.
Speriamo che quella che si inaugura questa sera non sia solo la nuova casa della Juve ma anche una nuova pagina del nostro calcio.
Crederci non solo non costa niente ma a questo punto è quasi obbligatorio.
Speriamo nasca sotto una buona stella. La terza.
Ci vediamo stasera.

Luca